Home / Esclusive / ESCLUSIVA – L’avventura a Firenze, quel fallo di mano e la benedizione per Stefano Pioli. Parla Luciano Zauri: “Sousa bravo, peccato per certe incomprensioni. Che dispiacere quella ‘parata’ su Jorgensen”. E su Pioli…

ESCLUSIVA – L’avventura a Firenze, quel fallo di mano e la benedizione per Stefano Pioli. Parla Luciano Zauri: “Sousa bravo, peccato per certe incomprensioni. Che dispiacere quella ‘parata’ su Jorgensen”. E su Pioli…

Quando si affrontano Fiorentina e Lazio, la testa non può non andare a quella calda domenica del 22 maggio 2005. Sotto il sole cocente dell’Olimpico, infatti, le due squadre si trovarono a lottare per la salvezza alla penultima giornata. La partita finì 1 a 1, un pareggio che regalò la salvezza matematica ai biancocelesti e che costrinse i viola di Zoff a giocarsi il tutto per tutto all’ultima giornata al Franchi con il Brescia. Tutto normale, direte. Invece no, perché quel match verrà ricordato a distanza di anni a causa del clamoroso fallo di mano, ignorato dall’arbitro Rossetti, con cui Luciano Zauri salvò la propria porta dal bolide di Jorgensen, deviato in corner sopra la traversa: “Ricordo con molto dispiacere quell’episodio – Racconta in esclusiva ai nostri microfoni l’ex capitano della Lazio, passato poi quattro stagioni più tardi proprio alla Fiorentina – Non nego che quando arrivai a Firenze temessi una brutta accoglienza. Oltre a quel fallo di mano, infatti, l’anno successivo andai in gol proprio contro i viola, regalando i tre punti alla mia squadra. Insomma, sembrava che il destino avesse scavato un solco insormontabile fra me e la Fiorentina, invece…”.

Invece lei qualche anno dopo si trovò ad indossare proprio la maglia viola. Che ricordo ha di quell’anno?

“Meraviglioso. La società, molto ben preparata, mi accolse in modo unico e anche i tifosi si dimostrarono benevoli. Poi quella era una squadra forte, che si qualificò alla Champions dopo aver passato il preliminare. Ho avuto la fortuna di incontrare ragazzi in gamba, con cui ancora oggi mi vedo e mi frequento. Un esempio? Io e Dainelli siamo davvero molto amici”.

E sabato si affronteranno queste due squadre a cui è molto legato. Che tipo di gara si aspetta?

“Sulla carta Fiorentina e Lazio si equivalgono, anche se la classifica non dice questo. I viola a tratti hanno giocato un ottimo calcio, tanto che da collaboratore tecnico del Pescara ho avuto la fortuna di osservare da vicino le idee di Paulo Sousa. Insegna un calcio moderno, che non da’ punti di riferimento. Guardarlo è molto piacevole ed è un peccato che i dissidi con la società non gli abbiano permesso di esprimersi al meglio”.

Però c’è ancora la possibilità di raggiungere un sesto posto che, a quanto pare, nessuno vuole. Secondo lei chi è la favorita?

“Beh, il Milan forse ha avuto un po’ più di continuità. Poi c’è l’Inter, che come rosa è superiore a tutti. La Fiorentina fra alti e bassi sta lottando e forse la potrà anche spuntare, anche se come l’attuale posizione di classifica conferma il valore dell’organico. Fare di più sarebbe stato difficile”.

Guardando in casa Lazio, la squadra di Inzaghi corre il rischio di distrarsi in vista della finale di Coppa Italia?

“Mah, sicuramente la matematica certezza della qualificazione in Europa League spingerà Inzaghi a far giocare qualche ragazzo giovane, che deve essere testato su campi complicati come quello di Firenze. Naturalmente la finale avrà il suo peso sulla testa della squadra, per questo mi aspetto molti cambi di formazione”.

E nella Lazio gioca un ragazzo che, qualche anno fa, sembrava ormai un giocatore della Fiorentina. Che idea si è fatto di Milinkovic Savic?

“Parliamo di un fenomeno, di un giocatore che ha tutto: tecnica, senso del gol, carattere… è destinato ad avere un futuro importante e a diventare fra i più forti al mondo nel suo ruolo”.

A proposito di Lazio, lo sa che in molti vedono Stefano Pioli sulla panchina della prossima Fiorentina?

“Beh, parliamo sicuramente di un allenatore importante. Ho avuto modo di vederlo lavorare sul campo in occasione di un master e l’ho osservato anche successivamente. Ha idee interessanti e un’esperienza che comincia ad essere notevole. Merita senza dubbio palcoscenici importanti e chissà, probabilmente Firenze potrebbe essere quello giusto”.

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