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San Lorenzo per Davide: l’omaggio di Firenze al leader silenzioso

Il cuore di Firenze palpitava nella quiete secolare della basilica. Una frotta silenziosa e mesta si affollava. Era lì tutta riunita in San Lorenzo per il suo Davide.

È ancora Capitano. Il suo esempio è un faro: vive ancora in questo Davide. E così è stato ricordato nella messa di oggi. Non è per la sua, pur indubbia, bravura, per l’essere stato un ottimo difensore. Nemmeno perché fosse il più mediatico, il più social tra i calciatori. Era nato per indicare agli altri la strada. Era capitano, ancor prima di portare al braccio quella fascia.

Di solito si confonde l’esser leader con la smania di visibilità, il far chiasso. La capacità di guidare gli altri era innata in lui. E preferiva non dire, non apparire ma guidare gli altri.

Un bellissimo ricordo è quello del terzino Cristiano Biraghi che ha confidato: “credeva molto in me e mi aveva detto che se avessi fatto le cose per bene sarei arrivato anche in Nazionale”. Una frase semplice, quasi banale ma di una forza tale da infiammare, da spronare, da far credere gli altri in traguardi che gli appaiono insormontabili. Leader è colui che vede oltre, oltre la singola partita.

Mentre la cerimonia termina, il corteo sfuma,  resta una grande amarezza. Forse c’è stato un errore umano e quindi forse si sarebbe potuto evitare.

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