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Le firme ci sono, ora l’assemblea FIGC. Tocca a Fabbricini

Se fino a pochi mesi fa il quartetto Sibilia-Tommasi-Gravina-Nicchi non andava d’accordo su nulla, ora si ritrova sotto la bandiera Abete e provano a condividere una piattaforma programmatica, impresa che si è rivelata più laboriosa del previsto. I quattro attori, infatti, sono d’accordo su alcune cose da fare con urgenza (istituzione del semiprofessionismo, modifica del format dei campionati, nuova distribuzione delle risorse, introduzione stabile delle seconde squadre), hanno visioni diverse (non inconciliabili) su altre: calcio femminile e vincolo sportivo, ad esempio. Non è un caso che ieri non abbiano depositato anche il programma. Compatti pure sui pesi elettorali: non hanno interesse a modificarli radicalmente (nemmeno il 2% arbitrale che il Coni chiede di cancellare in base ai nuovi principi informatori). Su questo tema, si scontreranno con la Lega di A, ammesso che in tempi brevi Micciché e Malagò portino a casa la governance. Il commissario Fabbricini, che da ieri ha 30 giorni per convocare l’assemblea entro i successivi due mesi (si finirà alla prima decade di agosto) non opporrà resistenza. Mentre Malagò confida ancora di riportare i «ribelli» sulla retta via. Laconico il capo degli Allenatori Ulivieri: «Restiamo fuori dalla contesa». a riportarlo è la Gazzetta dello Sport.

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