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Mancini: “Coverciano una scelta facile, sono orgoglioso”

«E’ stata una scelta facile: sono orgoglioso, ho messo piede per la prima volta a Coverciano nel 1978, con l’Under 14, tornarci da ct mi rende felice, anche per i miei genitori che saranno orgogliosi…». Eccolo qui, Roberto Mancini, fregato dai valori della famiglia, dall’amore (turbolento, da giocatore) per L’Italia. Eppoi quel «bisogna fare qualcosa per la Nazionale, il Mondiale mancato è stato un colpo duro». E, ancora: «I giocatori tirino fuori i sogni che hanno nel cuore. Da ragazzino vedi le partite dell’Italia e sogni. E i sogni sono importanti», sventolando con orgoglio di essere stato l’unico giocatore «allenato sia da Bearzot, che Vicini e Sacchi». Ora il Mancio ha il vantaggio che, dopo Ventura, ripartirà così dal basso che per andare più giù di così dovrà scavare. Ma il pallone lo conosce bene e, anche se nei primi tre test tra fine maggio e primi di giugno dovrà tirare a campare, sa bene come arriverebbero i primi mugugni in caso di partenza falsa con l’Arabia Saudita. Quindi: buttare via 4,5 milioni l’anno per rischiare subito di brutto, senza avere il tempo id studiare e formare il gruppo. Niente male no? Eppoi, gli toccherà la nazionale senza più la BBC e Buffon. Avrà Bonucci, Chiellini per un po’ ancora e De Rossi al tramonto. I suoi predecessori, nel bene o nel male, su questi cinque avevano costruito i loro sogni. Il Mancio no. A proposito, altro rischio: Donnarumma in porta. Mica male dopo le papere con la Juve e quella con l’Atalanta affidarsi a uno che in azzurro (Under 21, l’Europeo) ha già fatto flop. E Balotelli? Non è un rischio appoggiarsi nuovamente a SuperMario? Lo è, eccome se lo è, ma il Mancio è tipo tosto. Di Balo, per spiegare quanto dissipasse il suo talento, una volta disse a noi del QS: «E’ come uscir di casa e lasciare il rubinetto aperto: uno spreco». Vuole chiudere quel rubinetto e riportarlo «ai tempi di Prandelli, perchè ora è padre di due bambini e spero sia diventato grande». Da QS

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