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LA DURA LEGGE DEL GOL: “Stessa Fiorentina, 10° posto, stesso gap”

“Stessa storia, stesso posto, stesso bar”, cantavano gli 883, melodia malinconica che riflette ora più che mai le note che accompagnano l’andamento decisamente deludente di questa Fiorentina. Ormai sono 60 i giorni senza vittorie, ormai la classifica parla una lingua incomprensibile rispetto l’inizio di stagione, e la parola che maggiormente si avvicina al contesto viola cita “salvezza” più che “Europa”.

Decimo posto in classifica ed appena 7 punti da quel Bologna che ora si posiziona al terz’ultimo posto, in piena zona retrocessione. Vero che gli uomini di Pioli avrebbero meritato forse qualcosa di più nella domenica di oggi, meno veritiere risultano invece le dichiarazioni dello stesso tecnico viola, che nel post-patita non accetta la parola “crisi” per la sua squadra. Purtroppo la verità è che questa Fiorentina non riesce più a concretizzare il gioco espresso, quando non ha illuminato Chiesa (oggi con la fascia di capitano al braccio) c’è stato Benassi (capocannoniere viola e vicinissimo alla sesta rete in campionato con un tiro che ha accarezzato l’incrocio dei pali), ma dopo di loro il vuoto assoluto. Pioli le ha provate tutte, persino rispolverando nel finale Thereau ed inserendo Gerson nel tridente d’attacco, ma è sempre “la stessa storia”, proprio come nella canzone di Max Pezzali. La “stessa Fiorentina”, una compagine che si avvalora di un ottima retroguardia nonostante la pesante assenza di capitan Pezzella, confermandosi seconda miglior difesa del campionato (insieme all’Inter) alle spalle della Juventus, con solo 10 reti subite. Quindi “stesso gap”, ormai inesorabile, quel vuoto che non vuole colmarsi proprio come le reti delle porte avversarie. Ora sono cinque i pareggi consecutivi, 5 come il numero di Ceccherini, l’ultimo acquisto in casa Fiorentina che oggi a Bologna ha fatto il suo esordio in maglia viola. In tutto questo grigiore uno dei pochi sprazzi di luce arriva proprio dalla sua buona prestazione, test positivo che apre a Pioli ulteriori alternative in quello che è il reparto più collaudato, ovvero la difesa.

Risultato finale? Un palo di Milenkovic che si rivela il più pericoloso sotto porta per i viola, un rigore in movimento sbagliato da Simeone, ed un Lafont provvidenziale su Orsolini. Tutto ciò non basta e non può più bastare, c’è bisogno che il vento cambi direzione per voltare pagina, gennaio si avvicina e dal mercato di riparazione potrebbe arrivare la folata giusta. D’altronde anche nel mondo del pallone è sempre la “stessa storia”: per vincere serve segnare. Come direbbero gli 883, “è la dura legge del gol”.

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