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NARDELLA: “Io sto con Rocco. Gli stadi sono la nostra vergogna. Continuerò a lavorare duramente”

Ecco le parole del sindaco Dario Nardella, presso Palazzo Vecchio: “Ci attendono mesi difficili ed impegnativi, ma non voglio rinunciare a dire qualcosa in maniera definitiva. Son passati mesi in cui non si è giocato, e ci si è occupati della questione stadio. Io, più che parlare, agisco, e non amo rilasciare dichiarazioni inutili e ripetitive. Mi è capitato di leggere delle “mie” parole, e di non trovarle corrispondenti a ciò che ho detto. Notizie false. Ora dirò cos’ho davvero intenzione di fare. Sto dalla parte di Rocco, dal primo giorno. L’ho sempre appoggiato e sostenuto. Sto dalla parte di chi ha messo gli striscioni, e lo faremo anche noi qua a Palazzo Vecchio. Anche oggi, io sto con Rocco. Nutro un grande rispetto per lui e la sua famiglia, nonché per Giuseppe Barone, con cui mi tengo molto in contatto. Ho il sentito più volte il presidente, tramite telefono, e lo aspetto qua a Firenze, a braccia aperte, il prima possibile. Ho una gran voglia di vederlo, abbracciarlo, e parlare di progetti, idee da mettere in cantiere e altre cose. La questione stadio va avanti da 51 anni, e da quando son stato eletto, nel 2014, ho lavorato duramente e senza sosta, per trovare una soluzione. Nel 2015 venne approvata una legge, a mio nome, sulla semplificazione burocratica attorno agli interventi su quel tipo d’impianti. Per i successivi 4 anni, le cose non son cambiate, ma dall’anno scorso, con la nuova proprietà, qualcosa si è mosso. Nessuno ha lavorato più di noi, nell’arco degli ultimi 10 mesi. Per quanto riguarda la Mercafir, è acqua passata, e, soprattutto, non è stato tempo inutile e sprecato, perché la variante servirà per il nuovo polo della sopracitata. Noi andiamo avanti con impegno. La proprietà della Fiorentina può proporre qualsiasi tipo di progetto; ha carta bianca, e io non contesterò mai. Non provo nessun fastidio, nei confronti di chi, dall’alto del proprio Comune, si proponga ospite di quello che sarà il nuovo stadio della Fiorentina. Qualora la società decidesse di mantenere a Firenze la presenza dello stadio, m’impegnerei per rivalutare il franchi e Campo di Marte, con un potenziamento di tutta l’area. Continuerò a lavorare duramente e a battermi con al Soprintendenza. L’Artemio Franchi è un monumento, più che uno stadio, e, al di là delle opinioni sullo stadio, non si può lasciare un monumento al caso. Questo problema non riguarda solo il Franchi e Firenze, bensì tutta l’Italia, ed è per noi una vergogna a livello internazionale, perché non è possibile che sia così difficile, dal punto di vista burocratico, costruire un nuovo stadio, o riadattare quello vecchio. Solo Juventus, Atalanta e Udinese son riusciti nel loro obiettivo. Gli enti pubblici devono favorire la fruizione dei beni culturali, obbligatoriamente, per legge. Non sono sottili le differenze tra un acquedotto romano e uno stadio sportivo in cemento armato. Vorrei concludere assicurando serenità, per ora e negli anni a venire.

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