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ESCLUSIVA FIORENTINAUNO – Dal trionfo di Bergamo al presente, passando per Nzola e il figlio Riccardo. Andrea Sottil: “Viola, il problema è la paura. Sousa bravo, ma Ranieri è il top”

Dopo la pesante sconfitta subita in Europa League e il pareggio amaro di lunedì scorso con il Torino, la Fiorentina si prepara a far visita all’Atalanta, la vera rivelazione di questa Serie A, nonché una delle squadre più in forma del campionato. E poi, quando i viola vanno a giocare a Bergamo, i ricordi sono sempre dolci, perché la mente torna indietro a quel 18 maggio del 1996, alla Coppa Italia alzata al cielo dalla squadra di Ranieri e ai grandi festeggiamenti che una città ricca di entusiasmo concesse ai suoi eroi: “Fu una serata indimenticabile – Racconta Andrea Sottil in esclusiva ai nostri microfoni, lui che è anche un doppio ex di questa sfida – Mi ricordo soprattutto il viaggio di ritorno, l’entusiasmo e l’adrenalina che contagiarono me e i miei compagni. C’era fermento perché sapevamo che ad aspettarci c’era uno stadio colmo di gioia, una città e un popolo passionali, che ci sono sempre tanto nei momenti di gloria quanto nei giorni difficili. Festeggiammo tutta la notte, fino all’alba. E’ un ricordo questo che porterò sempre con me”

Che poi quella era la Fiorentina di Claudio Ranieri: sa che si sta facendo anche il suo nome per il post Sousa?

“Allora, innanzitutto voglio sottolineare tutta la mia stima nei confronti del Paulo Sousa allenatore. Ciò che ha fatto non deve essere dimenticato, perché ha portato la Fiorentina a giocare un calcio più che apprezzabile, impostando la manovra da dietro secondo concetti ben precisi. Poi certo, Claudio è un top nel suo mestiere. A Firenze ha fatto benissimo, così come in giro per il mondo negli anni successivi. Sicuramente sarebbe il profilo giusto da cui ripartire”

Cosa le piaceva di Mister Ranieri?

“Beh, sapeva gestire il gruppo in modo unico, toccando sempre i tasti giusti. Parlava il minimo indispensabile ma sapeva quando era necessario intervenire. Nel momento in cui veniva consultato, trovava sempre le giuste parole di sostegno, un fattore molto importante per giocatori giovani come lo ero io”

Ma adesso bisogna pensare al campo, alla partita contro l’Atalanta. Che gara si aspetta?

“L’Atalanta arriva a questa gara in una condizione psico-fisica sicuramente migliore rispetto alla Fiorentina. I nerazzurri sono la squadra che, insieme alla Juventus, ha fatto più punti negli ultimi mesi, riuscendo a conservare una costanza di prestazioni assolutamente invidiabile. E poi gioca davanti ai propri tifosi, cosa che complica ancora di più i piani di Paulo Sousa. Detto questo i viola cercheranno di riscattarsi, consapevoli di quanto esigano sia la piazza che la dirigenza”

Si aspettava una reazione più decisa contro il Torino?

“Mah, è diffide capire quale sia il problema di questa squadra per chi, come me, la può giudicare solo da fuori. Nel calcio ci sono tre componenti fondamentali, quella fisica, quella tattica e quella mentale. Quest’ultima latita nei viola e la partita contro il Torino è stata la conferma di tutta la negatività e di tutte le ombre che si sono abbattute su questa squadra. Vedo molta meno sicurezza nei giocatori”.

Qui a Firenze gioca anche suo figlio Riccardo. Come stanno andando le cose?

“Si trova benissimo. E’ arrivato qui a gennaio dell’anno scorso, trasferendosi dal Torino. E’ stata una sua scelta e non ha esitato ad accettare la proposta dei viola. Negli Allievi ha fatto sei mesi ottimi, ora gioca in Primavera e sta condendo questa prima esperienza con diversi gol. La Fiorentina quest’oggi è uno dei settori giovanili più importanti d’Italia, Vergine è un grandissimo professionista dotato di grande competenza. Penso che Riccardo sia nelle mani giuste per migliorarsi, crescere e debuttare nel calcio dei grandi”.

Corvino ha poi messo le mani su Nzola, talento del Francavilla. Lei che lo ha affrontato con il suo Siracusa ci può dare un suo giudizio?

“E’ il classico giocatore di colore, ha delle doti fisiche molto importanti, una grande accelerazione con o senza la palla al piede. Può giocare punta, sotto la punta, esterno o nella trequarti. E’ giovane e ha grandi margini di miglioramento, quindi penso che i viola abbiano fatto bene a mettere le mani su di lui. A Firenze potrà migliorare determinati parametri e far esplodere così tutto il suo potenziale”

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