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Gazzetta: “Cara Uefa, non Var perso più tempo”

Se ne esce così la Gazzetta dello Sport di stamattina in merito alla questione della moviola in campo, tante le polemiche negli ultimi giorni anche alla luce delle parole di Aleksander Ceferin, numero uno della Uefa, che lo scorso febbraio spiegò ai giornalisti che gli chiedevano della VAR: «Non la useremo nelle Coppe per la prossima stagione: nessuno sa esattamente come funziona, c’è ancora molta confusione». Ora però la situazione è diventata insostenibile. Troppe le sviste arbitrali in Champions ed Europa League per continuare su questa strada. In fondo lo sa anche Pierluigi Collina: è sì il designatore Uefa, ma pure e soprattutto il capo della Commissione arbitri della Fifa che si appresta a disputare il primo Mondiale a tutta tecnologia. L’ex arbitro più famoso del pianeta di recente (in ambito Fifa) ha spiegato: «L’Uefa non è contro la tecnologia, semplicemente non siamo ancora pronti. È una dichiarazione onesta, ma lavoreremo per preparare al meglio gli arbitri». Certo, Champions ed Europa League sono competizioni complesse e lunghe, tantissime le partite giocate se si considerano anche i preliminari. E quindi il problema messo in evidenza da Collina non è una scusa, ma non deve neppure diventare una foglia di fico. Dalla prossima stagione la Var sarà presente in Italia, Germania, Spagna, Francia, Olanda, Portogallo e Polonia, giusto per considerare i campionati più importanti. E quindi c’è un bacino di direttori di gara davvero ampio su cui lavorare. Ecco perché l’Uefa può da subito annunciare l’introduzione della Var partendo dai match a eliminazione diretta, quelli dove un errore arbitrale può risultare decisivo. Non farlo sarebbe un autogol clamoroso. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a delle sviste incredibili: dal rigore pro Arsenal dato ai danni del Milan a quelli negati a Juve e Roma (contro Tottenham e Barcellona), per non parlare del fuorigioco non visto sul penalty in favore del Real Madrid e subito dal Psg a quello inventato costato al City un gol buono che poteva cambiare le sorti della qualificazione. E ancora la Lazio penalizzata almeno due volte e tante altre situazioni che la Var avrebbe evitato facilmente. Ecco, uno scempio simile non si può avallare.

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