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Magazine FiorentinaUno: Speciale Fiorentina – Inter

Editoriale del direttore

 

contiPer i più ottimisti può essere anche l’ultima occasione per l’Europa. Per i più realisti, ormai, il treno Europa è già passato da un pezzo e la Fiorentina lo ha perso nel derby toscano di sabato scorso. La sfida contro l’Inter di Pioli mette di fronte due grandi deluse del campionato. Forse proprio le due delusioni più grandi. L’Inter, costruita senz’altro per puntare alla Champions League, ha fallito miseramente in una stagione cominciata con De Boer in panchina e proseguita con Pioli, che ha provato a normalizzare un ambiente piuttosto variegato. Missione che sembrava compiuta, con un bel filotto di vittorie che avevano riacceso i sogni dei tifosi nerazzurri, poi naufragati completamente nelle ultime settimane.

La Fiorentina, beh, che dire… Stagione nata male e proseguita peggio, in un’altalena di risultati ed emozioni che hanno presto tagliato fuori la squadra di Sousa dal giro che conta. L’eliminazione dall’Europa League per mano dei tedeschi del Borussia ha, di fatto, posto la parola fine su un’annata deludente e piena di errori. Errori di tutti. Della società, di Corvino, di Sousa e della squadra. Si è sbagliato, tutti, a pensare che tra l’allenatore portoghese e la società ci fosse stato un reale chiarimento dopo il mercato dello scorso gennaio. Chiarimento mai avvenuto, perché Sousa non ha perso occasione per lanciare frecciatine mediatiche. Il famoso ‘patto del baccalà’, andato in scena in Portogallo in estate, con Corvino e Sousa protagonisti, non ha portato i risultati sperati.

Adesso, come detto, l’ultima chance per vivere una grande notte. La Fiorentina deve solo vincere, se vuole sperare di riaprire il discorso europeo, ma sono in tanti quelli che non ci credono più. La maggior parte dei tifosi è ormai proiettata al prossimo anno. La richiesta è semplice: nuovo ciclo, ambizioni chiare e allenatore nuovo entro breve tempo. Poi penseremo a Bernardeschi, Kalinic, Badelj, Ilicic e via discorrendo. Tutti giocatori dal futuro incerto. Ma quello della Fiorentina, di futuro, passa prima dalla scelta dell’allenatore da cui ripartire. Direzione Europa. Ancora una volta.

Alfredo Verni

Fiorentina e Inter, i due amori di Gigi Simoni: “Spero nel pari, la Fiorentina mi ha deluso di più. Sousa un grande, ma non è ancora pronto per una big. Pioli e Berna… “


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“Mi aspetto sempre di vedere un grande spettacolo, anche se delle volte questo non accade. Sono due squadre per le quali ho lavorato, quindi spero in un bel pareggio (ride, n.d.r.)”. Inizia così la nostra chiacchierata con Mister Gigi Simoni, un uomo di 78 anni che però non ha perso la voglia di ridere e scherzare. Al centro della discussione, ovviamente, c’è sempre il calcio, la sua vita, con la partita fra Fiorentina e Inter in programma sabato sera al Franchi: “Si tratta di un match di fine campionato ma le motivazioni, tanto da una parte quanto da un’altra, sono ancora tante. Allenatori e giocatori devono definire il proprio futuro e quindi mi aspetto una gara incerta e combattuta fino all’ultimo”.

Sia l’Inter che la Fiorentina rischiano di fallire la qualificazione in Europa. Chi l’ha delusa di più?

“Devo dire che dai viola mi aspettavo qualcosa di più. Ho sempre dato molta importanza alla continuità, cosa che la Fiorentina quest’anno non ha mai avuto. Ha alternato belle partite a pessime prestazioni dal punto di vista del gioco. Per quanto riguarda l’Inter, pensavo che con l’avvento di Pioli le cose sarebbero andate meglio. Ma anche lì sta mancando la costanza…”.

Sa che in molti sostengono che Pioli e Sousa potrebbero scambiarsi le panchine per la prossima stagione?

“Sì, ma è un discorso difficile da fare adesso. Pioli qualche settimana fa era quasi certo della conferma, adesso è cambiato tutto. Paulo lo porterei domani a San Siro, ma credo che questa stagione negativa lo abbia penalizzato. Le grandi squadre cercano allenatori vincenti o comunque reduci da un’ottima annata. Pioli e Sousa non hanno brillato particolarmente, forse non è ancora il loro momento”.

Lei Paulo Sousa lo ha anche allenato ai tempi dell’Inter…

“Mi piaceva come giocatore e uomo, ma purtroppo con me è capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vede, io ho sempre impostato le mie squadre secondo le caratteristiche dei calciatori e quell’Inter era nata per giocare in velocità, servendo Ronaldo. Paulo era uno molto tecnico, bravo nel possesso palla, ma non era quello il nostro gioco. Diciamo che è stato un po’ sfigato a suo tempo… (ride, n.d.r.)”.

8Ha spesso detto che sia Sousa che Simeone già da calciatori mostravano grandi capacità gestionali. Il portoghese potrà raggiungere il livello del Cholo?

“Facciamo così, mi chiami fra dieci anni così le saprò rispondere. Simeone mi assomiglia di più rispetto a Sousa, sia nelle scelte che come idea di gioco. Predilige la velocità e l’agonismo rispetto al possesso palla e al bel gioco di Paulo. Quest’ultimo ha fatto grandissime cose nel primo anno a Firenze, vederlo era uno spettacolo. Poi dopo ha avuto diversi problemi, probabilmente non ha avuto più i mezzi giusti per proporre il suo calcio”.

Altro spunto interessante che la partita di sabato ci offre è il futuro di Bernardeschi, seguito con molta attenzione dall’Inter. Fosse sulla panchina dei nerazzurri lo porterebbe a Milano?

“E’ molto giovane per sua fortuna. Può avere un futuro molto bello, però qualche battuta a vuoto in meno lo aiuterebbe ancora di più. Ha colpi importanti, ma li deve far vedere ogni domenica. Solo così diventerà un campione”.

Simone Golia

La Lavagna Tattica di Fiorentina – Inter

Football coach writing strategy of attacking game La Fiorentina si prepara ad affrontare in casa l’Inter allenato da Stefano Pioli. I neroazzurri si trovano in settima posizione a 56 punti e dovranno difendersi dalla Fiorentina che gli insegue a quattro punti di distanza in ottava posizione a 52 punti. Si tratta di un match decisivo per entrambe le squadre per la volata finale alla rincorsa di un piazzamento per la prossima Europa League.

LA GARA D’ANDATA – La gara di andata allo stadio Giuseppe Meazza di Milano ha visto la Fiorentina perdere fuori casa per 4 a 2, soffrendo molto la superiorità fisica degli avversari soprattutto a centrocampo e la supremazia sulle fasce laterali. Brozovic porta in vantaggio l’Inter al primo tiro in porta mentre Candreva segna il secondo goal dopo una clamorosa papera di Tatarusanu. Entrambi i goal sono nati dalla fascia sinistra, lasciata scoperta dalla Fiorentina. Il 3 a 0 è opera di Icardi con la complicità di Gonzalo Rodriguez che invece di temporeggiare interviene a vuoto in scivolata, permettendo all’argentino di entrare in area e insaccare senza problemi. Il netto vantaggio fa “addormentare” i nerazzurri e Kalinic punisce in contropiede ma poco dopo Gonzalo Rodriguez si fa espellere per una gomitata a Icardi, lanciato indisturbato a rete. Nel secondo tempo l’Inter continua a creare molto sia con Perisic che Banega ma è Ilicic, complice un errore di Handanovic, a segnare. L’Inter chiude poi la partita con il goal di Icardi, anche se gran parte del merito va a Perisic.

gruppo3dIL MOMENTO DELL’INTER – L’Inter dopo un lungo periodo di vittorie sembra essersi inceppato nelle ultime gare: dopo la grande vittoria contro l’Atalanta per 7 a 1 i nerazzurri hanno pareggiato contro Torino e Milan e addirittura perso contro Crotone e Sampdoria. Considerando le ambizioni di inizio stagione, l’Inter deve dare il massimo per raggiungere l’Europa, considerato obbiettivo minimo dalla dirigenza la scorsa estate. Se non fosse stato per l’inizio di campionato affidato malamente a Frank De Boer, l’Inter di Pioli si giocherebbe un posto in Champions League e sarà agguerrita più che mai contro la Fiorentina.

IL MODULO – L’Inter gioca stabilmente con il 4-2-3-1 con Handanovic in porta, D’Ambrosio, Miranda, Murillo e Ansaldi (o Santon) in difesa, la coppia bassa di centrocampo è formata da Gagliardini e Kondogbia, con Joao Mario (o Banega) spostato avanti per aiutare gli esterni offensivi Perisic e Candreva, pronti a servire Icardi unica punta. L’Inter gioca affidandosi sulla velocità di manovra e di ripartenza per destabilizzare la difesa avversaria. Si tratta di un modulo molto offensivo che può creare pericoli in attacco ma lascia inevitabilmente scoperta la squadra nelle ripartenze, rendendola dunque soggetta alle offensive avversarie. Il possesso palla medio è buono, intorno al 54%, mentre sono addirittura 17 i tiri fatti in media a partita, in netto vantaggio su quelli subiti (10 a partita).

I PERICOLI – I pericoli maggiori derivano dall’abilità della squadra nei calci piazzati, con grandi specialisti in grado di creare dal nulla occasioni goal sfruttando le doti fisiche e la capacità balistica dalla distanza. Sia da punizione che da corner ci sono molti specialisti come Miranda, Kondogbia e Icardi nei colpi di testa, così come Brozovic, Perisic e Candreva nei tiri dalla distanza. L’Inter è una tra le squadre più fisiche della Serie A e questo favorisce la capacità di recuperare palloni e usarli per ripartenze veloci in grado di creare occasioni pericolose. Fra i principali pericoli ricordiamo sicuramente Mauro Icardi, autore di 21 reti in Serie A e pronto a punire alla prima occasione in area di rigore. Handanovic è uno dei migliori portieri d’Europa e renderà difficile il lavoro degli attaccanti viola, mentre la difesa della Fiorentina dovrà stare attenta al grande lavoro svolto dagli esterni Perisic e Candreva, in grado di creare assist e goal (9 il croato, 6 l’italiano) e di fare valere la propria abilità nel dribbling uno contro uno. Si tratterà di una gara difficile per la Fiorentina che dovrà essere brava a difendersi con ordine e a sfruttare le ripartenze per far male ai nerazzurri.

 

Luca Masetti

L’amore per Firenze, gli occhi del figlio e un consiglio. Michele Serena: “Fiorentina, corri fino alla fine. Gonzalo paga l’età ed a Berna dico…”

Il conto alla rovescia verso Fiorentina-Inter sta per terminare. Il Franchi diventerà il teatro di battaglia fra due squadre che si giocheranno le ultimissime carte per raggiungere l’obiettivo Europa. Tanti i doppi ex che tornano alla memoria, da Frey ad Adriano, passando per Passarella, Toldo, Vieri e molti altri ancora. Fra questi c’è anche Michele Serena, che di partite importanti in maglia viola ne ha giocate eccome: “Non potrò mai dimenticare l’affetto che mi hanno dato i tifosi viola – Racconta in esclusiva ai nostri microfoni – Sa, io da piccolo ero tifoso dell’Inter, ma uno dei miei due figli è nato qui, a Firenze. Ogni volta che lo riguardo negli occhi mi tornano in mente i bellissimi momenti vissuti in quegli anni”

familyhotelE sabato al Franchi arriva l’Inter, con cui lei ha finito la carriera. Che tipo di partita si aspetta?

“Prevedo una gara piacevole, fra due compagini che vorranno mostrare le proprie qualità. Viene in un momento particolare, perché sono due squadre che devono riscattarsi dalla partita precedente, con i viola che hanno perso con l’Empoli e i nerazzurri che hanno visto sfumare all’ultimo secondo la vittoria nel Derby”.

Con la sconfitta subita per mano dell’Empoli l’Europa League è ancora possibile per i viola?

“Fino a quando la matematica lo permette, tutto sarà possibile. La Fiorentina non dovrebbe sbagliare nulla, mentre sarebbe necessario che quelle avanti perdessero punti per strada. Certo, se perdi ancora come hai fatto con l’Empoli allora sì che diventa tutto molto più complicato”.

Da exdifensore non posso non chiederle un parere sulla situazione Gonzalo Rodriguez, che sembra ormai vicino a lasciare Firenze. C’è chi dice che la Fiorentina punterà su Acerbi

“Beh, certe valutazioni le fa la società, quindi non mi permetto di discuterle. Le accetto da esterno e basta. Certo, parliamo di un ottimo difensore, che ha dato tanto a Firenze ma che forse viene penalizzato dal fattore età. Sia lui che Acerbi danno ampie garanzie, giocando sia a quattro che a tre”.

E poi c’è molta curiosità per vedere chi sarà il prossimo allenatore. Ha qualche preferenza?

“Ho sentito diversi nomi intorno alla panchina della Fiorentina. Pioli, Di Francesco, Giampaolo sono tutti ottimi allenatori. Insieme a quest’ultimo ho fatto tutti i corsi a Coverciano, con Eusebio ci siamo incrociati diverse volte sui campi, mentre Pioli mi piace come profilo”.

Da quali pilastri dovrà ripartire l’allenatore del futuro?

“Sicuramente dai giovani, perché ne ha tanti e di ottimo livello. Bernardeschi è sicuramente il primo di questi. Poi non dimentichiamoci una cosa, ovvero che l’anno prossimo sarà un anno importante, perché nel 2018 le prime quattro si qualificheranno in Champions League. Si tratta di una possibilità molto importante, che i viola dovranno tentare di cogliere”.

A proposito di Bernardeschi, h a un consiglio in particolare da dargli?

“Non penso ne abbia bisogno, perché sarà circondato senza dubbio da persone molto competenti. E’ giovane, si deve ancora affermare del tutto a livello internazionale, perché qui in Italia lo conosciamo tutti. L’unica cosa di cui ha bisogno è quella di giocare costantemente e questa soluzione Firenze gliela può dare senza alcun dubbio”.

 

Simone Golia

Gonzalo, e se la prossima fosse con l’altra maglia?

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Gonzalo Rodríguez è a rischio per la partita contro l’Inter, causa un colpo al polpaccio rimediato prima della sfida contro l’Empoli. Ma anche se non dovesse farcela potrebbe comunque giocare questa gara la prossima stagione, con addosso però la casacca nerazzurra.

Appare difatti sempre più certo il divorzio fra la Fiorentina e il difensore argentino, il cui contratto scade a giugno. Le pratiche del rinnovo si sono arenate da tempo, complice un accordo non raggiunto fra le parti; la sensazione è che la questione poteva essere gestita meglio dalla dirigenza viola, data l’analoga situazione vissuta lo scorso anno con Manuel Pasqual.

LEGATO A FIRENZE – Il giocatore ha sempre mostrato affetto per la Fiorentina, e per tutta la città di Firenze, dove ha trovato anche l’amore. Si poteva dunque presagire che Gonzalo continuasse la sua esperienza in viola, e le parole di Corvino sembravano andare in questa direzione; ma poi l’arrivo del procuratore Raul Iglesias a Firenze ha fatto capire da subito che un accordo che pareva scontato non sarebbe invece arrivato.

Va considerato come Gonzalo, nonostante questa stagione non certo esaltante, sia comunque un titolare inamovibile da cinque anni della difesa gigliata, con tanto di fascia di capitano al braccio. Rimpiazzarlo non sarà semplice, e non basteranno i vari Salcedo e De Maio.

Gonzalo Javier Rodríguez detto El Mariscal è difatti elemento chiave nell’economia della squadra, essendo il costruttore di gioco della zona arretrata di campo, e le volte che è mancato la Fiorentina ha sempre faticato per sostituirlo degnamente.

OCCHIO ALL’EX – Inter e Roma seguono Gonzalo, attratte dalla possibilità di ingaggiare a parametro zero un centrale d’esperienza, abile ad impostare e in grado di farsi valere anche in zona goal. L’età comincia ad avanzare, sono 33 primavere da poco compiute, ma il giocatore ha ancora voglia e passione, e se il fisico glielo permetterà Gonzalo sarà senz’altro in grado di disputare qualche altra stagione a buoni livelli. Si parla anche di un possibile ritorno in Argentina per lui, nella sua San Lorenzo dove ha iniziato la carriera da calciatore; un futuro insomma tutto da definire, l’unica certezza è che sarà lontano da Firenze. E dato ciò che è successo con Pasqual, dovesse andare all’Inter ci sarà da fare attenzione a Gonzalo quando si ritroverà ad affrontare la Fiorentina da ex, soprattutto sui calci d’angolo, dove gli inserimenti aerei sono una specialità della casa.

Matteo Massi

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