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FIORENTINAUNO MAGAZINE – Speciale Fiorentina-Crotone

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Editoriale

1Nel turno infrasettimanale la Fiorentina tornerà al Franchi per ospitare il Crotone di Davide Nicola per la decima giornata di campionato. Nonostante la vittoria di Liberec il clima intorno alla squadra gigliata non era dei migliori, i dubbi su una squadra dalle prestazioni troppo altalenanti erano rimasti. Poi il Cagliari, i primi dieci minuti che facevano presagire ad un’altra giornata da dimenticare, con la Fiorentina sotto dopo solo due minuti ed una squadra smarrita completamente nelle idee e nel gioco. Tutto questo fino al gol di Kalinic, un gol che ci auguriamo sia da spartiacque tra la Fiorentina delle prime otto giornate e quella risorta a Cagliari. Sì, perché al Sant’Elia è andata in scena la ‘metamorfosi viola’, ci piace chiamarla così, con l’attaccante croato indemoniato autore di una tripletta da bomber di razza, un Bernardeschi ritrovato nel gioco enei gol, ma soprattutto nel ruolo tanto sperato.

Il talento viola ha fatto finalmente vedere i numeri che lo contraddistinguono nella posizione che più preferisce, giocando vicino alla porta, dando vita a quegli strappi sulla trequarti che hanno creato superiorità numerica e che hanno fatto sì che la Fiorentina cambiasse marcia. Come dimenticare poi l’allenatore portoghese, proprio lui che in una settimana – risultati alla mano – è sceso dal banco degli imputati. Lo ha fatto con coraggio, cambiando modulo, proponendo una difesa a quattro che di rado la Fiorentina aveva messo in atto, con i due esterni Tello e Bernardeschi più offensivi, coperti alle spalle dai difensori. Con un Kalinic non più eremita ma supportato da un centrocampo veloce e battagliero affidato a Vecino tornato in cabina di regia. Un 4-2-3-1 che in fase offensiva la rende più pericolosa, che diventa poi un 4-4-1-1 nella fase di copertura.

In terra sarda si è rivista una Fiorentina che è in grado di reagire, con carattere, una squadra capace di cambiare marcia e di portarsi a casa il risultato. Tutto a pochi giorni dal Crotone. La squadra di Nicola è reduce dalla sconfitta interna subita con il Napoli ed è in coda alla classifica con un solo punto all’attivo. Nonostante la lunga superiorità numerica contro gli azzurri non è riuscita a portare a casa un risultato positivo. Continua la caccia alla prima vittoria in campionato.
Servirà concentrazione e voglia di vincere, bisognerà evitare di cadere nella trappola di sottovalutare l’avversario. La partita dovrà restituire continuità nei risultati e nel gioco, ma soprattutto la fiducia ritrovata dei propri mezzi.

Alfredo Verni

contiDa Florenzi a Bernardeschi, Peppe Ursino fabbrica campioni. Il ds del Crotone si racconta: “Che emozione incontrare Federico! Lui e la Fiorentina
si riprenderanno presto. Sousa deve restare”

Da ventuno anni è seduto sempre alla stessa scrivania. Stesso entusiasmo, stessa passione, sempre nuovi stimoli. Peppe Ursino ha scelto il Crotone come seconda casa e la sua determinazione e il suo carisma hanno portato i calabresi, quest’anno, alla promozione in serie A. Ma quanti sacrifici: nella stagione ‘94-‘95 la squadra disputava appena il campionato d’Eccellenza. Con l’arrivo di Ursino ha comunciato a delinearsi un percorso che, negli anni, con sacrificio, convinzione ed umiltà, ha portato alla costruzione di una fabbrica di talenti. E di campioni, nella semi sconosciuta città sulla Costa ionica della Calabria, ne sono passati, eccome: basti ricordare Ante Budimir, Federico Bernardeschi, Alessandro Florenzi, Danilo Cataldi, Nicola Sansone, solo per citarne alcuni. Ma Ursino non intende fermarsi qui, perché il campionato è appena iniziato e insieme ai “giovani” squali è pronto a nuove sorprese e traguardi. La Redazione di FiorentinaUno lo ha contattato in esclusiva in vista della sfida di mercoledì sera, al Franchi, contro la Fiorentina.

Il Crotone, al primo anno di Serie A, ha molto entusiasmo. La Fiorentina lo sta ritrovando solo adesso, dopo il trionfo di Cagliari…

Sapevo che per la Fiorentina sarebbe stato solo un periodo di passaggio. La dirigenza si è sempre dimostrata all’altezza delle situazioni. La squadra è fortissima e si riprenderà, senza problemi”.

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Il maggior indiziato della crisi, per molti, sembrava essere Paulo Sousa. Lei avrebbe cambiato allenatore?

Assolutamente no, Sousa doveva e deve restare sulla panchina viola. Lo conosco, è un allenatore competente e professionale, una grande persona. Darà grandi stimoli ai ragazzi per tornare nelle zone alte della classifica. La Fiorentina è una squadra fortissima che, anche quest’anno, può competere per il quinto-sesto posto”.

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Mercoledì avrà modo di rivedere Federico Bernardeschi, che proprio nella stagione 2013-2014 è sbocciato col Crotone in serie B. E’ emozionato?

Sono molto legato a Federico. Qui da noi è sbocciato, sarà bello ed emozionante vederlo giocare contro il Crotone domenica. E’ un grande campione, un fuoriclasse e credo diventerà sempre più forte. Nell’anno trascorso da noi, a Crotone, ho dei ricordi bellissimi. Si vedeva già che sarebbe diventato un grandissimo giocatore. Credo che sarà un’emozione anche per lui giocare contro di noi”.

Quest’estate la scelta della Fiorentina di non controriscattare i due giovani della Cantera viola, Fazzi e Capezzi, ha creato molte polemiche. Secondo lei la Fiorentina ha sbagliato?

Sulla questione di Fazzi e Capezzi ci sono stati dei disguidi quest’estate. Sono dei giocatori importanti per noi. Fare dei bilanci adesso sarebbe sbagliato, è troppo presto. Aspettiamo la fine del campionato, faremo un punto e vedremo la situazione”.

Caterina Cappellini

a5Bernardeschi sbocciato a Crotone, adesso serve fiducia. Mister Drago lo ha lanciato: “Deve dire grazie a Sousa, ma le troppe pressioni…”

Di Federico Bernardeschi si è detto e scritto di tutto nelle scorse settimane. Sembrava confuso ed abulico, poi a Cagliari ha tirato fuori una prestazione incredibile, realizzando la prima doppietta in Serie A. La Redazione di FiorentinaUno.com ha intervistato Massimo Drago, l’attuale allenatore del Cesena, colui che quando allenava il Crotone, ha lanciato il giovane di Carrara nel calcio che conta.

Com’è cambiato rispetto ai tempi del Crotone?

“Era giovane, era il suo primo anno fuori dalla Toscana, era un ragazzo semplice che non aveva tutta quella pressione che ha addosso ora”.

E’ stato molto criticato, ma a Cagliari ha risposto alla grande…

“Non gli mancava nulla se non la tranquillità. Si fa influenzare troppo dall’opinione dell’ambiente. Tutti si aspettano che sia un giocatore vincente. Ha tutte le caratteristiche per continuare a dimostrare quello che è. A Cagliari ha fatto molto bene, come anche in altre partite precedenti: deve pensare alla prestazione personale, non ai gol e al resto. Se si concentra su questo darà una grande mano alla Fiorentina”.

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Quindi sono state riposte troppe aspettative in lui?

“Si, nell’ultimo periodo: dalla chiamata in Nazionale in poi. Sa di essere importante per il gruppo, e per la Fiorentina, ma non ci si può aspettare che un ragazzo così giovane risolva le partite da solo tutte le domeniche, perché ci sono campioni che non lo fanno. Deve continuare a fare quello che fa con semplicità”.

Si parla tanto del suo ruolo, qual è quello che si adatta meglio alle sue caratteristiche?

“Lo schema non può prescindere dai giocatori, Bernardeschi come gli altri si devono adattare a cosa vuole l’allenatore, il singolo giocatore non può far cambiare lo schema all’allenatore”.

Sousa sta cercando di cucirgli addosso un ruolo a metà tra l’esterno ed il trequartista…

“Sousa (e chi lo ha allenato) lo ha valorizzato nel modo migliore. Se si parla di Federico è perché è stato valorizzato lo scorso anno in Serie A. Negli scorsi anni era un ragazzo incompiuto, mentre l’anno scorso ha fatto un grandissimo campionato grazie a Sousa, che è un allenatore che sa benissimo dove e quando posizionarlo”.

Mercoledì ci sarà Fiorentina-Crotone. Che partita si aspetta?

“La Fiorentina ha un gioco piacevole, resta una squadra che sa creare superiorità numerica e lavora in armonia. La speranza è che possa fare meglio. Per il Crotone è il primo anno in serie A, si stanno ancora ambientando, contro il Sassuolo l’ho visto in crescita. Pronostico? Sono crotonese di nascita, l’ho allenato, faccio il tifo per loro. Gol di Bernardeschi? Sicuramente farà bene, è un ragazzo in gamba”.

Norma Morandi

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Calcio & Mercato

a5Ferrari, Fazzi e Capezzi… Vorrei ma non posso. Saranno rimpianti o no?

La sfida fra Fiorentina e Crotone cela più intrecci di mercato e giocatori di quello che si potrebbe pensare, dato che poi sul campo le due società si affronteranno per la prima volta in Serie A.
L’attore principale di questo intrigo è senz’altro
Gian Marco Ferrari: il difensore classe 1992 è stato uno dei nomi caldi della scorsa sessione di calciomercato, con la Fiorentina spesso posta in pole position, tanto per restare in linea con il cognome di Gian Marco.
È la stagione 2015-2016 quella dove Ferrari sale alla ribalta, con la storica promozione del Crotone in Serie A; il difensore è uno dei punti di forza della squadra allora allenata da Juric, con le sue solide 41 partite giocate, e l’interesse dei grandi club non tarda ad arrivare. Fiorentina, Juventus e Genoa sembrano ingaggiare un duello dall’esito imprevedibile, e alla fine a spuntarla è il Sassuolo, che si assicura le prestazioni del giocatore per due milioni e mezzo di euro, e un ulteriore anno di prestito in Calabria.
Si può definire Ferrari un rimpianto per la società viola? Presto per stabilirlo, il reparto arretrato della Fiorentina il suo lavoro lo sta già facendo, e i problemi maggiori sono al momento in altri reparti; e lo stesso Ferrari al primo anno nella massima competizione sta mostrando difficoltà, anche se capiamo i problemi nel giocare in una difesa, quella del Crotone, certamente non granitica. D’altro canto l’età di Gonzalo Rodriguez aumenta inesorabilmente, e Ferrari poteva rappresentare senz’altro un buon investimento finalmente italiano per il futuro.

RIMPIANTI O NO? Altri due giocatori che la Fiorentina spera di non dover rimpiangere sono Niccolò Fazzi e Leonardo Capezzi; entrambi nati nel 1995 e cresciuti calcisticamente a Firenze, hanno separato in estate il loro destino da quello del club gigliato. Fazzi è stato acquistato definitivamente proprio dal Crotone, mentre Capezzi dopo questa stagione approderà a Genova, sponda Sampdoria. I due trasferimenti hanno lasciato l’amaro in bocca al popolo Viola, perché arrivati in un momento in cui si faceva un gran parlare dell’obbligo della Lega per le squadre italiane di avere in rosa un determinato numero di giocatori provenienti dal proprio vivaio: le cosiddette “pianticelle”, termine usato proprio da Pantaleo Corvino. In questo caso le pianticelle sono stati arbusti strappati via in nome del profitto, e per Capezzi il dispiacere è stato grande anche per Pantaleo stesso, che con i giocatori giovani è abituato a trattare. L’auspicio è che abbia visto giusto anche in questo caso.

Matteo Massi

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Difensore anti Social Network, il cuore a Firenze, il reality e l’esperienza a Cosenza. Madrigali si racconta: “Sogno il ritorno a Firenze, spero in Corvino…”

 

Ragazzone di 190 cm, classe ’95. Bello, biondo, occhi azzurri. Professione calciatore. All’anagrafe Saverio Madrigali. Ancora adolescente, ma ha già avuto tutto: una convocazione in Prima Squadra, nel calcio che conta, e un’esperienza in un reality, dove si fa conoscere dal grande pubblico. Dunque soldi e fama. Ma Saverio non si è mai montato la testa, sa che il calcio è imprevedibile: oggi sei un mito, domani chissà… Cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, si fa le ossa nella Primavera, dove indossa la fascia da capitano e diventa leader in campo, ma anche ragazzo spogliatoio: “Ricordo con piacere quel periodo, sono stati anni indimenticabili”. Siamo nella stagione 2011/2012, Saverio ha solo 16 anni e subisce già una battuta d’arresto, infortunandosi al crociato. Si sottopone a due delicati interventi, la riabilitazione è lunga, ma dopo un anno torna in pista. Poi arriva la chiamata: Montella lo convoca in Prima Squadra: “E’ stato uno dei periodi più belli della mia vita ma, ripensandoci oggi a menta fredda, avrei preferito essere chiamato un anno dopo. Non perché non fosse il momento giusto, ma perché fu una scelta affrettata, ero stato un anno fermo. Però bisogna anche capire la scelta della società, in quel periodo si era infortunato anche Ahmed Hegazy, quindi era a corto di difensori. E’ stato un bel salto, passare dagli Allievi alla Prima Squadra, diciamo che, però, non potevo essere al 100%”. Iniziano i prestiti: la Fiorentina lo manda prima a Pontedera, poi ad Arezzo, breve sosta a Vicenza ed oggi è a Cosenza.

Come ti trovi nella nuova città?

“Mi trovo bene, la città ha le giuste dimensioni per stare bene, è tranquilla e non caotica: più o meno come Pisa, la mia città d’origine”.

Come vanno i rapporti con la squadra e l’allenatore?

“Siamo un gruppo fantastico, io sono arrivato tardi e sono riusciti a farmi integrare subito, facendomi sentire uno di loro. Il pubblico ci segue con affetto ed è molto caloroso”.

Torniamo agli anni trascorsi a Firenze. Durante il periodo nella Primavera sei stato uno dei protagonisti del reality “Calciatori, Giovani Speranze” su MTV, come ricordi quell’esperienza?

“Siamo stati scelti dalla società. E’ stata un’esperienza positiva; in quel periodo ero fermo a causa dell’infortunio ed è stato un modo anche per mettermi in mostra, perché non potevo giocare. Sono potuto stare vicino ai ragazzi, anche come immagine, mi sono fatto pubblicità. E’ stata un’esperienza che mi ha aiutato a crescere. Mi ha fatto conoscere persone nuove e anche il pubblico ha imparato a conoscermi”.

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Com’è il tuo rapporto con i Social Network?

“Avevo Facebook ed Instagram ma dopo la fine della scuola, nel periodo universitario, non sentivo più il bisogno di avere social network e adesso preferisco comunicare con i miei amici con il telefono, con una semplice chiamata o un messaggio. Ma soprattutto era diventato invivibile Facebook: dopo il reality mi arrivavano molte richieste di amicizia che esulavano dal calcio e sinceramente non mi interessava. Poi venivano creati profili falsi, insomma sono voluto uscire da quel mondo social. Adesso ho solo Instagram, che uso a volte, postando ogni tanto qualche foto”.

Sei sempre in contatto con i tuoi ex compagni della Fiorentina?

“Ogni tanto ci sentiamo. Pochi giorni fa ho visto Fazzi, l’ho incontrato all’aeroporto. Lui adesso gioca a Crotone. Ma con tutti questi spostamenti è anche difficile gestire i rapporti. Ogni anno sei in squadre nuove, con compagni diversi, rimanere in contatto con tutti è complicato”.

Il prestito con il Cosenza termina a giugno del 2017. Cosa ti aspetti? Sono cambiati, nel tempo, i tuoi sogni e le tue aspettative?

“Non so cosa pensare, è tutto imprevedibile. Le società cambiano idea spesso. Sono sereno e tranquillo, dò il massimo e cerco di ottenere il massimo. Prendo quello che viene. Non serve a niente fare altri pensieri, starsi a crogiolare con mille ragionamenti. Tanto dipende molto dal momento: magari ora sei uno dei tanti, poi fai dieci gol e giochi tre partite da migliore in campo e cambiano tutti gli orizzonti e le prospettive. Io comunque spero di rimanere a Firenze e di continuare l’esperienza con la Fiorentina, perché ci ho passato tantissimi anni e sono legato alla società e alla città. Chissà, Corvino ha detto di puntare sui giovani, speriamo…”.

Caterina Cappellini

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