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FIORENTINAUNO MAGAZINE – Speciale Fiorentina – Napoli

Editoriale del direttore

 

conti Fine d’anno, tempo di bilanci. Anche se per quello definitivo la Fiorentina dovrà aspettare la delicatissima sfida pre natalizia contro il lanciato Napoli di Sarri. Impegno che più difficile non si può per la Fiorentina attuale, che andrà a scontrarsi con la squadra più in forma del campionato e che ha, nella sua rosa, il giocatore più pericoloso del momento. Il riferimento è ovviamente a Dries Mertens, autore di sette gol in due partite. Uno più bello dell’altro. Domenica scorsa molti tifosi viola si sono messi le mani nei capelli al solo pensiero di doverlo affrontare di lì a poco. E così sarà, nella notte del Franchi che chiuderà un 2016 davvero controverso per la Fiorentina. Un anno apertosi addirittura con il sogno Scudetto (diciamo pure Champions League) e conclusosi con l’incubo di una stagione grigia ed anonima.

La partita del Franchi è di quelle da prendere con le molle a livello tattico. Nel Napoli non c’è niente da scoprire, con il collaudatissimo 4-3-3 che sarà riproposto anche al Franchi. Solo certezze in difesa, con Reina e con una linea a quattro composta da Hysaj, Chiriches (da Napoli giurano che Koulibaly tenti il recupero lampo), Albiol e Ghoulam. Qualche dubbio in più a centrocampo, dove sono in ballottaggio Jorginho e Diawara per giocare davanti alla difesa e dove in posizione di interni troveranno posto Zielinski ed Hamsik. Nessuna novità nemmeno in attacco, con Insigne e Callejon che agiranno ai lati di Mertens.

Discorso molto diverso per la Fiorentina, la cui formazione resterà un rebus fino alla riunione tecnica del pre partita. Impossibile avventurarsi in previsioni ed ipotesi, perché i giocatori in dubbio sono diversi. Partiamo dal presupposto che Badelj riprenderà il suo posto in mezzo al campo e che, probabilmente, in difesa torneranno Salcedo (anche lui reduce dalla squalifica) e Gonzalo Rodriguez, che sta smaltendo del tutto lo stato influenzale che lo ha tolto dalla partita dell’Olimpico. Sicuro del posto Astori, mentre a sinistra c’è il solito ballottaggio Milic-Maxi Olivera. La forza del Napoli sugli esterni lascia pensare che il croato (più portato a difendere) possa essere in vantaggio nella corsa alla maglia da titolare. A centrocampo molto dipende dal recupero di Borja Valero. Se dovesse farcela, completerebbe la mediana con Vecino e Badelj. In caso di nuovo forfait giocherebbe Sanchez. Infine l’attacco, dove dubbi non ce ne dovrebbero essere. Bernardeschi ed Ilicic agiranno alle spalle di Kalinic. L’ultimo atto del 2016 le due squadre se lo giocheranno così. Il Napoli per volare e sognare, la Fiorentina per dare un senso importante al 2017 che verrà.

 

Alfredo Verni


Napoli, gioco di squadra ed un ciclone belga in attacco. Diego e Aurelio, amici e rivali per una notte.


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Che il Napoli di Sarri giochi bene non è una novità. Il tecnico toscano ha regalato agli azzurri un’identità tattica ben precisa ed in questa fase della stagione sembra che i meccanismi siano tornati a funzionare alla perfezione, dopo un inghippo dovuto all’infortunio di Milik. Il centravanti polacco sta recuperando e, probabilmente, nei primi mesi dell’anno tornerà in campo. Sarà allora che Sarri dovrà inventarsi qualcosa di geniale, perché togliere Dries Mertens da quella posizione di ‘falso nueve’, al momento, sembra impossibile. Il folletto belga, reduce da sette gol in due partite, è lo spauracchio per la difesa della Fiorentina. Lo sarebbe stato anche con la difesa viola meno battuta del torneo, fino a qualche settimana fa, figurarsi per quella reduce dalle ultime prestazioni inquietanti contro Genoa e Lazio.

NON SOLO MERTENS – Il problema, poi, non è neanche relativo soltanto al fuoriclasse belga, che a Napoli cominciano ad accostare a qualcuno di molto più grande di lui. Il gol in pallonetto contro il Torino è effettivamente di maradoniana memoria, ma persino lui arrossisce davanti ad un complimento del genere. Il Napoli è un collettivo forte, che negli ultimi anni a Firenze ha spesso trovato terreno fertile per le proprie vittorie. Pure Insigne sembra aver ritrovato la brillantezza di un tempo. Lo scorso anno baciato dalla dea bendata e dagli schemi di Sarri, trovava la rete con una regolarità mai vista prima in carriera. Quest’anno, come detto, il fortunato è Mertens, ma pure Lorenzino il ‘Magnifico’, nelle ultime uscite, ha contribuito alla causa con diverse giocate importanti. E poi c’è Callejon, assist-man per eccellenza ed all’occorrenza marcatore implacabile. La Fiorentina si dovrà sistemare a quattro in difesa per provare a fronteggiare il tridente di Sarri, ma un grande lavoro spetterà anche ai due centrocampisti centrali, che dovranno limitare e seguire gli inserimenti di Hamsik e Zielinski.

SOCIETA’ AMICHE – La rivalità in campo non è così accesa in Tribuna. Le due proprietà non hanno mai nascosto una simpatia reciproca. Anzi, Diego Della Valle ed Aurelio De Laurentiis sono anche soci in affari. Nel calcio, ad oggi, ha goduto più il patron azzurro, non fosse altro per la vittoria della Coppa Italia proprio in finale contro la Fiorentina. All’Olimpico fu una notte di sangue e terrore, ma in campo prevalsero i partenopei. Era la Fiorentina di Montella, di Gomez e Rossi infortuni e di Cuadrado squalificato. Un rimpianto enorme della gestione Della Valle, ancora con zero coppe nella sede societaria. Per questo, nell’ultima gara del 2016, pure Diego Della Valle vorrebbe togliersi una soddisfazione nei confronti dell’amico Aurelio.

Redazione

Il ritiro di Moena, la Fiorentina ed il forte richiamo della Spagna. Schetino si racconta: “Sogno il ritorno a Firenze. Devo ringraziare i giocatori viola e soprattutto… Cristoforo”a5

Ufficialmente la maglia viola non l’ha mai indossata, forse proprio per questo Andres Schetino spera e lavora per tornare alla Fiorentina. Acquistato dal Fenix, l’uruguaiano è arrivato a Firenze lo scorso inverno senza entrare a far parte della rosa di Paulo Sousa. L’intenzione della Fiorentina, infatti, era quella di mandarlo a giocare con continuità e per questo è stato girato al Livorno, ma con gli amaranto non ha totalizzato nemmeno un minuto. Scaduto il prestito, a fine stagione è stato nuovamente valutato da Paulo Sousa, che l’ha voluto con sé a Moena. Ma nonostante il portoghese l’abbia schierato in tutte le amichevoli – davanti alla difesa, come mezzala nel centrocampo a due e a tre – in estate è stato ceduto al Siviglia Atletico fino a giugno. “Questa nuova esperienza sta andando molto bene – ha raccontato Schetino a FiorentinaUno.com– qui ho trovato un gruppo solido che mi ha aiutato tanto ad integrarmi. Abbiamo chiuso bene la prima parte della stagione, esprimendo un buon gioco”.

Avevi altre offerte dall’Italia, cosa ti ha spinto ad accettare il Siviglia Atletico?

“Pensavo di restare in Italia, però il pressing del Siviglia è stato troppo forte per poter dire di no e ho deciso di intraprendere una nuova avventura. In Spagna sento di avere un futuro e giocare in un club come questo è stimolante”.

Che ricordi hai dei momenti vissuti a Moena?

“Ho tanti bei ricordi, è stato il mio primo ritiro in Europa, ho cercato di sfruttare una decina di giorni al massimo, avendo l’opportunità di allenarmi a fianco di grandi giocatori, che tuttora ringrazio per quello che mi hanno insegnato, soprattutto Gonzalo, Zarate, Borja Valero, Alonso e Vecino”.

Nella Fiorentina giocano tanti uruguaiani…

“Sì, dei miei connazionali conosco Cristoforo, che ho conosciuto in Nazionale. Poi quando sono arrivato a Siviglia Seba era qui e mi ha aiutato ad ambientarmi. È un ottimo giocatore come gli altri”.

Cosa ne pensi della stagione della Fiorentina?

“Quando posso guardo le partite, anche se non è facile considerando i vari impegni. Posso affermare che la Fiorentina è una grande squadra e che può competere per i posti più alti della classifica”.

Non hai avuto troppe opportunità per dimostrare il tuo talento in Italia, hai qualche rimpianto?

“No, sto lavorando lontano dall’Italia per poter tornare a guadagnare un posto in Serie A nella Fiorentina. La concorrenza in viola? So che c’è in un club come la Fiorentina, ma non mi spaventa, sono preparato”.

Quali sono i tuoi progetti a fine stagione quando scadrà il prestito, tornerai alla Fiorentina?

“Per ora penso a finire bene l’anno e a raggiungere gli obiettivi che abbiamo, poi penserò al resto. Il regalo che vorrei a Natale? Il mio sogno è guadagnarmi un nome nel firmamento del calcio e vincere qualcosa e poi chissà… in futura tornare alla Fiorentina”.

Norma Morandi

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Calcio & Mercato

familyhotelSliding doors Gabbiadini. Sedotto da Corvino ed abbandonato da Sousa, ma in futuro…

Nel Napoli che sogna e sorride un muso lungo c’è. E’ quello di Manolo Gabbiadini, che ormai è una sorta di separato in casa. Non fuori rosa, perché Sarri spesso lo manda in campo nel secondo tempo, ma l’attaccante bergamasco è un pesce fuor d’acqua nell’ambiente Napoli. Schiacciato dalle aspettative e dal peso di sostituire Higuain nei tabellini e nel cuore dei tifosi, Gabbiadini ha finito per cedere il passo prima a Milik e poi ad un fantastico Mertens in posizione di prima punta. Muso che si allunga giorno dopo giorno, con il talento di Calcinate che spreca tempo a sedere sulla panchina del San Paolo. Sarri qualche chance gliel’ha pure data, ma il feeling fra i due non è mai sbocciato completamente. Ed anche con i tifosi c’è stato spesso qualcosa da registrare. Segnalato da sempre con le valige in mano, ci sarebbero squadre pronte a fare carte false per strapparlo a De Laurentiis.

POTEVA ESSERE, NON E’ STATO – La scorsa estate si era parlato di un’avventura all’estero, prima che il suo nome diventasse chiacchieratissimo in orbita Fiorentina. Lo scambio con Kalinic, da più parti, veniva dato come cosa fatta. Tira e molla, qualcosa di reale c’è stato davvero, con Corvino che è uno di quelli che stima molto Gabbiadini. Ma il Napoli avrebbe voluto proprio l’attaccante croato in cambio. Se n’è parlato e si è detto che Corvino volesse anche un’importante contropartita economica. In realtà la Fiorentina si è tirata indietro per un altro motivo: la presa di posizione di Paulo Sousa. Il tecnico portoghese ha posto il veto alla cessione di Kalinic, ritenuto fondamentale da Sousa per il gioco della squadra. Un gioco che, con Gabbiadini, sarebbe dovuto certamente cambiare. Manolo ha accarezzato Firenze. Sedotto da Corvino ed abbandonato da Sousa.

SLIDING DOORS VIOLA – Il futuro è un’incognita, anche perché prima di parlare di mercato, in casa Fiorentina c’è da capire cosa ne sarà di Paulo Sousa. Sul fronte Gabbiadini una certezza c’è: lascerà Napoli per rilanciare la sua carriera. E la Fiorentina tornerebbe tremendamente di moda con un altro allenatore in panchina. La partita del Franchi, l’ultima del 2016 – come vi abbiamo raccontato – Gabbiadini avrebbe potuto giocarla anche con la maglia viola addosso. Non sarà così e probabilmente la partita non la giocherà neanche. La guarderà dalla panchina del Franchi, dalla solita prospettiva e con la speranza che un giorno, su quel manto erboso, possa giocarci davvero con la maglia giusta.

Alessandro Latini


Dalla Campania alla Fiorentina, Gaetano Gondola sogna in grande: “Firenze arrivo! Mi paragonano a Dybala, spero di ripercorrere le orme di Bernardeschi”

ellareshI compagni di squadra gli hanno già dato un soprannome da grande, proprio come gli idoli di tutti i bambini che iniziano a giocare a calcio. GG9 alla conquista di Firenze. Un titolo potrebbe essere questo. All’anagrafe Gaetano Gondola, attaccante campano classe 2003. La prima squadra è ancora lontana, persino la Primavera è ancora una categoria da guardare con gli occhi puntati verso il cielo. Eppure di Gondola si parla già come di un prospetto dal sicuro avvenire. Il suo nome, accostato alla Fiorentina, è uscito alla fine di ottobre. Trattativa condotta sottotraccia da Maurizio Niccolini, che ha portato il ragazzo a Firenze ed ha ottenuto il via libera da Pantaleo Corvino per chiudere l’affare. Dal Capua alla Fiorentina il passo è importante. Intanto finirà la stagione con la squadra che lo ha lanciato, la prossima estate raggiungerà Firenze per rimanerci e farà parte dei Giovanissimi Nazionali. Umiltà e piedi per terra, il futuro è ancora tutto da costruire, ma il presente parla di una seconda punta che sa il fatto suo in zona gol. La Redazione di FiorentinaUno ha deciso di presentarlo meglio ai tifosi viola, partendo da una descrizione tecnica dettagliata: “Mi piace giocare a destra con il piede invertito. Ho un buon sinistro – ci spiega in esclusiva – e mi piace calciare a
giro
”. Idee fin troppo chiare, come quelle che lo hanno spinto fino a Firenze: “Non ho avuto dubbi nello scegliere la Fiorentina. Firenze mi ha colpito tanto e soprattutto la società mi ha voluto fortemente. Il Settore Giovanile viola è fra i migliori in Italia, non potevo avere di meglio e sono felicissimo di venire da voi”. Su di lui c’erano squadre importanti come Atalanta, Roma, Napoli ed Inter. Com’è importante il giocatore al quale gli addetti ai lavori paragonano Gondola: “Dicono tutti che sembro un piccolo Dybala, anche se ad esseresincero il mio idolo è Higuain”. Però in casa viola ci sarà pur qualcuno da prendere come esempio. C’è, eccome se c’è: “Mi ha colpito tanto Federico Bernardeschi. E’ forte, viene dal settore giovanile e spero di ripercorrere le sue orme in maglia viola”. Un passo alla volta, per adesso la partenza è fissata per la prossima estate. Prima tappa, Giovanissimi Nazionali. E poi vedremo, se la Fiorentina si sarà messa in casa davvero un piccolo Dybala.

Alessandro Latini

 

 

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