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MAGAZINE FIORENTINAUNO -Speciale Fiorentina – Udinese

Editoriale del direttore

 

conti Rieccola qui, la Fiorentina inaffidabile che speravamo di esserci lasciati alle spalle. La botta dell’Olimpico è stata forte, dura da digerire per l’atteggiamento messo in mostra dalla squadra nel secondo tempo. Troppo pochi, venticinque minuti di buon calcio, per sperare di non tornare da Roma con le ossa rotte. Adesso occorre leccarsi le ferite nel più breve tempo possibile, per dare un senso ad un campionato (ed in generale alla stagione) che rischia di scivolare pericolosamente nell’anonimato. La Fiorentina era riuscita a tirare la testa fuori dalla sabbia, ma l’effetto della vittoria contro la Juventus è svanito contro una Roma spietata, decisamente più forte tecnicamente e fisicamente.

Eppure si poteva fare qualcosa in più, dal punto di vista dell’atteggiamento. Sicuramente. Lo abbiamo detto e scritto più volte, anche Paulo Sousa deve trovare nuove energie per concludere in modo dignitoso il suo percorso a Firenze. Se non è motivato lui, non vediamo come possa motivare la sua squadra. Obiettivi ce ne sono ancora, perché pensare oggi all’Europa può risultare difficile, ma agganciare il treno può non essere così impossibile. Certo, diventerà impossibile se nelle prossime partite la Fiorentina dimostrerà di essere quella fragile di martedì sera.

img-20170113-wa0005Le motivazioni sono al centro di tutto, perché questa Fiorentina è la sintesi perfetta di una squadra che può vincere e perdere contro chiunque. Partite dal pronostico imprendibile, perché gli uomini di Sousa sono in grado di vivere grandissime serate e notti di buio pesto. Ormai non è più una novità, ma in attesa che ricominci l’Europa League, l’imperativo è prendere i tre punti contro l’Udinese. La squadra di Delneri arriva al Franchi senza alcuna pressione di classifica, perché galleggia in una zona che tale rimarrà. Non andrà più in sù e non andrà più in giù. Questo impone anche una riflessione diversa, sulla bontà (poca) di un campionato italiano già deciso a febbraio per più della metà delle squadre.

Sousa spera di recuperare Kalinic, vero uomo indispensabile di questa squadra. La Fiorentina è cucita su di lui, sulle sue caratteristiche. Particolarità, questa, che crea grandi problemi a Babacar, un corpo estraneo (tatticamente) in questa Fiorentina.

Alfredo Verni

La stima per Corvino e per i Della Valle, il buon momento dell’Udinese e la sfida del Franchi. Parla il Presidente Franco Soldati: “Spero in un pareggio e… di vendere qualcuno alla Fiorentina”


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Nella 24′ giornata di campionato la Fiorentina affronterà l’Udinese. Dopo il brutto ko dell’Olimpico, dal quale è uscita una Viola sgretolata e demotivata, ai ragazzi di Sousa si prospetta una gara che devono e vogliono vincere, contro una squadra avversaria in campo, ma con la quale la famiglia Della Valle ha sempre mantenuto dei buoni rapporti. Negli anni sono stati molteplici gli scambi di giocatori fra le due società, fra accordi, trattative e colpi di mercato. La nostra redazione ha contattato Franco Soldati, Presidente del club friulano.

Che gara si aspetta contro la Fiorentina?

Negli ultimi anni sono sempre state delle belle partite fra noi e la Fiorentina. Ci sono stati sempre dei buoni rapporti con la società, in passato ci sono stati anche degli scambi. Mi auguro che sia una partita positiva. Dopo il buon risultato col Milan e il risultato positivo con il Chievo, mi auguro di riuscire a portare a casa almeno un pareggio, anche se capisco che la Fiorentina è una delle grandi, è una società di prima fascia. Noi siamo piccolini, abbiamo bisogno di crescere i nostri giovani, quindi sì, mi auguro almeno un pareggio”.

A questo punto della stagione, qual è il suo bilancio dell’Udinese?

Dopo un inizio non molto positivo, dove abbiamo avuto dei problemi sotto la guida del precedente allenatore (Iachini), adesso siamo più sereni con Delneri. La squadra si è organizzata per il meglio, stiamo facendo un bel calcio, a parte la prestazione con l’Empoli , che non è stata molto positiva. Per il resto siamo molto soddisfatti di quello che sta facendo Delneri con i nostri giovani. Ci sono dei giovani che stanno crescendo, come Fofana, che ci daranno delle grandissime soddisfazioni, spero, nei prossimi anni. C’è Gnoukouri che si sta inserendo, abbiamo un ottimo portiere, poi ci sono inserimenti di fine stagione di prospettiva. Sicuramente il prossimo sarò un anno importante per noi, per la consacrazione, che ripagherà quello che la famiglia Pozzo sta facendo in questi anni, con grandi investimenti sui giovani”.

Quindi Delneri sarà confermato anche per la prossima stagione?

a5Mi auguro proprio di sì. E’ un allenatore che ha dato un’impronta diversa, è riuscito a fare da collante coi giocatori. Ha un ottimo rapporto con Thereau, che è il simbolo della nostra squadra. Siamo abbastanza soddisfatti di lui”.

La Cina sta cambiando il volto al calcio mondiale. Se fosse stato al posto dei Della Valle, cosa avrebbe fatto di fronte all’offerta milionaria del Tianjin?

Io avrei venduto. Con 38 milioni Pantaleo Corvino, che è un direttore sportivo molto in gamba, avrebbe preso 5 o 6 giovani di prospettiva che avrebbero fatto la Fiorentina dei prossimi anni. E’ anche un problema per la squadre italiane, perchè se c’è questa lievitazione degli ingaggi dalla Cina, queste campagne acquisti miliardarie, diventa difficile per le piccole riuscire ad andare a scovare dei giovani a dei prezzi interessanti. Diventa difficile fare mercato, gestire le società. Noi piccoli qualche plusvalenza dobbiamo farla, per crescere ed investire dobbiamo sacrificare anche qualche giocatore. Basta guardare la Juventus: aveva in prospettiva un giocatore fortissimo come Pogba, l’ha venduto a 110 milioni di euro e li ha reinvestiti con Higuain, che adesso sta trascinando la squadra e ha sistemato anche i bilanci, si è quotata in borsa. Poi ha fatto investimenti sui giovani che si sono inseriti nei suoi schemi di gioco. Dunque se ci sono le offerte interessanti, bisogna vendere, per investire in prospettiva. Io ho la fortuna che il nostro azionista di riferimento, Pozzo, è uno degli uomini di mercato più preparati a livello mondiale. Grazie a lui, possiamo avere dei giocatori a prezzi abbordabili, anche lui si sta avvicinando alla Cina”.

A proposito di giovani di prospettiva, lei su chi punterebbe, su Bernardeschi o su Chiesa?

8A me piace moltissimo Bernardeschi, anche se mi è simpatico Chiesa perchè è figlio di un grande campione. Di solito i figli d’arte non hanno delle grandissime carriere, a parte qualche eccezione. Quindi mi piacerebbe che Chiesa fosse una di queste. Ho visto che ha anche segnato un gol e vorrei che anche lui avesse una vetrina ancora più importante”.

Quindi se fosse la Fiorentina blinderebbe subito Bernardeschi?

Lui è esploso da circa 2 anni, è cresciuto a Crotone, pur essendo della Fiorentina. Molte squadre lo volevano, è un giovane talentuoso, potrebbe essere il puntello da dover poter costruire la nuova Fiorentina dei 5-6 anni futuri”.

Secondo lei è giusto non rinnovare a Gonzalo?

Se si vuole si trovano degli accorgimenti, delle soluzioni, se si vogliono trovare. Se uno ha delle alternative, degli ingaggi interessanti, sicuramente le valuterà. Non è un giocatore come Kalinic, Bernardeschi o Chiesa, di prospettiva, per me non è fondamentale per la Fiorentina”.

In arrivo nuove trattative con la Fiorentina?

Mi auguro di sì (ride, ndr), soprattutto speriamo di vendere qualcuno”.

Caterina Cappellini

Fra comfort e guadagni, un viaggio all’interno della Dacia Arena. Aspettando la cittadella viola…

Dopo la batosta dell’Olimpico subita per mano della Roma, la Fiorentina è pronta a tornare in campo e lo farà nella serata di sabato, al Franchi, contro l’Udinese. Sono solo tre le posizioni di classifica che separano le due squadre, appena otto i punti, segno di una certa vicinanza fra due società che, ad oggi, cominciano ad assomigliarsi vistosamente. Pochi investimenti sul mercato, tanta fiducia nei giovani e la forte esigenza di un nuovo stadio di proprietà

Dacia Arena
Dacia Arena

rendono simili due politiche gestionali mai così vicine. Mentre, però, a Firenze si continua a discutere e a rimandare la data di presentazione del nuovo progetto, in Friuli si godono, già da qualche mese, un gioiellino niente male. Parliamo, ovviamente, della Dacia Arena, il primo stadio in Italia sponsorizzato da un marchio automobilistico, che versa circa 500 000 euro l’anno nelle tasche della famiglia Pozzo.

Il 23 giugno 2014 la posa della prima pietra, il 17 gennaio 2016 la “prima” con l’intera capienza. In meno di due anni è stata realizzata una struttura da 25 mila posti a sedere, senza occupare nuovi spazi e con tecniche e materiali, molti dei quali riciclati, perfettamente compatibili con l’ambiente circostante. L’architettura del rivestimento esterno (10.000 scandole di acciaio inox satinato), ha già fatto meritare al nuovo stadio l’appellativo di “diamante”, per la capacità della superficie di accogliere e riflettere la luce. Inoltre in futuro 20.000 mq di aree coperte saranno destinate allo sviluppo di attività per l’intrattenimento, l’aggregazione, il fitness e la cultura. Le oltre 200 telecamere a circuito chiuso, capaci di individuare ed indentificare ogni singolo spettatore, garantiscono una sicurezza tale da poter rinunciare alle barriere.

gruppo3dEh già, le nuove tribune sono adiacenti al campo, con un parapetto in vetro che in Curva Nord e Distinti non supera 1,10 metri di altezza. Tra gli spalti e il campo da gioco non ci sono, dunque, ostacoli di alcun tipo, tanto che la visibilità è ottima da tutte le angolazioni, compreso il settore ospiti. Insomma, un vero e proprio teatro dove gustarsi lo spettacolo del calcio, ammirando da vicino i gesti tecnici dei giocatori e riflettendo sulle loro espressioni, sugli stati d’animo di ventidue ragazzi pronti a darsi battaglia per la vittoria. E poi c’è il vantaggio economico, decine di milioni in più di incasso rispetto a quelli attuali, introiti che aumentano a dismisura, un ciclo vincente che porta vittorie su vittorie. Certo, la piazza di Udine non può essere minimamente paragonata a quella di Firenze, in termini di abitanti e tifosi, oltre che di storia del club . Probabilmente, sono altri gli esempi da riportare per far sì che i tifosi abbiano un’idea di quanto sia vantaggioso uno stadio di proprietà, soprattutto di questi tempi. Basti pensare che i Della Valle, a fine 2013, hanno guadagnato appena sette milioni dalle entrate del Franchi, una miseria se paragonati ai quasi 50 annui della Juventus. C’è bisogno di una svolta e chissà se sabato sera non sia una bella occasione per parlarne con chi, bisogna ammetterlo, è stato più veloce e più bravo.

 

Simone Golia

 

Firenze – Udine (e non solo), l’asse di mercato è sempre caldissimo

familyhotel Fiorentina Udinese non sarà una partita qualsiasi, non solo perchè i viola hanno bisogno assolutamente di fare punti ma soprattutto perché sarà un’ottima occasione per iniziare a costruire il futuro. Sia i viola che i friulani sono stati negli ultimi dieci anni i principali outsider nelle zone nobili della classifica e hanno stipulato spesso accordi di calciomercato, sintomo chiaro dei buoni rapporti tra le due società. Il direttore generale Corvino e il direttore sportivo dell’Udinese Nereo Bonato potrebbero dunque incontrarsi per discutere del prossimo calciomercato e pensare a come rafforzare le rose. Nel corso degli ultimi dieci anni sono stati numerosi i trasferimenti da una parte all’altra, anche se a Firenze sono arrivati spesso giocatori che hanno deluso le aspettative.acquisti2

Impossibile non citare in primis il difensore brasiliano Felipe, pagato in totale 9 milioni circa, e autore di prestazioni a dir poco sottotono rispetto all’esborso economico. Trattare con l’Udinese non è mai facile e i friulani sono molto bravi a vendere a caro prezzo i propri gioielli: il miglior acquisto per i viola è stato senza dubbio Cuadrado, pagato però a peso d’oro per il riscatto della prima metà del cartellino e successivamente della seconda, per un totale di circa 20 milioni di euro (1 di prestito, +5 di riscatto della prima metà, +14 per la seconda metà del cartellino). L’Udinese però non si limita semplicemente alla Serie A, in quanto il patron Pozzo crede molto nel calcio internazionale tanto da avere investito sia in Premier League (Watford) che nella Liga Spagnola (Granada, ceduto poi lo scorso maggio), riuscendo ad ottenere grandi risultati e portando le squadre dalle leghe inferiori fino ai massimi campionati nazionali.cessioni-watford2

La Fiorentina ha concluso nell’ultimo anno ha concluso due operazioni importanti, cedendo agli inglesi prima Mario Suarez e poche settimane fa Mauro Zarate. Tra Pozzo e Della Valle gli intrecci sono dunque molto forti e potrebbero riguardare anche il futuro: a più riprese la Fiorentina ha mostrato interesse per tanti giocatori dell’Udinese nel corso degli anni, basta pensare a Di Natale o più recentemente a Widmer e Heurtaux, e a giugno potrebbe riaccendersi la linea calda tra le due società.

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Luca Masetti


L’Udinese, la Fiorentina e quelle coincidenze in fatto di gol. Stefano Fiore racconta: “La mia Fiorentina aveva altre ambizioni, quella attuale deve fare chiarezza”

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Uno dei suoi primi gol con la maglia della Fiorentina fu proprio all’Udinese. Settembre 2005, al Franchi Stefano Fiore riportò in parità il match contro la squadra di Serse Cosmi, partita che poi sarebbe finita 4-2 per la Fiorentina di Prandelli. “Sì, mi ricordo benissimo quella partita – racconta il doppio ex in esclusiva a FiorentinaUno.com – . È stato uno dei miei primi gol con la maglia viola. È curioso perché ai viola segnai anche il primo gol con la maglia dell’Udinese. A Firenze ho vissuto un anno fantastico, indescrivibile. Eravamo un buon mix, i protagonisti di una bellissima cavalcata, che ci ha portato a conquistare i preliminari di Champions League. Poi è scoppiato Calciopoli e la Fiorentina è stata penalizzata. Ma ci siamo divertiti, eravamo la sorpresa del campionato, nessuno si aspettava una Fiorentina capace di stare tra le grandi”.

Sabato la Fiorentina affronterà l’Udinese, come ci arriva la squadra di Sousa dopo il duro ko contro la Roma?

“La Fiorentina dovrà fare una prova diversa da quella dell’Olimpico, perché affronta una squadra in salute che con Delneri ha trovato una sua identità precisa. L’Udinese è pericolosa, soprattutto perché i viola potrebbero subire il contraccolpo psicologico. La Roma era un test importante, che la Fiorentina ha fallito. È stata una brutta battuta d’arresto, al Franchi servirà una grande reazione”.

Qualche scelta di Sousa fa discutere e il portoghese finisce di nuovo sul banco degli imputati…

“Sousa ha le sue colpe e responsabilità, ma vanno suddivise fra tutti perché in campo ci vanno i giocatori. Se siamo alla fine di un ciclo non lo so. Negli anni la Fiorentina ha costruito qualcosa di importate e dovrebbe proseguire sulla strada tracciata, ma sembra che gli orizzonti possano cambiare”.

La Fiorentina è una squadra con meno ambizioni?

“Le possibilità di fare bene ci sono ancora, ma le squadre che le stanno davanti, da un punto di vista mentale, stanno meglio. La Fiorentina deve ritrovare se stessa e la sua identità, solo così se la può giocare, anche se sarà dura. Sebbene non abbia niente da invidiare a Lazio, Atalanta, Inter e Milan”.

Secondo lei la Fiorentina rischia di non riuscire a conquistare un posto in Europa League?

“L’Europa League è la dimensione dove la Fiorentina può stare a suo agio. In Europa i viola hanno sempre fatto bene. Credo che se si facesse chiarezza dal punto di vista tecnico sarebbe più facile centrare gli obiettivi e avere un progetto serio”.

Norma Morandi


La Lavagna Tattica di Fiorentina-Udinese

Football coach writing strategy of attacking gameDopo la pesante sconfitta esterna all’Olimpico contro la Roma, la Fiorentina si prepara ad affrontare in casa l’Udinese.

LA GARA D’ANDATA: I viola e i friulani si sono affrontate l’ultima volta il 21 settembre 2016 alla Dacia Arena, partita conclusa con un pareggio per 2 a 2: Zapata porta in vantaggio i bianconeri al 26′, Babacar risponde pochi minuti dopo con uno spettacolare colpo di tacco che sorprende Karnezis. Il pareggio dura poco e sul finire del primo tempo Danilo porta nuovamente avanti l’Udinese con un colpo di testa. Al 7′ della ripresa è protagonista ancora Babacar che guadagna un calcio di rigore, trasformato da Bernardeschi, che sancisce il risultato finale dell’incontro.

IL MOMENTO DELL’UDINESE: Rispetto alla gara d’andata, i friulani hanno subito diversi cambiamenti. Il più evidente è quello relativo alla panchina, con l’arrivo di Delneri che ha dato la scossa sperata dalla famiglia Pozzo. L’Udinese, come la Fiorentina, alterna buone prestazioni a momenti di crisi, rendendo difficile qualsiasi previsione sull’incontro. I friulani, dopo le tre sconfitte contro Roma, Inter ed Empoli, hanno vinto contro il Milan e pareggiato contro il Chievo.

IL MODULO: Mister Delneri ha portato certezze e solidità alla formazione bianconera. Il 4-3-3 è il modulo scelto dal tecnico, con Karnezis tra i pali, difesa a 4 con Widmer e Samir sugli esterni e la coppia Danilo-Felipe a chiudere la cerniera difensiva. Il centrocampo a 3 è composto da Fofana come vertice basso, spalleggiato da Hallfredsson e Jankto. In avanti il riferimento centrale è Duvan Zapata, con De Paul e Thereau liberi di agire tra le linee avversarie senza dare punti di riferimento.

I PERICOLI: Cyril Théréau è il capocannoniere della squadra friulana. Ha segnato nove reti finora in campionato e due assist, seguito da Duvan Zapata, autore di sei reti e due assist. Insieme a De Paul rappresentano i principali pericoli per la Fiorentina: la strapotenza fisica del centravanti in prestito dal Napoli ha messo in crisi la fragile difesa viola nella gara d’andata, mentre gli inserimenti dei due esterni hanno reso molto difficile il compito dei due centrali esterni, poco protetti sulle fasce. Sousa potrebbe proteggersi maggiormente schierando una difesa a quattro e schierare Astori in marcatura su Zapata per cercare di fronteggiarlo meglio sul piano fisico. Molto dipenderà dal contributo del centrocampo, che dovrà assistere puntualmente la difesa, a differenza di quanto fatto con la Roma, gestendo poi con intelligenza il possesso palla per creare occasioni pericolose.

Luca Masetti

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