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MAN OF THE WEEK: Moena, la Fiorentina riparte da qui e i nuovi idoli sono personaggi amarcord

Aria fresca di montagna, fermenti di mercato, voglia di novità….per ora niente di tutto ciò a Moena. La temperatura è calda, ma solo perchè il termometro segna 32 gradi e questo stupisce in Trentino. Non sono più gli anni di Montella o Sousa, quando l’entusiasmo aleggiava nell’aria e per le strade della cittadina della Val di Fassa gli allenatori gigliati erano tartassati di richieste per un selfie o un autografo.

Per ora il vero simbolo di questa Fiorentina, l’unico a riscaldare gli animi, è Giancarlo Antognoni, il “figliol prodigo” che è stato riammesso nella famiglia gigliata, col compito (arduo) di ridare fervore e diffondere ottimismo ad una Firenze delusa e amareggiata dalle ultime mosse della società viola: “Ripartire dopo gli addii dei grandi sarà dura, ma siamo pronti e ce la metteremo tutta per essere competitivi”, afferma il nuovo dirigente viola. Perchè gli addii (tristi) di Pasqual e Borja non possono passare indenni agli animi passionali dei tifosi fiorentini e le varie smentite (il botta e risposta) della dirigenza non bastano a calmare le delusioni provocate agli ultimi romantici di Firenze. Antognoni parla chiaro, senza giri di parole, schiettamente afferma di fronte alla stampa: “Non vinceremo certo il campionato, ma ce la metteremo tutta”. Finalmente, verrebbe da dire, c’è qualcuno che non illude i tifosi con progetti fantasmagorici, ma guarda in faccia la realtà.

Intanto l’”hipster” Pioli comincia ad ambientarsi: sguardo attento, personalità pacata, parla coi giocatori, osserva le loro prestazioni, con fare disinvolto prova ad inserirsi nelle dinamiche di un gruppo che ancora non si è ben definito. Del resto qui a Moena, per ora, sono pochi i “big” arrivati. C’è il “perseverante” Tomovic che, nonostante le continue critiche ricevute in questi anni, non ha mai smesso di credere in questa squadra ed è pronto ad affrontare la nuova stagione. Fra i pali c’è la novità Sportiello, il bello che è pronto a ballare, per dimostrare di valere il posto da titolare che gli spetta. Ci sono i neo acquisti Gaspar e Ugo, personalità ancora da inquadrare. E poi i giovani della Primavera, forse gli unici veramente entusiasti, ansiosi di far vedere di essere all’altezza del ritiro coi grandi.

Ma è solo il secondo giorno in Val di Fassa, tutto può ancora succedere. Domani arriveranno altri big, Astori, Kalinic, Badelj, Sanchez, Milic, Tatarusanu, Babacar. Gente che va (forse Kalinic e Badelj), gente che viene, gente che vuole (a tutti i costi) restare (Babacar). Non rimane che aspettare e vedere, osservare le varie mosse (di mercato) del buon Corvino e decidere se amare o odiare una società che, senza dubbio, regala sempre colpi di scena, discutibili o meno, ai tifosi l’ardua sentenza.

Caterina Cappellini

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