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ESCLUSIVA – La Fiorentina il regalo di Natale più bello, le moto e i rigori: Cerofolini, l’uomo che sogna Buffon e che stupì Borja

Quarata è una piccola frazione del comune di Arezzo, che conta la bellezza di 2000 abitanti. Beh, la storia non è fra le più affascinanti, ma forse non tutti sanno che il suo castello fu usato da Leonardo Da Vinci come punto d’osservazione del paesaggio che poi dipinse nella Gioconda. Già, Leonardo, il prototipo dell’intellettuale tutto fare del Rinascimento, lui che era allo stesso tempo pittore, ingegnere, architetto e scienziato. Ma da quelle parti è nato anche un ragazzo che oggi fa il portiere e che, proprio come i geni di allora, sa fare tutto. Vola da un palo all’altro, esce con sicurezza e personalità, con i piedi potrebbe fare benissimo il centrocampista: “E poi sa parare anche i rigori! – Ci racconta in esclusiva Giulio, vecchia conoscenza del settore giovanile della Fiorentina, dove ha giocato per ben sette stagioni. Ora è al Livorno, fresco di Scudetto con la Berretti: “Mi ricordo di una partita contro l’Inter. Era la finale di un torneo e Michele parò sei rigori, facendoci portare a casa la Coppa. Poi, dopo la vittoria contro la Juventus, ci siamo parlati in videochiamata, scherzando sul rigore parato a Kean. Gli ho detto di non montarsi la testa (ride n.d.r)”. Tanti i tornei e i campionati vinti dai due, che adesso sognano di potersi ritrovare insieme in Serie A: “Dopo la stagione con gli Allievi di Lega Pro guidati da Mister Masitto, purtroppo non sono stato riconfermato. Le nostre strade si sono divise nel calcio, ma non nella vita: siamo sempre insieme e spesso vado da lui. Ha una famiglia fantastica, dal nonno al fratello”. Chissà ragazzi, avete tutta una vita davanti. Probabilmente, il debutto nel calcio dei grandi è solo questione di poco: “Per Michele sono sicuro di sì – Continua Giulio – In campo lavora con grande impegno e serietà, nello spogliatoio è un leader. Al suo primo allenamento in prima squadra Borja Valero tirò una sassata e lui fece un miracolo: “Ma chi è questo?”, furono le parole dello spagnolo”.

Ma Michele non è solo calcio, ha altre passioni, specialmente una: “Impazzisce per le moto, sua mamma ne sa qualcosa… – Ci racconta Tommaso, difensore centrale dai piedi buoni che, dopo un anno alla Floria 2000, è passato alle giovanile del Pisa. Lui e Michele si conoscono dai tempi delle elementari, laddove fu amore a prima vista: “Mi ricordo che i suoi genitori gli comprarono delle minimoto, con le quali ci divertivamo insieme nel giardino di casa. Lui era spericolato, cascava sempre, si sbucciava le ginocchia. Così la mamma provò a sequestrargliela. La moto gli venne restituita, ma dopo 30 secondi tornò a casa con le ginocchia aperte. Valentino e Schumacher sono i suoi idoli, allo stesso livello di Casillas probabilmente”. Per fortuna, però, Cerofolini ha poi scelto la via della porta: “Ha un grande talento, quello è fuori discussione. Ma la sua forza sono l’umiltà e la tenacia. Anche quando va con la prima squadra è sempre l’ultimo a lasciare il campo, anche dopo Sportiello con cui è nata una bella amicizia”.

Oltre a Michele, però, c’è anche un altro Cerofolini: si tratta di Marco, suo fratello maggiore, che è un fenomeno non fra i pali, bensì dietro ad un bancone: “Ho giocato a calcio per quasi 17 anni – ci racconta – poi ho aperto un bar ad Arezzo e ho dovuto smettere. Quest’anno ho provato a ricominciare con gli amatori, ma mi sono rotto il crociato. Speriamo che la prossima stagione vada meglio (Ride n.d.r)”. Lasciare casa così giovani per rincorrere il proprio sogno non è facile per i giovani talenti, ma non lo è nemmeno per chi sta loro accanto: “Fra me e Michele c’è sempre stato un grande rapporto. Quando torno a casa e non lo vedo sento una grande mancanza”. Ma come è nata la trattativa con la Fiorentina?: “Ha cominciato a giocare nella Union Team Chimera di Arezzo – Racconta sempre Marco – Gli allenatori gli facevano fare solo un tempo in porta nelle partitelle d’allenamento, sennò gli altri non segnavano mai. Poi, però quando lo spostavano in avanti faceva due o tre gol. A Natale alcuni dirigenti della Fiorentina vennero a casa per parlare con i nostri genitori, che gli fecero trovare una maglia da portiere sotto l’albero e un bigliettino con scritto: “Dalla prossima stagione sarai un giocatore della Fiorentina”. Michele aveva appena otto anni, ci rimase di sasso, era incredulo e, allo stesso tempo, il bambino più felice del mondo. Da lì è iniziata la sua scalata. Già, da quel giorno è cominciata la lunga maratona che dai Pulcini lo ha portato a giocare la Finale Scudetto con la Primavera: “Sì, questa è stata una stagione indimenticabile. Oltre alla partita di ieri , ha ottenuto la convocazione tanto aspettata e sognata in Nazionale Under 18 e quella da parte di mister Sousa per le partite di serie A contro il Genoa a Firenze e per il recupero di campionato a Pescara. Quando arrivò a Coverciano gli comunicarono che Buffon era assente e che, dunque, doveva allenarsi con la Nazionale maggiore. Perin si presentò con un classico “Piacere Mattia” e lui dentro di sé pensò “Eh…come se non sapessi chi sei!!”. Il cuore di Michele, oltre ad essere metà viola, ha anche una parte rossonera: “Sì, da piccolo tifava Milan”. Quel giorno lì a Coverciano c’era anche Donnarumma, suo coetaneo con qualche partita in più in Serie A: “Sì, ma questo non gli procura invidia, anzi. Vedere un ragazzo della sua età a quei livelli lo motiva tantissimo. Il suo sogno è sempre stato quello di ripetere la Carriera di Buffon con la maglia dell’Italia. Faceva i conti per vedere se il suo inizio di carriera fosse coinciso con il ritiro di Gigi. Chissà, probabilmente questi conti torneranno”.

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