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Missione CT, due mesi alla scelta

La Gazzetta dello Sport riporta la questione CT a due mesi dalla scelta. I candidati sono sempre gli stessi: Ancelotti, Di Biagio, Mancini, Conte e Ranieri. Ecco la situazione:

DI BIAGIOAncora Fabbricini e sembra un addio: «E’ stato molto bravo, ha dato valore al gruppo, ha anteposto gli interessi della squadra a quelli personali. Ha fatto bene, anche con risultati un po’ alterni, ma aveva tanti giovani. Qualsiasi cosa farà, da una grande panchina al secondo allenatore, sarà importante averlo con noi». Ma… non è detto: Di Biagio aveva già offerte da club di A, figurarsi ora. Potrebbe accettare di restare nello staff solo con Conte, con cui il dialogo che comprende tutte le nazionali giovanili fu già avviato a suo tempo. Se il c.t. fosse un altro, potrebbe anche lasciare la Figc.

ANCELOTTI: Il suo teorico vantaggio: sarebbe la soluzione condivisa da tutti. Se solo dicesse «sì» il posto sarebbe suo e il discorso economico non un ostacolo. Anche se Fabbricini ha aggiunto: «Non è un discorso di soldi quanto di una questione etica: il Paese ha bisogno di segnali». Prima scelta di Tavecchio, s’era defilato soprattutto perché sperava in un club. S’è rimesso sul mercato, anche se ha diverse perplessità sul «materiale» a disposizione.

MANCINI: Quello che s’è sbilanciato di più: il sogno è la Nazionale. Importantissimo per Fabbricini: «Va scelta una persona entusiasta di accettare». Mancini ha chiarito il concetto al suo presidente che non è stato contento. Mesi fa gli era stato ventilato un quadriennale, poi è arrivato lo stop interno: non ci si vuole impegnare a lungo, spetta al presidente. Mancini si libererà anche se non ci fosse un’offerta dalla Nazionale, non farà fatica a trovarne un’altra. Il nome che «spacca» di più ma che, per l’indecisione di Ancelotti, potrebbe essere vincente.

CONTE: Ha lasciato cuori infranti nello staff e nei tifosi che all’Euro si sono appassionati all’Italia. Come dice Costacurta – per il quale Ancelotti e Conte sono le soluzioni migliori – «sa come si fa, perché l’ha già fatto». Gli piacerebbe tornare, con il Chelsea è virtualmente finita, ma deve aspettare. Non lo vediamo al Psg per il modo in cui interpreta la vita professionale in un club. Si sa che non è in buoni rapporti con il d.g. Uva. La variabile indipendente è un eventuale esonero a breve, che lo metterebbe in pista.

RANIERI :In attesa, ha fatto capire che verrebbe a piedi per il sogno di una vita. Ci sa fare, darebbe tranquillità, anche se i commissari pensano forse a una spinta emotiva più forte. Il Nantes non è un problema. Resterà in corsa fino alla fine, più defilato.

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