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MAN OF THE WEEK: Arrivederci MOENA! Più che un ritiro è stato un viavai di calciatori. E ora che succede?

Arrivederci Moena, anche per quest’anno. Un ritiro sotto tono, senza dubbio, sostenuto da quegli ultimi tifosi ancora speranzosi di vedere una nuova Fiorentina.

Un viavai, più che un ritiro vero e proprio, con giocatori che hanno fatto un po’ come volevano, una sorta di autogestione: Kalinic che arriva, poi lascia (per motivi familiari?) poi ritorna, ma per poche ore. Bernardeschi che manda la “giustificazione”, come a scuola, per bigiare i giorni di “lezione” e lo stesso Andrea Della Valle ormai desaparecido dai giorni del comunicato di “presa di distanza”. Insomma chi è rimasto a mandare avanti la “flotta”?

In primis Giancarlo Antognoni, che da quando è stato riammesso in società, ci ha sempre messo la faccia e le parole e,anche per questo, è stato il più acclamato ed applaudito in Val di Fassa.

Poi Stefano Pioli, il nuovo ct arrivato in viola in un momento di transizione. L’ex nerazzurro ha subito cercato di entrare in sintonia con tutti i giocatori a sua disposizione, per cercare di capire quali fossero le intenzioni di ciascuno. Il risultato? Dopo aver esternato la propria stima verso Matias Vecino, è arrivata l’Inter che si è detta disposta a pagare la clausola da 24 milioni e a soffiare il centrocampista alla Fiorentina. Ecco allora che Pioli, a parole, ha tentato di salvare il salvabile: “ La Fiorentina non deve essere una terra di passaggio per i giocatori che arriveranno. La motivazione deve andare aldilà delle caratteristiche tecniche. Se la voglia di vestire questa maglia non c’è meglio cambiare”. Siamo con te Stefano. La situazione, fin qui, ha assunto toni quasi grotteschi.

Intanto Corvino vende: addio a Kalinic, Vecino, Bernardeschi, Tatarusanu, per citare solo gli ultimi.

Sicuramente un bel gruzzolo lo ha rimediato. In arrivo si fanno i nomi di Eysseric e Veretout, Simeone è vicino, Zapata piace al dg. Vedremo gli sviluppi, siamo ancora a metà mercato e (ci auguriamo) possono esserci ancora dei colpi di scena.

A Firenze torna una squadra ancora incompleta e ad accoglierla il clima non è dei migliori. E’ vero, nel calcio moderno non esistono più le bandiere, ce ne dobbiamo fare una ragione. Ma almeno ci aspettiamo dei segnali, da parte della società, che riportino l’entusiasmo fra i tifosi, orfani di miti che oramai vestono casacche di altri colori.

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