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FIORENTINAUNO MAGAZINE Speciale Fiorentina-Juventus

Editoriale del direttore

 

conti Il gelo della notte di Coppa Italia lascia in dote alla Fiorentina il passaggio del turno e la consapevolezza di essere diventata dipendente dalle giocate del suo numero 10. Niente di strano, la storia viola ha sempre raccontato di grandissimi numeri 10, che spesso hanno deciso le sorti della Fiorentina. Un po’ più strano se ci troviamo davanti ad un ragazzino classe ’94, che fino a qualche mese fa veniva aspramente criticato, giocava fuori ruolo e soprattutto non dava l’impressione di essere così maturo caratterialmente. Invece, oggi, siamo di fronte ad un Federico Bernardeschi completo, trascinatore tecnico della squadra e leader dello spogliatoio. Parla da grande, Berna, sprona i compagni e pone l’attenzione sui concetti decisivi. Le prestazioni in campo sono la logica conseguenza di un processo di crescita continuo, avviato a toccare altissime vette.

Bernardeschi ha già tolto diverse castagne dal fuoco alla Fiorentina, in questa stagione. E’ libero di giocare nella trequarti avversaria, ha meno campo da coprire in fase di non possesso ed è molto più lucido in zona gol. Perché lui la porta la vede eccome. Undici gol stagionali raccontano di un giocatore che sta diventando davvero importante, chiamato alla prova di maturità contro la Juventus. Già, è tempo di pensare alla sfida contro i bianconeri, reduci dalla vittoria sofferta contro l’Atalanta in Coppa Italia. La sfida contro gli uomini di Gasperini ha detto che qualche fragilità in difesa la Juventus ce l’ha. Sousa proverà a studiarla ed a sfruttarla, consapevole che fare risultato contro i bianconeri sarà un po’ come scalare l’Everest.

img-20170113-wa0005Servirà un’impresa, la partita perfetta da parte di tutti. In queste occasioni, però, la Fiorentina si esalta. La cornice di pubblico sarà di quelle importanti, per la prima volta nel corso della stagione. Alla fine si toccherà quota 35.000 spettatori. Di questi tempi una rarità, nonostante i fasti del passato raccontino di serate molto più affollate ed emozionanti. Al netto di clamorose novità di mercato dell’ultimo momento, Sousa se la giocherà con la formazione migliore possibile. Ritroverà Gonzalo, Salcedo ed Astori in difesa, tutti elementi che – per motivi diversi – non hanno preso parte al match contro il Chievo. Solito dubbio a destra tra Tello e Chiesa, mentre a sinistra dovrebbe tornare Milic. In mezzo ci sarà Borja Valero, al fianco di uno fra Badelj e Vecino. E poi spazio alla fantasia di Ilicic e Bernardeschi in supporto di Kalinic. Il croato dovrebbe esserci, come dicevamo prima, al netto di clamorose accelerate di mercato che adesso non sembrano previste.

 

Alfredo Verni

20 ottobre 2013, quando Giuseppe Rossi fece piangere Conte e tutta la Juve. Il racconto di Andrea Pastorello fra passato, presente e futuro: “Mai vissuto un pomeriggio come quello, Giuseppe pazzo di Firenze, ma questa Fiorentina…”


a5_gameplanetFiorentina-Juventus non è una partita come tutte le altre. Non lo è mai stata e mai lo sarà per molti motivi, perché dietro ci sono troppe battaglie sportive e lotte extracalcistiche. Ma c’è stato un pomeriggio in particolare in cui Fiorentina-Juventus, addirittura, non è stata neanche una partita di calcio, bensì 90′ soprannaturali, di quelli che non hanno una spiegazione: 20 ottobre 2013, una data che in tanti mai dimenticheranno, un giorno in cui la Fiorentina travolse in rimonta la Juventus degli invincibili con la bellezza di quattro gol in quindici minuti, un pomeriggio che finì con le lacrime di Conte e un Franchi in delirio: “E’ stata una delle partite più emozionanti che abbia mai visto, sia per l’andamento della gara che per il risultato finale – racconta Andrea Pastorello, fedele procuratore di Giuseppe Rossi, colui che guidò l’incredibile rimonta con una tripletta – Prima di quella partita, Giuseppe era consapevole dell’importanza che Fiorentina-Juventus ha per i tifosi, ma forse non lo era ancora del tutto. Finito il match ci siamo abbracciati ed è stata la prima e unica volta che ho visto la tribuna vip accogliere un giocatore con cori e applausi. Quei tre gol hanno trasmesso qualcosa di speciale a Firenze e a tutti i fiorentini, con il tempo abbiamo capito che quella vittoria non sarebbe mai stata dimenticata”.

Già, anche a distanza di anni i tifosi non si sono dimenticati di Giuseppe e di quella sua tripletta…

“Sì, ma anche lui non si è certo scordato di Firenze, anzi! Pensi che ha anche comprato casa lì, perché appena ha qualche giorno libero ne approfitta per tornarci. Continua a guardare le partite della Fiorentina e a sentirsi con qualche ex compagno. Sono stati anni bellissimi, nonostante tutti i problemi che ci sono stati, fra infortuni e altro. Sperava, forse, in altri traguardi: dopo quella vittoria contro la Juve voleva la Champions, ma non fu possibile”.

Adesso però gioca in un’altra squadra e in un altro campionato: come stanno andando le cose a Vigo?

“Mah, guardi, lui sta benissimo da un punto di vista fisico. Non ha più avuto il minimo infortunio, nemmeno un piccolo risentimento. Tuttavia sta giocando poco e questo sicuramente non lo rende felice. Ora andrò a Vigo e cercheremo di capire quale sia il problema, anche perché dalla società fanno sapere che sono contentissimi di lui. Spero, però, che la stima si traduca in minuti di gioco”.

8Ma è vero che vuole finire la carriera negli Stati Uniti?

“Sì, verissimo. Terminare la carriera in America è sempre stato il suo obiettivo, ma la sua intenzione è quella di giocare ancora un paio di anni in Europa. Abbiamo rifiutato diverse offerte dagli Stati Uniti, proprio perché si sente ancora in grado di esprimersi a determinati livelli”.

Intanto la Fiorentina fa fatica, tanto che il futuro di Sousa sembra essere lontano da Firenze: secondo lei a cosa sono dovute tutte queste difficoltà?

“Sicuramente non è più la Fiorentina di tre o quattro anni fa. Penso che parta tutto da una situazione di contenimento dei costi che molte società stanno attuando per evitare problemi. Quando si prende una decisione del genere c’è sempre un periodo di adattamento, in cui si punta su ragazzi giovani e potenziali scommesse.  Per quanto riguarda Sousa, sarà la società a decidere. Diciamo che, sotto questo punto di vista, è un’annata un po’ interlocutoria. Detto questo, ritengo che i dirigenti stiano facendo un ottimo lavoro considerate le limitate disponibilità economiche”.

Simone Golia

I balletti di Della Valle in Tribuna, l’accoglienza dei fiorentini ed il tifo per la Juventus. Giovanni Cobolli Gigli si racconta: “A Firenze è sempre dura. Sousa mi piace, ma sulla panchina bianconera…”
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Qualche giorno a parte, avulso dall’intera stagione. La lunga vigilia di Fiorentina-Juventus è sempre la stessa. Attesa mista a rabbia e voglia di togliersi una soddisfazione. I bianconeri arrivano in veste di padroni del campionato, la Fiorentina cerca una continuità che fin qui non ha avuto. Il primo impegno in campionato del 2017 è di quelli tosti che di più non si può. La Redazione di FiorentinaUno.com ha contattato in esclusiva l’ex Presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, in carica dal 2006 al 2009.

Partiamo dal campionato. Per il primo posto è tutto già deciso?

“Magari fosse finito il campionato! La storia ci insegna che nel girone di ritorno può succedere di tutto. Ci sono le coppe e mi auguro che la Juventus sia impegnata fino alla fine in Champions League. Queste competizioni impegnano e distraggono. Inoltre, ci sono squadre che stanno giocando molto bene come Roma e Napoli, mentre altre sono in ripresa come Milan e Inter. E poi ci sono club come la Fiorentina, che vivono fortune alterne, ma sul cui campo è difficilissimo andare a giocare”.

Già, la Fiorentina è la prossima avversaria della Juventus in campionato. Che partita si aspetta?

“Una partita tosta, come lo è sempre stata per la Juventus a Firenze. L’ambiente ci è ostile e la squadra può tirare fuori grandi prestazioni, gli stimoli saranno altissimi. Stimo molto Paulo Sousa, per come fa muovere la squadra e per come agisce fuori dal campo. In questa stagione il gioco è meno brillante dello scorso anno, ma la squadra è capace di fare buone cose in qualsiasi momento. Storicamente l’Artemio Franchi è sempre stato teatro di partite belle e combattute fra le due squadre”.

Che ricordi ha del suo triennio da Presidente della Juventus in trasferta a Firenze?

“Sono sempre stato accolto con rivalità sportiva, ma con grande rispetto e civiltà dai fiorentini. Ricordo di un pareggio raggiunto dalla Fiorentina nei minuti finali e di un balletto in Tribuna di Andrea Della Valle che era contentissimo. Spero, da tifoso della Juventus, che non si ripeta un’esultanza del genere. La Juventus ha il dovere di andare a Firenze e giocare bene, ma soprattutto deve portare a casa la vittoria”.

Si parla del ciclo Allegri come vicino alla conclusione. Cosa ne pensa? Le piacerebbe Paulo Sousa come eventuale sostituto?

“Premetto che spero che Allegri rimanga alla Juventus, con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. Mi piace l’Allegri che si arrabbia e scaraventa il cappotto in panchina. Come tecnico della Juventus ha fatto ottime cose, anche se capisco che sia difficile gestire la testa dei campioni per tanti anni. Può darsi voglia fare un’esperienza all’estero come tanti altri suoi colleghi. Detto questo, se dovesse andarsene e non me lo auguro, Paulo Sousa sarebbe sicuramente un’idea interessante. Da tifoso, però, mi piacerebbe Simeone, che secondo me incarna il carattere di Conte e la tecnica di Allegri”.

Chiudiamo con una battuta su Bernardeschi, anche lui nel mirino della Juventus…

“Lo seguo da lontano, vedo che sta crescendo e sta acquistando sempre più maturità e convinzione. Non so se il suo futuro sarà alla Juventus, ma sono contento che ci siano dei giocatori di talento come lui che si stanno imponendo e che formeranno una Nazionale forte e di qualità nel prossimo futuro”.

Alessandro Latini

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Le esultanze di Batistuta i fioretti ed il piccolo Federico Chiesa. Per Luciano Dati, Fiorentina-Juventus non sarà mai una partita come le altre: “Sousa non mi entusiasmo più, ma contro le big siamo forti”

familyhotel Ero a fare la spesa e il ragazzo della gastronomia che mi ha servito era juventino. Sapete cosa significa per un tifoso viola come me?” Inizia così la chiacchierata con Luciano Dati, storico massaggiatore della Fiorentina. “A Pietrasanta (dove vive, ndr) sono uno dei pochi a non avere il cuore a strisce bianconere, io indosso sempre qualcosa di viola, sai l’amore è quello. Oggi al supermercato mi ha servito uno juventino, aveva i capelli rasati a zero perché, pur di non asciugarseli con il phon viola della moglie, li ha tagliati“. Qualche battuta e una foto per immortalare l’incontro. Dati si prepara così a Fiorentina-Juventus di domenica sera. “Sarà dura anche se giocheranno i titolari. Bisogna stare attenti anche se la Fiorentina ha giocatori importanti come Kalinic, Ilicic e Bernardeschi. Il gioco di Sousa ha smesso di entusiasmarmi, l’anno scorso la Fiorentina ha giocato meglio di quella di Malesani che per me era la migliore. Poi da gennaio scorso qualcosa si è rotto“. Dopodiché facciamo un salto nel passato: “Mi ricordo tante partite contro la Juve – racconta in esclusiva a FiorentinaUno.comQuella che mi è rimasta di più sul groppone è il 3-2 a Torino. Vincevamo 2-1 fino a 17′ minuti dalla fine e dissi “se perdiamo non vado più in chiesa per 40 giorni”. Sapete com’è finita – ricorda con rammarico -, ho dovuto rispettare il fioretto, ma sono stato troppo male. Nessuno immaginava un finale del genere. In testa ho stampato anche il giorno in cui Batistuta stese la Juve e suonò la chitarra. La mitraglia non l’avevamo ancora inventata…”.
L’iconica esultanza del Re Leone è opera anche sua. Tutto nasce durante i Mondiali del ’98 in Francia. “Ero andato lì di nascosto perché Bati non era al top. Per curarlo entravo nel centro sportivo dell’Argentina di nascosto, aspettavo ore e ore fuori e poi, d’accordo con i medici, entravo quando la squadra era a pranzo. Dovevo superare vari controlli, poi la sicurezza mi chiudeva in una camera è lì aspettavo Bati. Un giorno su Le Figaro uscì la notizia della mia presenza. Pensa, una sera uscii dalla scala antincendio e poi mi nascosi su un pulmino per deviare la stampa. Prima di una partita diedi a Batistuta una maglia con la scritta Dati 007 e gli dissi “Se segni, mi devi sparare”. Fece tre gol e all’ultimo il gesto della mitraglia che è farina del suo sacco. La bandierina invece è un’invenzione di Flachi“.
15894715_1070300523093190_5293557491184994736_nUn’amicizia, la loro, iniziata nel 93′ che continua ancora oggi: “Lo sento ogni due settimane come minimo. Ma non parliamo di Fiorentina, quando c’eravamo noi era un’altra cosa. Gli mando su WhatsApp foto o video dei vecchi tempi. Mi emozionano più oggi che ieri, quasi piango, perché quando li vivi non te li godi, come a Wembley, non ci rendemmo conto di cosa avevamo fatto. Il giorno della gara eravamo in ritardo, con gli altri preparatori preparai la squadra in venti minuti e poi scendemmo in campo. In questi momenti non devi stare tanto a pensare. Giochi e basta. Poi pensò a tutto Batistuta. L’ultima volta l’ho visto alla Partita Mundial. Può darsi che ritorni a Firenze. Se torna mi avvisa, per ora non l’ha fatto… (ride ndr)”.
In attesa di tornare a Firenze il Re Leone si gode l’Argentina, terra di “campioni”, come Higuain: “Alt, non si può paragonare a Batistuta – prosegue Dati – deve ancora dimostrare tanto. L’anno scorso l’attaccante della Juventus giocava nel Napoli e gli arrivavano molte più palle rispetto a Batistuta, per lui era più facile fare gol. Insieme a Dybala Mister 90 milioni ci metterà in difficoltà. Possiamo confidare nel fatto che la Fiorentina con le big gioca sempre bene“.
Devoto alla Fiorentina, lavorativamente e passionalmente: “Sono tifoso da sempre. Ora vado meno allo stadio. Domenica vedrò la partita da casa, anche se mia moglie non sarà troppo contenta (ride, ndr). Ogni tanto vado a vedere l’Empoli perché seguo Maccarone privatamente“. Big Mac è solo l’ultimo dei fenomeni ai quali Dati ha curato muscoli e caviglie. Da Gabriel Omar Batistuta fino a Enrico Chiesa: “Ho lavorato con lui per dieci anni, nei quali ho avuto modo di conoscere anche Federico. Lo vedevo a Forte dei Marmi, era un bambino come gli altri. All’inizio gli dicevo che non sarebbe stato un giocatore come Enrico perché ha il 43 di piede, ma dopo che l’ho visto giocare ho cambiato idea. Ha tutto: non è montato e sa cosa deve fare, il padre l’ha consigliato bene“. Quella di Dati è una carriera lunghissima, partita dal basso con lo Spezia fino alla Champions. Il massaggiatore più amato dai fiorentini è “vivo e vegeto”, come ci tiene a precisare scherzando. E da Pietrasanta continua a seguire la sua amata Fiorentina.

Norma Morandi

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L’amico Sousa, il mercato e la sfida alla Juventus. Moreno Torricelli: “Ho piena fiducia in Paulo, Europa possibile. Kalinic…”

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Di Fiorentina-Juventus, con entrambe le maglie addosso, ne ha giocati tanti. Moreno Torricelli è senza dubbio uno dei doppi ex più amati. Qualità rara, perché lo ricordano con simpatia sia i tifosi bianconeri che quelli della Fiorentina. La Redazione di FiorentinaUno.com lo ha intervistato in esclusiva in vista del big match del Franchi.

La Fiorentina è reduce da un periodo delicato, con qualche polemica di troppo e una classifica che non appaga i tifosi. E’ ancora possibile raggiungere l’Europa?

“Secondo me l’Europa è sempre possibile, la Fiorentina ha giocatori di qualità, ha iniziato non tanto bene ma si è poi ripresa sul profilo del gioco, anche se manca la continuità di risultati che possa fare la differenza. Se la sta giocando con le altre squadre e con tutto il girone di ritorno da giocare ha le possibilità per arrivare in Europa”.

Cosa ne pensa di Paulo Sousa? L’anno scorso ha avuto un inizio strepitoso mentre quest’anno non ha fatto altrettanto bene, suscitando anche qualche polemica…

“Io sono convinto di Paulo Sousa, conosco la persona e so quanto ci tiene al suo lavoro e a fare bene, non ho dubbi su di lui. L’anno scorso aveva fatto meglio, probabilmente ci sono stati problemi, forse legati alla campagna acquisti e forse si è incrinato qualcosa. Sotto il profilo tecnico e tattico, oltre a quello umano, ho piena fiducia in lui”.

Cosa si aspetta dal mercato di gennaio? Sarà simile a quello di un anno fa?

“Il mercato di gennaio non è l’ideale per colpi eccezionali, dipenderà molto dalle uscite. Si parla di Kalinic, ma spero possa continuare a lungo con la Fiorentina”.

Nel caso dovesse partire, chi potrebbe sostituire il croato?

“Non è facile trovare uno come lui, soprattutto a gennaio. Kalinic fa reparto da solo e nonostante la grande quantità di lavoro svolta durante la partita vede bene la porta. Dovremo vedere se qualche grande centravanti di qualche grande squadra sta rendendo meno del previsto e provare un colpo del genere, ma non è facile”.

Altro giocatore al centro del mercato è Badelj, che potrebbe lasciare la Fiorentina. Quanto è importante il croato per la squadra e per Sousa?

“E’ un giocatore di esperienza, che sta facendo bene e che conosce i metodi di gioco di Sousa, privarsene a gennaio sarebbe un peccato perché chi arriva si dovrebbe adattare al gioco della squadra e non sarebbe certo facile”.

A Firenze tiene banco anche il caso di Gonzalo Rodriguez. Il capitano sembra perdere colpi in campo e il rinnovo tarda ad arrivare. Cosa ne pensa?

“Dispiace perché come capitano è un giocatore importante e di qualità sotto tutti i punti di vista, Sousa forse non lo sta vedendo molto bene e questo dispiace. Sul contratto è difficile entrare in merito senza conoscere i dettagli”.

Lei ha giocato due anni in Spagna all’Espanyol, forse può spiegarci le difficoltà di Tello, che finora sta facendo meno del previsto in maglia viola…

“Quando entra in campo riesce a fare delle buone prestazioni, il campionato italiano rispetto a quello spagnolo ha molta più pressione, sei sempre sotto gli occhi di tutti, le difficoltà probabilmente derivano da quello”.

Lei è un grande ex di entrambe le squadre, cosa si aspetta da Fiorentina-Juventus?

“E’ sempre una sfida importante, per la rivalità delle squadre e per quanto ci tengono i tifosi. E una partita sentita, aperta a qualsiasi risultato e molto incerta”.

Luca Masetti

 Tra moda e calcio. Pitti Uomo anticipa Fiorentina-Juventus con due fuoriclasse. Baggio e Del Piero, che nostalgia: “E’ come un derby. Bernardeschi e Dybala…”

baggio-antognoni-magazineUn caso più unico che raro. A Firenze può succedere che la settimana di Pitti Uomo coincida con quella di Fiorentina-Juventus. Evento che, calendario permettendo, difficilmente si ripeterà. La kermesse modaiola che ha proiettato Firenze al centro del mondo mediatico è stata affollata da tanti personaggi del mondo del calcio e dello sport. Una sfilata infinita di calciatori, arbitri, sportivi ed addetti ai lavori che non è passata inosservata. Per i tifosi di Fiorentina e Juventus il piatto è stato davvero ricco, con Roberto Baggio ed Alessandro Del Piero che hanno ‘giocato’ in anticipo il big match del Franchi. Tra bellezze mozzafiato, abbigliamenti un po’ troppo audaci e sfilate ad ogni ora della giornata, c’è stato ampio spazio per parlare di calcio. Roberto Baggio, ad esempio, è stato l’attrazione del martedì: “Tornare a Firenze? Mi fa sempre piacere, ho passato anni importanti, belli, intensi e straordinari. Fiorentina-Juventus è molto sentita da entrambe le tifoserie, spero sia tutto sereno e tranquillo. Di certo non si vincono cinque scudetti per caso, la Juve sta facendo benissimo, è la favorita e la candidata numero uno perché è forte in campo ma ha ancor prima una grande società alle spalle.
Anche se la Roma sta facendo veramente bene. Anche il Napoli esprime un bel calcio. Sono divertenti, entrambe
“. Parole di stima anche verso i numeri 10 del presente: Ci sono tanti giocatori che stanno facendo bene. Voglio fare un plauso a Totti, non è facile arrivare alla sua età ed essere ancora determinante. Dybala è il futuro, è un talento grandissimo. Ha grandi margini di miglioramento. Bernardeschi? Ha un grande talento, ovviamente servono campionati ed esperienze. Ci vuole pazienza“.traversi

Due giorni appena ed ecco spuntare in mezzo agli stand Alessandro Del Piero, un altro che di Fiorentina-Juventus se ne intende eccome. Calca intorno al campione, così come è stato per Baggio. Numeri 10 mai dimenticati, i tifosi italiani hanno ancora bisogno di rispecchiarsi nel loro talento. del-piero-pittiUn bagno di nostalgia, fede calcistica a parte. E pure Del Piero è molto legato alla partita che tutta Firenze aspetta da mesi: “Ci sono stati degli incroci molto significativi per me, a partire dal gol forse più bello della mia carriera e la tripletta che mi ha consentito di superare il record di Boniperti.  C’è sempre stato fascino intorno a questa partita, in alcuni momenti anche molto tesa. La considero come un derby”. Il campionato della Juventus passa dunque da Firenze, tappa importante, ma il più sembra già essere stato fatto con un girone d’anticipo: “Il campionato non è chiuso, ma la Juventus ha dimostrato in questo momento di avere una marcia in più. Sta dimostrando qualità, sta ottenendo vittorie, ha sempre abituato bene i suoi tifosi e confermarlo anche oggi è una nota di merito”.

Alessandro Latini & Simone Golia

 

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3 Commenti

  1. Dati uno di noi….sei um grande. Baggio il mio grande rimpianto da bandiera viola

  2. Vu siete meglio de la gazzetta… interviste intessanti eccetto una. Ma rimane un ottimo magazine da leggere dopo cena

  3. La juve una marcia in più ed ha preso una schiantata a Firenze…2-1

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