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ESCLUSIVA – I Della Valle, il rapporto con la città, Pioli e pure un consiglio a Bernardeschi. Parla Ranieri Pontello: “Fiducia in Corvino e nei Della Valle. Ma i tifosi facciano la loro parte!”

Avete presente tutta la rabbia, la tristezza e l’apatia che, in questi mesi, circolano intorno alla Fiorentina? Ecco, dimentichiamoci tutto, solo per un attimo. Voliamo con la mente per un istante alla prima metà degli anni ’80, alla Fiorentina di Pecci e Graziani, Bertoni e Vierchowood, quella che per poco non si proclamò Campione d’Italia. Quelle sì che erano emozioni, perché si sognava, con le giocate di Antognoni prima e le magie di Baggio poi. Già, proprio il Divin Codino, il cui passaggio alla Juventus il 18 maggio del 1990 scatenò la guerriglia dalle parti di viale Manfredo Fanti, segnando tra l’altro la fine della presidenza Pontello: “Bernardeschi come Baggio? Mah, gli consiglierei di rinnovare il contratto e di rimanere ancora a Firenze”. A dirlo in esclusiva ai nostri microfoni è Ranieri Pontello, figlio del Conte Flavio, nonché Presidente viola dal 1980 al 1986: “Leggo che gli hanno fatto un’offerta economica anche abbastanza alta, quindi i presupposti per rimanere ci sarebbero. Certo, parliamo di un talento che può tranquillamente ambire a grandissime squadre e ad altissimi ingaggi. Di conseguenza andrà capito qualora deciderà di fare le valigie. Così, inoltre, la società incasserebbe anche una somma niente male…”

Già, la società: ha letto le parole dei Della Valle?

“Sì, ma preferisco non esprimermi, perché non mi trovo dentro la società e non conosco certe dinamiche. Risulterei fuori luogo”.

Però i tifosi non sono affatto contenti…

“Sa, quando il clima è così teso, non è una situazione simpatica: si crea una certa tensione all’interno dello spogliatoio e anche fra i piani alti. Ritengo, dunque, che anche i tifosi abbiano delle colpe, però dopotutto il loro compito è quello di applaudire quando le cose vanno bene e contestare quando l’andamento non è positivo. Manifestare il proprio parere è e rimarrà sempre un loro diritto”.

E lei come considera questa stagione?

“Sicuramente non è stata una stagione positiva. La squadra poteva fare un pochino meglio, perché ha dimostrato il suo valore battendo le grandi e perdendo punti con le piccole”.

Ritiene che ci sia qualcuno che abbia maggiori colpe per quest’annata?

“No, assolutamente. Ci sono tanti fattori che portano al raggiungimento di determinati risultati oppure a quelli che possiamo definire dei fallimenti. Alla fine la rosa di questa Fiorentina non era poi tanto male, l’allenatore ha dimostrato di saper far giocare bene i propri giocatori, la società è buona. Però ad un certo punto tutte queste componenti si sono disunite ed è venuta meno la concentrazione”

A quanto pare ora si ripartirà con Pioli. Le piace come scelta?

“Non mi dispiace come allenatore, ma alla fine tutti i tecnici sono bravi se riescono a costruire un clima all’interno del quale si possa lavorare bene. Ha tanta esperienza e propone un calcio brillante. Certo, non viene da un’esperienza propriamente positiva, però fino a quando lo spogliatoio dell’Inter è rimasto unito i risultati sono arrivati”.

Per un Pioli che viene ecco un Sousa che parte. Sbaglio o lei ha sempre stimato il portoghese?

“Sì, mi è sempre piaciuto, perché fa giocare un bel calcio ed è in grado di adottare più moduli diversi. Credo che non abbia un bel carattere. Ma sa, gli uomini bravi hanno anche un caratteraccio… (ride n.d.r).

Già, ora però spazio alla rivoluzione: ha qualche consiglio per Corvino?

“Ormai non guardo molte partite alla televisione, quindi ne so sicuramente meno di lui. Quello che posso dire è fiducia a lui e ai Della Valle. Sempre!”.

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