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L’AFFARE PJACA E LA PAURA CHIESA: Temere i bianconeri anche quando portano regali

Da Baggio a Bernardeschi, non è un segreto che la Juventus sia probabilmente l’ultima squadra con cui il tifoso della Fiorentina vorrebbe fare affari. Rivale da sempre, cliente indigesta, soprattutto sul mercato, nonostante ciò la società viola negli ultimi anni si è spesso e volentieri seduta al tavolo con i bianconeri alimentando i buoni rapporti tra le parti, con buona pace della tifoseria. Per alcuni, l’affare Pjaca rappresenta una piacevole eccezione al “mai trattare con la Juventus”. Il croato è giovane e talentuoso. Arriva alle condizioni imposte dai gigliati (prestito con diritto di riscatto). Nessun rischio o controindicazione. Un bel regalo. Giusto? Non necessariamente…

“Temo i greci anche quando mi portano i doni”. Con queste parole, nell’Eneide di Virgilio, il sacerdote Laocoonte mette in guardia i troiani e cerca di convincerli a non introdurre il famoso cavallo di Troia all’interno delle mura della città. Allo stesso modo, parte dell’opinione pubblica ha accolto la trattativa Pjaca con diffidenza. Troppo scaltra la Vecchia Signora. Troppo poche le trattative rivelatesi a suo svantaggio. E allora ecco che si temono i bianconeri, anche quando portano un regalo. Anche quando è una giovane promessa della Nazionale vice campione del mondo. Anche quando ha il sorriso amico e tutta la voglia di fare bene e riscattarsi.

Inutile dire che la città da proteggere in questo caso ha le sembianze di Federico Chiesa, gioiello di casa Fiorentina. Già dagli albori della trattativa per il croato, in molti hanno lanciato l’allarme: “La Juventus utilizzerà l’affare Pjaca per avere una opzione su Chiesa”. Di conferme, ovviamente, non ne è arrivata nessuna. Ma il sospetto, quello si…Colpa della diffidenza verso il nemico di una vita? Probabile.

“Chiesa andrà via comunque, che sia Juventus o altro, tanto vale guadagnarci Pjaca”, potrebbero dire alcuni. “Chiesa ai rivali mai” potrebbero rispondere altri. Ma meglio un Pjaca oggi o un Chiesa domani? (senza considerare il diritto di recompra che i bianconeri hanno sul croato, che potrebbe lasciare la viola a bocca asciutta)

Di certezza, sino ad ora, sembra essercene una. Per quest’anno la Fiorentina non dovrà scegliere. Sino ad ora, resta il bello di una operazione che dà morale all’ambiente e completa adeguatamente un reparto offensivo di tutto rispetto. Il resto, come sempre, lo deciderà il campo (e il mercato)

 

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