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Il Nostro Pagellone: gruppo promosso, nessun bocciato… ma che stagione! Dalle cadute alle “stelle”

UNO come l’unico gol nell’uno a quattro impartito al Franchi dall’Hellas Verona (squadra poi retrocessa in B). Forse la peggiore prestazione d’annata degli uomini di Pioli con un crollo vistoso e le tante polemiche che accompagnarono il post-gara. Una sconfitta pesante che però, a campionato chiuso, ha avuto un risvolto positivo sul resto della stagione. Da lì in poi la viola ha creduto nell’impresa Europa League, giocando un ottimo calcio e mettendo tutto in campo, cuore e grinta, armi che da sempre esaltano i tifosi di qualsiasi squadra. Alì diceva: “Dentro un ring non c’è niente di male a cadere. E’ sbagliato rimanere a terra”.

DUE come la doppia faccia di questa Fiorentina in questa stagione, come le partite chiave, la prima già menzionata contro il Verona in casa, la seconda, il successo strepitoso sul Napoli sempre al Franchi. Unica squadra a battere gli azzurri in trasferta nell’impresa targata Simeone che aveva alimentato le speranze europee della squadra gigliata . Due volti, alti e bassi che, purtroppo, hanno segnato questo 2018 viola ma che, molti tifosi, avevano pronosticato già alla vigilia.

TRE come i punti di differenza tra il 2016/2017 e il 2017/2018. Meglio un anno fa, per quanto riguarda il punteggio nella graduatoria finale, calcolando il percorso in Europa League della scorsa stagione qualcuno potrebbe parlare di “passo indietro” della Fiorentina. In realtà, l’estate scorsa, è stata messa in atto una vera rivoluzione nella rosa, con illustri cessioni e nuovi acquisti. Tutto sommato arrivare a solo tre lunghezze dall’anno che sancì la fine di un ciclo, può anche essere interpretato come un rilancio in positivo.

QUATTRO come quel triste giorno di Marzo. Un giorno che i tifosi viola non dimenticheranno mai. Ore scandite tra l’incredulità e la disperazione. Addetti ai lavori in difficoltà a metabolizzare quanto successo, la squadra in stato di shock, un’intera città immersa nel dolore. Quel giorno abbiamo capito realmente quanto l’essere umano è debole nel corpo ma forte nella testa e nel cuore… quel cuore che per Firenze non smetterà mai di battere.

CINQUE come gli italiani presenti nell’undici titolare della Fiorentina nell’ultima apparizione stagionale. Sportiello, Biraghi, Benassi, Saponara e Chiesa. La Fiorentina potrebbe ripartire proprio da loro nella prossima stagione, dopo un’annata soddisfacente, che lascia ben sperare per il futuro. Dal più “anziano” Saponara classe 91’ al più giovane Chiesa classe 97’, tutti in una fascia d’età perfetta per il gran salto di qualità. Giovani, italiani e forti. La Fiorentina fa bene a puntare su di loro e la Nazionale resterà lì, alla finestra…

SEI come il voto finale a Stefano Pioli. L’allenatore emiliano ha dato prova di grande esperienza nel saper gestire il gruppo e, addirittura, compattarlo, dopo gli episodi drammatici di questa stagione. Un bel gioco apprezzato anche dagli esperti, il giusto connubio tra esperienza (Pezzella, Badelj) e la dinamicità della gioventù (Chiesa, Simeone). Qualche scivolone come può capitare a tutti e qualche difficoltà, soprattutto iniziale ma, Stefano Pioli, ha saputo trovare l’amalgama in un’annata particolare e rivoluzionaria, portando a termine un campionato positivo senza troppe aspettative.

SETTE a Federico Chiesa, talento indiscusso della Fiorentina. Tecnica e sacrificio al servizio dei compagni. Per lui, giovanissimo, che non si è mai lasciato attrarre dal richiamo del mercato. Testa, cuore e gambe a sorreggere quella corsa un po’ a testa in giù che tanto ricorda quella di papà Enrico. La Fiorentina adesso dovrà resistere per poter trattenere questo grande talento, già nel giro della Nazionale maggiore a soli 20 anni. Una promessa del calcio nostrano, una promessa della squadra in riva all’arno che ha avuto il merito di puntare su di lui.

OTTO come il numero di maglia di Riccardo Saponara. Uno a cui la vita non ha regalato mai nulla. Partito dalle giovanili dell’Empoli ha accumulato esperienza nel Milan per poi rimettersi in gioco ancora in azzurro. Poi è arrivata la Fiorentina, sono arrivati i tanti problemi fisici, le tante a volte giuste a volte ingenerose critiche. Fino a quel bruttissimo giorno, quando tutti sembravano cedere, Riccardo ha trovato le parole, quelle giuste, quelle di un leader. Ha provato a rimarcarle in campo, non sempre riuscendoci, ma è stato forte e coraggioso. Ha ereditato una fascia da Capitano condivisa con Badelj e continuando a rinnovare il suo amore per Firenze e per quello che è stato il Capitano di tutti.

NOVE al ‘Cholito’ Simeone. Nove come i bomber di razza ma lui è di quelli atipici. Spesso non lo trovi in area a spingerla dentro ma a centrocampo ad aiutare i compagni e, nonostante ciò,  è migliorato anche in fase realizzativa. Quattordici sigilli che hanno aiutato la Viola nel suo cammino. Ventidue anni soltanto e un futuro davanti glorioso. L’ultimo bomber argentino a Firenze rispondeva al nome di BatiGol, uno da 168 marcature… Siamo solo all’inizio ed è anche scorretto azzardare paragoni e caricare di aspettative ma il buon Giovanni sa farsi amare con la sua semplicità e la sua sconfinata voglia.

DIECI al pubblico di Firenze, a quei tifosi che, con civiltà, hanno contestato nei momenti peggiori e con umanità hanno affrontato una delle stagioni più drammatiche della storia recente. Sono stati bravi a fare quadrato attorno alla squadra, onorando loro e rendendo sempre omaggio a lui. Quel tifoso in più, quella guida in più che ogni sostenitore sa di tenere al proprio fianco. Hanno dimostrato grande partecipazione e grande entusiasmo anche nelle difficoltà. Il calcio appartiene alla gente a chi sa divertirsi, a chi è ancora capace di emozionarsi, a chi canta in curva per amore, a chi ha perso tanto ma, dalla sua, ha la voglia di non smettere mai.

TREDICI a Davide Astori, sempre e per sempre. Modello, Uomo, Calciatore, Professionista, Capitano. Ha scelto di difendere Firenze e di onorarla. Firenze … ha scelto te e lo farà sempre.

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