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Firenze, la Fiorentina e la brutta serata europea. Parla Sébastien Frey: “Spero nell’Europa, i Della Valle sono abituati alle contestazioni. Ho parlato con Costil…”

Dire Fiorentina e Torino, significa anche pensare “alla partita che la Fiorentina ha vinto contro il Torino grazie alla rete di Osvaldo, che ci ha permesso di accedere alla Champions”. Parole di chi quella partita l’ha vinta, e vista dalla porta. Parole di Sébastien Frey. “Conservo un bel ricordo di quel giorno, negli spogliatoi Papa Waigo ha filmato tutta la festa, poi ci ha raggiunto anche Della Valle con lo champagne”. Quello fu solo l’inizio di un percorso, la Champions, che Frey porta nel cuore insieme alla vittoria a Torino contro la Juventus (il 2-3 del 2008 firmato Gobbi, Papa Waigo e Osvaldo, ndr). Ma la Fiorentina non solo un ricordo, è amore. E Firenze ricambia. Negli ultimi anni nessun portiere è stato così amato come il fuoriclasse francese. Tanto bravo, agile e reattivo, quanto carismatico, Frey ha segnato un pezzo di storia del club viola. La redazione di FiorentinaUno.com l’ha intervistato in esclusiva:

Partiamo dalla debacle in Europa League e dalla conseguente durissima contestazione alla famiglia Della Valle. Che idea si è fatto?

“In questo momento Firenze è una piazza che pretende, visto e considerando il risultato contro il Borussia ci credo che i tifosi non siano contenti. Le contestazioni ci sono già state, ma non significa che ci sarà una rottura tra città e proprietà, i Della Valle ci sono abituati. L’importante sarà prendere una decisione sull’allenatore, vedere se andare avanti con Sousa o fare una scelta diversa”.

La Fiorentina riceverà il Torino, che partita sarà?

“Sarà una bella gara. Nonostante tutto la Fiorentina gioca spesso bene a calcio. Il Torino, invece, vive alti e bassi continui, ma nella singola partita può creare problemi con i suoi attaccanti”.

La Fiorentina è ancora in corsa per l’Europa?

“Penso, e spero, di sì. Per riuscire a conquistare un posto in Europa League i viola dovranno risolvere alcune questioni, come la fiducia verso l’allenatore. Poi la prossima estate la società dovrà cercare di blindare i giocatori chiave ed investire su altri profili per rinforzare la rosa. Ma questi sono progetti che dovrà fare la Fiorentina in base agli obiettivi che si porrà la prossima stagione”.

Come valuta l’operato di Sousa in questi due anni?

“Per me Sousa è un buon allenatore, che in generale ha fatto un buon lavoro. È evidente che ad un certo punto ci sia stato un problema con la società. Per il bene di entrambi, della squadra e della piazza, questa frattura dev’essere risolta. Il suo successore? Ho rispetto per il mio ex compagno (Frey e Sousa hanno giocato una stagione all’Inter insieme, ndr), preferisco non parlare di chi siederà su quella panchina il prossimo anno, dal momento che l’allenatore è ancora Sousa”.

Con Sousa ha mantenuto i contatti?

“No, ma ci siamo rivisti in occasione della festa dei Novant’anni della Fiorentina. E non abbiamo parlato di calcio, avevamo troppe persone intorno a noi”.

Capitolo portieri. Con l’arrivo di Sportiello, Tatarusanu sarà un titolare fisso anche il prossimo anno?

“Se la Fiorentina ha preso un portiere emergente è sicuramente un segnale. Sarà la società, insieme all’allenatore, a valutare chi dei due schierare”.

Conosce Benoit Costil, portiere classe ’87 del Rennes in scadenza di contratto a giugno, che la Fiorentina avrebbe già opzionato?

“Sì, molto bene, ci siamo sentiti prima delle feste. Costil è un portiere di prospettiva, con un futuro importante. L’unica cosa che posso dire è che considera la Fiorentina come una grande squadra. Non l’ho consigliato, però gli ho detto che Firenze è una piazza molto stimolante, soprattutto per un portiere”.

Quindi Costil verrebbe di corsa a Firenze?

“Ho già risposto alla domanda (ride, ndr)”.

Dalle sue parole si percepisce sempre l’amore verso la Fiorentina e i suoi tifosi. In futuro le piacerebbe ricoprire un ruolo simile a quello di Antognoni?

“Certo, perché Firenze è una piazza che mi ha dato tanto, e io, come in tutte le squadre dove sono stato, ho dato tutto quello che potevo dare. Bisogna a essere umili e consapevoli che ora in società c’è, giustamente, Antognoni, è stata una scelta giusta e intelligente, perché è il mediatore perfetto tra tifosi e società”.

 

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