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ESCLUSIVA – Un gol al Franchi da brividi, Baggio e Totti come idoli e quella promessa fatta ad Alice Parisi. Patrizia Caccamo si racconta: “I tifosi la nostra svolta. Adesso vogliamo anche la Coppa Italia”

Se fosse rimasta in Germania, dov’è nata 33 anni fa, oggi probabilmente giocherebbe nel Bayern Monaco, nel Francoforte o nel Wolfsburg. Invece all’età di sedici anni Patrizia Caccamo è tornata nella terra natale dei genitori, la Sicilia. Prima però nella Renania, Patti ha scoperto l’amore per il pallone: “Avevo sempre il pallone fra i piedi e a scuola mi piaceva giocare a calcio con i compagni. Poi visto che ero sempre un po’ nervosa, per scaricarmi mio padre mi ha consigliato di andare a giocare a calcio”. Ventisette anni dopo eccola qua, sempre ad inseguire un pallone. Da due anni guida l’attacco della Fiorentina Women’s FC e da una settimana è campionessa d’Italia. È suo il gol che nel match Scudetto contro il Tavagnacco ha sbloccato il risultato: “È un momento che sembrava non arrivasse mai. Non è stato tanto segnare il primo gol, quanto segnare al Franchi. – racconta in esclusiva a Fiorentina Uno – Un’emozione unica. Poi vincere lo scudetto giocando su un campo perfetto, in uno stadio pieno è stata tanta roba”.

Avevi paura che lo stadio non fosse pieno, al Franchi a vedervi c’erano 8000 tifosi, sei rimasta soddisfatta?

“I quasi 8000 tifosi ci hanno dato una spinta in più. La partita contro il Tavagnacco era importante anche perché bisognava coinvolgere il pubblico a seguirci. Anche se solo cinque delle persone che erano al Franchi iniziano ad appassionarsi al calcio femminile per noi va bene. Per arrivare ad essere delle professioniste la svolta è proprio il pubblico. Mi ha fatto piacere vedere che tanti sono rimasti ai festeggiamenti. Chi non è potuto venire allo stadio ci ha seguito in streaming, leggendo i commenti della diretta molti tifosi sono rimasti stupiti da quanto correvamo”.

A suon di “calciano meglio e fanno più tiri in porta dei maschi” tanti vi avrebbero ingaggiate anche per la squadra maschile.

“Non si possono fare confronti tra calcio maschile e femminile. Nel nostro campionato siamo al top, ma fare la squadra per il femminile è facile, con i maschi è diverso. Questo richiede molti più soldi, con il nostro budget la Fiorentina ha allestito una squadra competitiva capace di vincere il campionato, nel maschile, con lo stesso budget, non ci copri nemmeno l’ingaggio dei un giocatore. Il concetto è sbagliato, c’è troppa differenza tra le due realtà, perché anche noi donne facciamo quello che fanno gli uomini con la differenza che molte non vengono pagate, tante studiano, altre lavorano. Noi siamo fortunate perché la Fiorentina ci ha permesso di essere delle semi professioniste. Spero che altre squadre seguano questo percorso perché il nostro campionato sembra una lotta a due o a quattro, togliendo queste c’è un abisso. Spero ci sia molta più competizione fra qualche anno”.

Lo Scudetto l’avete vinto, ora non sarete certo sazie…

“No, ora puntiamo la Coppa. Intanto però era importante chiudere bene il campionato vincendo in casa della Roma”.

Poi c’è la Champions…

“Affronteremo una testa di serie e non sarà facile, perché ce la giochiamo con squadre che giocano in campionati molto più avanti del nostro. Sarà un’esperienza importante”.

E tu ci sarai l’anno prossimo?

“Non lo so, non ne abbiamo ancora parlato, lo faremo quando finirà il campionato. È una scelta che dipende dalla società e da me. A 33 anni devo pensare anche al mio futuro, perché il calcio non mi mantiene tutta la vita. E trovare un lavoro è sempre più difficile. Vedremo…”

La Fiorentina ha bisogno di rinforzi in attacco o il tuo reparto è completo?

“La società farà degli innesti importanti anche in attacco, qualcuno prenderanno soprattutto in vista del doppio impegno. La società si è mossa bene e sa cosa fare, soprattutto perché non vuole fare una brutta figura in Champions”.

Due anni fa cosa ti ha spinto ad accettare l’offerta della Fiorentina Women?

“Ho sempre fatto scelte diverse, non ho mai pensato di giocare in squadre forti, pensavo più a stare bene. Due anni fa quando mi ha chiamata Fattori ho pensato, “perché no?”. Ho pensato che venire a Firenze potesse essere l’occasione giusta per vincere qualcosa. Ci ho messo un po’ di tempo ad ambientarmi. Alcune compagne, ma soprattutto il mister, mi sono state vicino. Fattori, infatti, mi ha voluto fortemente a Firenze sebbene qualcuno fosse scettico. Ora mi trovo bene. Sinceramente non mi sarei mai aspettata tutto questo”.

È stata una stagione da incorniciare anche dal punto di vista personale…

“Se ho fatto una bella stagione è stato grazie alla squadra, non c’erano individualità, abbiamo lavorato bene come squadra. Mauro è una persona spettacolare, Bonetti è sempre pronta ad aiutarti. Non potevo chiedere di più. Giochiamo l’una a supporto dell’altra. È stato fondamentale anche il lavoro dei due allenatori”.

Ovvero…

“Fattori è un motivatore e ha l’esperienza. Cincotta ci ha insegnato la tattica. Ogni partita veniva preparata in ogni dettaglio, tanto che sapevano già le mosse degli avversari. Cosa ci ha detto Fattori nell’intervallo? Non me lo ricordo, era come se fossi in una bolla. Di solito Fattori ci dice quello che sbagliamo. Quest’anno urla meno (ride, ndr), è molto più calmo, avendo anche Cincotta con cui confrontarsi. Poi con lo staff ha trovato un feeling particolare”.

C’è un idolo al quale ti sei ispirata in carriera?

“Dopo Baggio il mio idolo è solo uno: Francesco Totti. Per incontrarlo sono andata nell’albergo dov’era in ritiro prima di una gara. Quando l’ho visto è come se avessi visto la Madonna. Mi sono fatta autografare gli scarpini e ho fatto la foto. Mi dispiace per come la società l’ha gestito. La Roma ha sbagliato: Totti è una bandiera, che ha rinunciato a tutto per la sua squadra, non può essere scaricato così. Non ti possono dire che a 41 anni sei finito se non hai l’opportunità di dimostrare quanto vali. Non è una questione di età, ma di come ti senti fisicamente”.

E Patrizia Caccamo quanto pensa di poter giocare ancora?

“Per noi è diverso, tante volte penso di smettere, ma non per la condizione fisica. Sto bene, poi non ho mai subito grandi infortuni”.

A proposito di infortuni, Alice Parisi starà fuori per molto, la sua mancanza in campo si sentirà?

“Quando Alice si è fatta male le ho scritto “non ti preoccupare, porteremo a termine quello che abbiamo iniziato”. E così è stato. Alice è stata, ed è un punto di riferimento importantissimo per la squadra, è il cuore del centrocampo. E’ una delle giocatrici più forti del panorama calcistico italiano, difende e attacca. Fa tutto. Sono certa che tornerà più forte di prima”.

Come squadra avete qualche rammarico?

“L’unico è aver perso contro il Mozzanica, perché avremmo potuto chiudere il campionato con tutte vittorie. Giocare su quel campo è difficile, il loro gioco non ci ha permesso di esprimerci. Ma ora che abbiamo vinto lo Scudetto non è poi così importante”.

Ti senti di dire qualcosa a chi aveva accusato la Fiorentina di ridimensionamenti?

“La gente ha parlato per rancore, ma alla fine la società ha risposto con lo Scudetto e questo è quello che conta”.

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