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GENOA, La Fiorentina e il ratto delle Sabine: Da Kouamè e Agudelo, a Criscito e Ghiglione

“Dopo aver prelevato lo scorso gennaio Christian Kouame e Kevin Agudelo, ora la dirigenza viola starebbe provando l’assalto ad altri due rossoblù: Mimmo Criscito e Paolo Ghiglione. Se per il capitano del Grifone, che già nel mercato invernale rifiutò il trasferimento in riva all’Arno, la strada appare in salita, soprattutto in caso di salvezza del Genoa, qualche speranza in più esiste per l’esterno lombardo. Anche qui tuttavia gli ostacoli non mancano ma non sono rappresentati dalla volontà del giocatore quanto dalla fitta concorrenza. Ghiglione è da tempo nel mirino di diversi club di A, tra cui Torino, Atalanta, Lazio e Milan, e per la Fiorentina riuscire a superare tutti non sarà un’impresa semplice.”

Questa, secondo quanto riportato qualche giorno fa da Calciomercato.com, sarà una maxi trattativa che la Fiorentina proverà a mandare in porto, sperante nella retrocessione del Grifone, che a quel punto potrebbe subire il” ratto delle Sabine”, ed essere privata, a basso prezzo, dei suoi giocatori migliori. Ipotizziamo che il Genoa ricada dopo anni nella serie cadetta, e che la Fiorentina si assicuri le prestazioni di Criscito e Ghiglione: il primo è un rigorista quasi infallibile, mentr il secondo è un potenziale petardo del calcio italiano. Sarebbe dunque una trattativa da 10 in pagella?No, e la considero al pari di quella che portò in rossonero Krunic e Bennacer. Perché? Il motivo è semplice: la stessa retrocessione della loro squadra. Sebbene i due ex Empoli avessero mostrato sprazzi di classe e tecnica, non son riusciti a trascinare i celesti verso la salvezza, e, in questo futuro prossimo immaginario, nemmeno i due genoani. Certo, due esterni non possono di certo mandare avanti una baracca: come se una casa avesse il salotto, il bagno e la cucina polverosi e con mille acciacchi, e nonostante ciò il proprietario la valutasse milioni di euro solo perché è vista lago e ha una bella terrazza. Ghiglione e Criscito, sciogliendo parte della metafora, sarebbero i pochi barocchi gingilli d’arredamento ancora lucidi e la sopracitata terrazza, che appunto non possono salvare l’intera casa, e quindi l’intera squadra rossoblù. Giocatori validi e d’acquistare, ma di una squadra a quel punto retrocessa, e ci si dovrebbe interrogare sul motivo di ciò.

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