Home / Editoriale / NAUFRAGIO SARDO. LA FIORENTINA CHIUDE IL CAMPIONATO A META’ MARZO. SI SPERA NEL MIRACOLO SPORTIVO A BERGAMO E IN UN FINALE DI STAGIONE AI LIMITI DELL’ACCETTABILE

NAUFRAGIO SARDO. LA FIORENTINA CHIUDE IL CAMPIONATO A META’ MARZO. SI SPERA NEL MIRACOLO SPORTIVO A BERGAMO E IN UN FINALE DI STAGIONE AI LIMITI DELL’ACCETTABILE

In una giornata come questa non è la rabbia a fare da padrona, ma la vergogna, la disperazione di fronte ad una squadra che non gira più ed è ben lontana dalla Fiorentina jeje della gara di Coppa Italia contro la Roma. Non era la prima volta che la Fiorentina giocava un primo tempo spento, tuttavia oggi non solo è mancata la cattiveria agonistica, ma si sono concretizzati una serie di errori banali da parte dei singoli (basti notare il retropassaggio killer di Pezzella, che ha permesso a Joao Pedro di segnare l’1-0 poi annullato). La gara di oggi è stata la conferma del momento nero della gestione Pioli, come se il malumore del tecnico avesse influenzato anche l’animo dei giocatori, fiacchi e poco reattivi. Si è fatta sentire l’assenza di Veretout a centrocampo, con Norgaard che non si è dimostrato all’altezza. A questo punto sorgono i dubbi più grandi. Se Pioli nel postpartita parla di superiorità fisica del Cagliari allora perché impiegare il danese, visibilmente meno prestante dei mediani isolani e non schierare Dabo? De’altra parte il numero 14 viola ha la straordinaria capacità di dare una scossa alla squadra nei momenti difficolta, oltre ad offrire un bagaglio fisico notevole. Per il resto la prestazione della Fiorentina è stata gravemente insufficiente nella sua collettività. Due gol banali per il calibro del reparto arretrato. Milenkovic si perde Joao Pedro e Ceppitelli è libero di fare quel che vuol sul raddoppio.

Altro punto che desta curiosità sono le parole di Pioli, che ha chiarito più di una volta la situazione del suo contratto. Da un lato emerge le responsabilità del tecnico, dall’altro sembra che stenti ad avvenire il fatidico incontro tra l’allenatore e la società, come se Pioli avesse chiamato più volte e la proprietà non avesse risposto volontariamente. Un enigma difficile da sciogliere, un mistero che forse sarà svelato solo in estate quando ci si dovrà sedere obbligatoriamente al tavolino. Sarebbero tante le domande da fare, così come tante le risposte da ottenere, ma ora conta solo pedalare nella speranza di un miracolo sportivo a Bergamo e di una chiusura di campionato dignitosa.

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