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Milan Badelj, da giocatore mediocre a simbolo. Finiscono così quattro anni d’amore

Le storie iniziano e finiscono, non è una novità. Da pochi giorni è finita anche la storia d’amore tra Milan Badelj e la Fiorentina. Un rapporto meraviglioso di 4 anni, periodo in cui il giocatore ha messo in campo una crescita esponenziale. Quanti ricordano il Badelj dei primi tempi? Probabilmente nessuno, perché ormai tutti abituati alle prestazioni maiuscole del croato, ma il giocatore non si è distinto subito al suo arrivo a Firenze.

Ripercorriamo le tappe. Badelj venne acquistato dall’Amburgo per 5 milioni di €, dopo aver collezionato 64 presenze e due gol con la maglia dei tedeschi. Esordì in maglia viola in una partita dei gironi d’Europa League, Fiorentina-Guingamp (3-0), ma subito vennero evidenziati i suoi difetti. Lento, pochi cambi di direzione, passaggi sbagliati. La piazza viola lo aveva già battezzato come l’ennesimo “bidone” da panchina di turno. Poi l’esordio in Serie A contro l’Atalanta: niente da fare, Badelj non rende, sembra avulso dal sistema là in mezzo. Tra i tifosi regna il disappunto, serviva un centrocampista che potesse degnamente sostituire David Pizarro, punto fermo del centrocampo viola, una garanzia, ma con 36 anni compiuti da poco. E invece nulla, l’ennesimo flop. Poi la trasformazione. Con l’inizio del girone di ritorno Badelj comincia ad acquisire sicurezza, a limare a poco a poco il suo stile di gioco, diventando una pedina sempre più importante per la Fiorentina. Pizarro doveva stare in guardia, il croato era a tutti gli effetti un pretendente per un posto a centrocampo. Montella si gestiva i due a suo piacimento: Pizarro titolare, poi, quando cominciava ad essere in debito d’ossigeno, ecco che entrava il numero 5.

Montella out, Paulo Sousa in, e intanto Pizarro ha lasciato la Fiorentina. Ora il centrocampo è tutto di Milan, che impartisce lezioni di calcio, come quella rifilata all’Inter a San Siro. l’allenatore portoghese porta un nuovo stile di gioco a Firenze. La Viola fa scintille, tanto da chiudere il girone di andata con 38 punti e il quarto posto in classifica, sotto il Napoli capolista, la Juventus al secondo posto e l’Inter al terzo, anche se le due squadre risultavano a pari merito con 39 punti. Badelj fa suo il centrocampo, e insieme all’aiuto di Borja Valero e Vecino, forma un trio centrale da far invidia a tutta la Serie A. Ecco il calcio riassunto in due anni: un giocatore che appariva mediocre, diventa un lume di una squadra di Serie A.

Con l’addio di Gonzalo Rodriguez la fascia di capitano passa a Davide Astori, lui che in seguito alla cattiva gestione Sousa alzò i toni. Davide si era preso sulle spalle tutto il peso dell’eredità di capitano, e con questa tutta la Fiorentina. Intanto Badelj era ormai divenuto fondamentale, così fondamentale da essere corteggiato da diversi club europei. Prima il Milan, poi la Roma, poi i litigi fra il suo procuratore e la società. Il croato però non sembra risentirne più di tanto. Continua, da professionista serio quale è, a giocare e ad architettare il gioco della Fiorentina. Il suo quadriennale intanto è sulla via della scadenza. Dopo una stagione fallimentare arriva Stefano Pioli, che riconferma il numero 5 a centrocampo, con Davide Astori capitano, Chiesa e Simeone là davanti. Ma la Fiorentina non incide, si dimostra una squadra poco esperta e ne risentono tutti, anche Milan. Riecco le voci della cessione, Milan di qui, Roma di là, poi anche la Lazio, fino ad una domenica di buio. E’ il 4 marzo, la Fiorentina deve giocare ad Udine, ma la mattina avviene la tragedia di cui tutti siamo a conoscenza. Da un momento all’altro, il peso della Fiorentina, che fino a quel momento aveva sorretto Davide Astori, si scarica tutto sulle spalle di Badelj. E la cessione? E il mercato? Il procuratore? Messi da parte. Milan aveva solo un obiettivo: onorare quella fascia, in qualunque modo possibile. Dopo Fiorentina-Benevento, dopo una partita straziante nell’animo, tutti scoppiano in lacrime, e più di tutti il nuovo capitano: lui che aveva letto appena 4 giorni prima le parole di addio per il suo amico Davide, lui che all’improvviso era stato responsabilizzato da una grave perdita. Quell’abbraccio con Pioli a fine partita sembrava l’inizio di un nuovo capitolo, di una nuova storia d’amore tra Badelj e la Fiorentina, ma così non è stato. Nonostante ciò, non si può biasimare un uomo che ha dato tutto per la Fiorentina. 4 anni lunghi e intensi per un giocatore dai piedi fatati, mai una parola fuori posto, solo silenzio, amore e duro lavoro. Qualunque sia la sua scelta, auguri a Milan Badelj per il proseguimento della sua splendida carriera.

 

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