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Magazine Fiorentinauno: Speciale Fiorentina-Empoli

Editoriale del direttore

 

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La voglia di lottare c’è ancora. Forse non in tutti, sicuramente nei giocatori della Fiorentina. Le parole di Sousa nel post partita di Genova (“Questa squadra non è la mia”), non sono piaciute al gruppo ed anche a Marassi è sembrata netta la sensazione che la reazione sia stata dettata più dall’orgoglio dei singoli che dai dettami dell’allenatore portoghese. Sousa ha perso di mano lo spogliatoio con le sue dichiarazioni? Possibile che qualcuno gli abbia voltato le spalle, ma ormai non c’è più il rischio che i giocatori giochino contro il tecnico.

Sousa arriverà al termine della stagione alla guida della Fiorentina ed in queste sette partite prevarrà senz’altro la voglia dei giocatori di provare a rincorrere un qualcosa che, poche settimana fa, sembrava impossibile. L’orgoglio dei Borja Valero, dei Gonzalo Rodriguez, dei Badelj e di tutti gli altri proverà a trascinare la squadra già dal derby contro l’Empoli. Le considerazioni di Sousa hanno lasciato l’amaro in bocca a qualcuno e francamente non se ne capiscono le tempistiche. Certe cose avrebbe potuto dirle ad inizio stagione. Oppure al termine, a giochi fatti. Sta di fatto che la Fiorentina ha ancora sette partite da disputare al massimo. 21 punti in palio sul campo che potrebbero davvero proiettare i viola verso l’Europa.

Prima l’Empoli, in una sorta di derby toscano che si è trasformato improvvisamente in crocevia sia per l’Europa, che per la salvezza. Poi l’Inter, nello scontro diretto del Franchi una settimana più tardi. Due partite decisive, da giocare fra le mura amiche, dove la Fiorentina in questa stagione non ha mai perso. Due partite per sognare un qualcosa di complicato, ma che potrebbe essere possibile proprio grazie all’orgoglio di quei giocatori che stanno arrivando alla fine del loro ciclo a Firenze. E pure a Sousa, fondamentalmente, converrà dare il massimo da qui a maggio. Perché un conto è proporsi ad altre squadre con una qualificazione europea in tasca, un altro con una manciata di ripicche e sfide mediatiche.

Alfredo Verni

Tra passato e presente, ed un’accoglienza del Franchi che sarà speciale. Parla il procuratore di Manuel Pasqual: “Emozione forte, poi darà tutto per l’Empoli. Sousa ha fatto la sua scelta, in futuro…”


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L’Empoli nel presente, la Fiorentina nel passato di Manuel Pasqual. Sabato saranno di nuovo contro nella partita del cuore per l’ex capitano viola, che tornerà per la prima volta al Franchi da avversario. Impossibile che per uno che ha raggiunto 350 presenze con la maglia della Fiorentina e ne è stato il capitano, Fiorentina-Empoli sia una partita come le altre: “Il tempo che Manuel ha passato alla Fiorentina, praticamente tutta la sua carriera, è tanto. Negli undici anni che è rimasto a Firenze ha lasciato un segno indelebile – ha detto il suo procuratore Gastone Rizzato in esclusiva a FiorentinaUno.com -. Queste sono cose che non si possono dimenticare in 6/7 mesi. L’emozione sarà forte prima di entrare in campo e al fischio d’inizio, poi in partita Pasqual darà tutto per l’Empoli, fermo restando che alla fine sarà un amico della Fiorentina come lo è sempre stato”.

Avrebbe piacere che lo stadio gli riservasse un trattamento speciale?
“Non lo so, i tifosi gli hanno sempre voluto bene. Non oso immaginare quale sia il trattamento che gli riserverà lo stadio, sicuramente sarà benevolo perché i tifosi sanno cos’ha dato e che tipo di professionista è stato Pasqual”.

Dopo sette mesi come si trova Pasqual a Empoli?
“Manuel sapeva a cosa andava incontro e a Empoli si trova benissimo, lo hanno accolto come una famiglia. È l’ambiente ideale, sapeva che avrebbe dovuto lottare per rimanere in Serie A e lo farà fino alla fine. L’esperienza di Empoli è molto positiva per lui”.

Pensa che Pasqual avrebbe fatto comodo a questa Fiorentina?

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“Questo bisogna chiederlo alla Fiorentina, non a me. Pasqual non si pone più questo problema. L’Empoli l’ha voluto fortemente, l’ha trattato bene, lì vive un’esperienza completamente diversa da quella della Fiorentina”.

Manuel ha ancora qualche sassolino nelle scarpe che non si è tolto, sopratutto nei confronti di Sousa…
“Le scelte tecniche vanno rispettate, alla Fiorentina ha sempre avuto un rapporto splendido con tutta la società e con chi ci ha lavorato. Sousa? L’allenatore non è altro che un dipendente come lo è Pasqual, il mister fa delle scelte e stabilisce chi gli può servire o meno. E Sousa su Manuel ha fatto una scelta”.

Nel 2018 quando scadrà il contratto con l’Empoli, Manuel ha intenzione di appendere le scarpette al chiodo?
“Oggi è un calciatore e pensa come un calciatore, magari tra un anno la penserà diversamente”.

In futuro Pasqual e la Fiorentina si potranno riabbracciare?
“Se e quando Manuel deciderà di smettere valuterà i vari scenari che si prospetteranno. Chi ha Pasqual come punto di riferimento avrà sempre da guadagnare. È giusto che una persona come lui rimanga nell’ambiente calcistico”.

Norma Morandi

Il derby di Riky. Un’attesa da spezzare e la speranza di un allenatore ‘amico’

L’ATTESA – Finora l’avventura in Viola di Riccardo Saponara si può riassumere con la parola che sembra avere caratterizzato l’intera carriera del giocatore fino ad adesso: attesa. Attesa di sbocciare, emergere, farsi notare. Poi l’attesa per un grande club, che arriva; e una volta lì, attesa di un’opportunità mai concessa. Allora il ritorno ad una realtà minore, altre attese e un ulteriore trasferimento. Saponara sembra un po’ un’opera incompiuta, il traguardo che sfuma sempre a pochi centimetri dal nastro d’arrivo. E sì che Riky potenzialmente, con la sua tecnica e le sue qualità, potrebbe essere un’opera d’arte. Ed a Firenze l’arte non è mai stata disprezzata, neppure quella calcistica.

ALL’INFERNO E RITORNO – Classe 91, Saponara ha un inizio di carriera folgorante, che gli vale l’approdo al Milan nel giugno del 2014 dopo grandi stagioni ad Empoli, in cui il giocatore mostra doti da trequartista moderno in grado di segnare quanto fornire assist ai compagni. Ma proprio a Milano, Saponara fatica a trovare spazi; la giovane età non lo aiuta, gli

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allenatori nemmeno e così Riccardo non riesce mai a lasciare i segno con la maglia rossonera. Comincia per lui la lunga attesa, spezzata nel 2015 con il ritorno in Toscana. Con indosso la sua vecchia maglia dell’Empoli, Saponara rinasce, e torna a far vedere giocate da campione. Il nuovo colpo di scena a gennaio di questo anno, quando la Fiorentina lo acquista a sorpresa; benché fosse noto l’apprezzamento del club Viola, la trattativa arriva durante il mercato di riparazione, quando si cercano giocatori per aggiustare falle temporanee. Saponara rappresenta invece un investimento importante e a lungo termine, data l’età ancora verde del ragazzo.

IN RIVA ALL’ARNO – Giunto a Firenze, ovviamente i tifosi hanno dovuto aspettare per vederlo all’opera sul campo di gioco, causa una condizione fisica non ottimale, il motivo che avrebbe spinto Sarri a non portarlo con sè all’ombra del Vesuvio: ma bastano poche settimane, e già l’11 febbraio Riky esordisce all’Artemio Franchi, stadio dove poche giornate dopo segnerà il primo goal con la maglia nuova. Altro inizio sfolgorante, ci si augura che sia la volta buona.
E invece ecco che il giocatore si ferma, finisce in panchina, attende. Sempre la solita maledetta attesa. Questa volta sulla sua strada incrocia Paulo Sousa, allenatore fin troppo enigmatico, che dopo averlo accolto a braccia aperte finisce poi per metterlo in disparte. Senza grandi motivazioni – verrebbe da aggiungere -, perché Saponara con la maglia Viola ha offerto sempre buone prestazioni, realizzando anche assist decisivi (si pensi al lancio millimetrico per Kalinic a Crotone o al pallone recapitato a Babacar a Marassi contro la Sampdoria). E allora l’auspicio è che intanto Saponara possa trovare più spazio già da questo finale di stagione, a partire da una sfida, quella all’Empoli, che per lui significa moltissimo. E soprattutto speriamo che il prossimo allenatore della Fiorentina sia in grado di sfruttare al meglio un talento comunque capace di giocare in più ruoli. Perché l’attesa è finita, e Saponara deve sfruttare al meglio le sue qualità, per raggiungere quella maledetta linea del traguardo. Quella che lo separa dal ruolo di eterna promessa a grande calciatore.

Matteo Massi

Tra derby e futuro, parla Daniele Amerini: “Fiorentina, vinci con l’Empoli per continuare a correre. Berna, perché lasciare Firenze?”

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E’ banale dirlo, ma i derby non basta giocarli: bisogna vincerli. Lo sa bene la Fiorentina, che con l’Empoli non potrà permettersi di sbagliare se vuole continuare la rincorsa all’Europa League. Lo sa benissimo Daniele Amerini, un ragazzo che a Firenze non solo ci è nato ma ha anche giocato per la sua squadra del cuore, con quella maglia viola che ha rappresentato una parentesi bellissima della sua vita nella prima parte degli anni ’90: “I viola devono stare attenti, perché sarà una partita molto agguerrita – spiega in esclusiva ai nostri microfoni – Sono due squadre che sono ancora in lotta per il loro obiettivo, che hanno un traguardo da raggiungere. Gli azzurri hanno un disperato bisogno di punti, mentre la Fiorentina non può permettersi neanche un mezzo passo falso. Sarà un match spigoloso”

Già, l’Europa League… quante speranze ha la Fiorentina a sette giornate dal termine?

“Eh, sicuramente è una sfida molto difficile. Ci sono sei squadre davanti, che inoltre stanno anche molto bene. Però, se qualche giornata fa avrei dato solo il 5% ai ragazzi di Sousa, ora mi spingo più oltre. Il secondo tempo di Marassi è stato molto incoraggiante”.

Quando pensi all’Empoli, inevitabilmente ti vengono in mente nomi di grandi allenatori. Si è parlato molto di Giampaolo per la Fiorentina che verrà…

“Esatto, ed era anche il nome che più mi ispirava. Secondo me sarebbe stata la scelta più ideale, però ora sembra piuttosto infattibile, perché il rinnovo con la Samp è ad un passo. Oltre a Di Francesco non dimentichiamoci di Pioli, un allenatore che conosce bene la piazza, che è giovane ma con una grande esperienza alle spalle”.

Ma sarà veramente rivoluzione il prossimo anno?

“Beh, sicuramente saranno in molti a partire. Alcuni hanno situazioni contrattuali difficili, altri verranno sacrificati da Corvino per fare un po’ di cassa. Però ci sarà anche una buona base di giovani da cui ripartire”.

E fra questi talenti ci sono anche Chiesa e Bernardeschi: teme per un loro futuro lontano da Firenze?

“Chiesa è ancora molto giovane ed è saldamente legato alla Fiorentina. Per Bernardeschi è chiaro che la situazione si fa tanto più difficile quanto più ci si avvicina alla scadenza del contratto. Ci sono molti top club sulle sue tracce e sicuramente lui farà un po’ il suo gioco. Cosa gli consiglio? Di rimanere a Firenze ovviamente. Qui potrebbe crescere ancora, gli vogliono tutti un gran bene. Perché andarsene?”.

Simone Golia

La Lavagna Tattica di Fiorentina – Empoli

Football coach writing strategy of attacking game La Fiorentina si prepara ad affrontare in casa l’Empoli allenato da Giovanni Martusciello. Il derby toscano arriva in un momento delicato della stagione, con entrambe le squadre che hanno bisogno di punti rispettivamente per credere ancora nel sogno europa e per raggiungere la salvezza. Gli azzurri si trovano infatti in 17esima posizione a 23 punti, con il Crotone che insegue a sole tre distanze. La Fiorentina si trova in ottava posizione a 52 punti, a cinque punti dal sesto posto utile per i preliminari di Europa League.

LA GARA D’ANDATA – La gara di andata allo stadio Castellani ha visto la Fiorentina vincere fuori casa per 4 a 0 dominando per tutti i 90 minuti. Bernardeschi apre le reti dopo una splendida azione di Kalinic e dilaga nel secondo tempo: Badelj si conquista un rigore che viene trasformato da Ilicic, successivamente è di nuovo Bernardeschi a segnare dopo una splendida azione personale mentre chiude i conti Ilicic con un destro deviato dalla difesa dell’Empoli.

gruppo3dIL MOMENTO DELL’EMPOLI – L’Empoli sta vivendo un periodo pessimo, ricco di sconfitte, complice anche il difficile calendario delle ultime settimane: gli azzurri hanno perso contro Juventus, Genoa, Roma, Napoli e Chievo, conquistando un solo punto contro il Pescara nelle ultime sei gare di campionato. Complice forse l’andamento della lotta salvezza, che sembrava chiusa qualche settimana fa, l’Empoli ha messo da parte grinta ed entusiasmo ma dovrà rimettersi in sesto per evitare la retrocessione che certamente non sarà facile, considerando che hanno il peggior attacco della Serie A: solo 18 goal segnati, meno dei principali goleador in classifica cannonieri.

IL MODULO – L’Empoli gioca stabilmente con il 4-3-1-2 con Skorupski in porta, Laurini, Bellusci, Costa e Pasqual in difesa, centrocampo con Diousse vertice basso, Krunic e Croce mezzali, El Kaddouri trequartista alle spalle della coppia d’attacco Pucciarelli-Maccarone. Il modulo usato è utile per dare compattezza alla squadra soprattutto a centrocampo, rendendo più complicato il fraseggio della squadra avversaria ma lasciando al contrario maggiore libertà di manovra sulle fasce, come dimostrato anche nella gara di andata.

I PERICOLI – I pericoli maggiori derivano dall’abilità della squadra nel difendersi e nel rendere difficoltoso il gioco avversario anche se in questo momento l’Empoli sembra in difficoltà, complice anche l’addio di Saponara, l’unico giocatore di qualità in grado di creare pericoli in fase offensiva. Il contributo delle punte è piuttosto limitato, con Michelidze e Maccarone che guidano la classifica marcatori della squadra rispettivamente con 5 e 4 goal, decisamente pochi anche per una squadra che punta alla salvezza. Il pericolo maggiore dunque sta nel fattore difesa e in particolare nel portiere Skorupski, in grado di compiere autentici miracoli in questa stagione e di affermarsi tra i migliori portieri della Serie A. La Fiorentina dovrà essere brava a finalizzare bene le occasioni e a non lasciarsi spazientire dall’atteggiamento difensivo e prudente dell’Empoli per portare a casa tre punti importanti per l’obiettivo Europa.

Luca Masetti

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