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Il futuro del calcio può attendere

Il mondo del calcio negli ultimi giorni si sta interrogando sul proprio futuro. La situazione di gravissima emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del coronavirus, che ha colpito non solo il nostro paese ma più in generale tutto il resto del mondo, ha portato alla sospensione di tutte le manifestazioni sportive, comprese appunto quelle riguardanti il mondo del pallone.

Adesso la discussione che si sta tenendo tra i vertici italiani, così come tra quelli delle leghe nazionali del resto d’Europa, è incentrata non più soltanto sulle date di una possibile ripresa delle attività, dato che quest’ultime saranno una inevitabile conseguenza degli sviluppi dal punto di vista della diffusione del virus, ma piuttosto, visto il protrarsi della situazione di stallo, il ragionamento comincia a vertere più su una decisone che possa portare alla definitiva conclusione delle varie competizioni calcistiche, nazionali ed europee. Ovviamente tutto è ancora sotto forma di ipotesi, ma oggettivamente cominciano ad essere in tanti, compresi diversi presidenti di Serie A ( vedesi le uscite pubbliche dei vari Ferrero e Cellino) a voler sospendere definitivamente il campionato per poter ripartire così nella prossima stagione, con un torneo che sarebbe non più a 20 ma a 22 squadre, senza dunque alcuna retrocessione. La UEFA nella giornata di oggi ha posticipato ulteriormente le date delle finali di Europa League e Champions League a tempo indeterminato, allineandosi così a quanto fatto nella giornata di ieri, nei confronti dell’intero campionato, dalla Federcalcio Spagnola che aveva posticipato anch’essa a tempo indeterminato la ripresa della Liga. Personalmente non penso che adesso sia il momento né di fissare date, né di prendere decisioni che portino ad una sospensione definitiva del campionato, ma semplicemente di pazientare ed aspettare gli ulteriori sviluppi delle prossime settimane, ecco perché dal mio punto di vista posticipare a tempo indeterminato è di gran lunga la soluzione migliore da adottare in una situazione tragica come questa. Parlando invece della possibilità che si possa andare verso un’ eliminazione della stagione in corso (per quanto riguarda il campionato Italiano), va sottolineato che la cautela da avere quando si decide di andare in una direzione del genere deve essere massima visto che le conseguenze sia economiche che sportive che una mossa del genere comporterebbe sarebbero enormi. 

Concludo sottolineando che, in questo momento, sebbene il calcio rappresenti la terza industria per importanza a livello nazionale, la priorità è e deve rimanere la tutela della salute pubblica.

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