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ESCLUSIVA – Fiorentina e Inter, i due amori di Gigi Simoni: “Spero nel pari, la Fiorentina mi ha deluso di più. Sousa un grande, ma non è ancora pronto per una big. Pioli e Berna… “

“Mi aspetto sempre di vedere un grande spettacolo, anche se delle volte questo non accade. Sono due squadre per le quali ho lavorato, quindi spero in un bel pareggio (ride, n.d.r.)”. Inizia così la nostra chiacchierata con Mister Gigi Simoni, un uomo di 78 anni che però non ha perso la voglia di ridere e scherzare. Al centro della discussione, ovviamente, c’è sempre il calcio, la sua vita, con la partita fra Fiorentina e Inter in programma sabato sera al Franchi: “Si tratta di un match di fine campionato ma le motivazioni, tanto da una parte quanto da un’altra, sono ancora tante. Allenatori e giocatori devono definire il proprio futuro e quindi mi aspetto una gara incerta e combattuta fino all’ultimo”.

Sia l’Inter che la Fiorentina rischiano di fallire la qualificazione in Europa. Chi l’ha delusa di più?

“Devo dire che dai viola mi aspettavo qualcosa di più. Ho sempre dato molta importanza alla continuità, cosa che la Fiorentina quest’anno non ha mai avuto. Ha alternato belle partite a pessime prestazioni dal punto di vista del gioco. Per quanto riguarda l’Inter, pensavo che con l’avvento di Pioli le cose sarebbero andate meglio. Ma anche lì sta mancando la costanza…”.

Sa che in molti sostengono che Pioli e Sousa potrebbero scambiarsi le panchine per la prossima stagione?

“Sì, ma è un discorso difficile da fare adesso. Pioli qualche settimana fa era quasi certo della conferma, adesso è cambiato tutto. Paulo lo porterei domani a San Siro, ma credo che questa stagione negativa lo abbia penalizzato. Le grandi squadre cercano allenatori vincenti o comunque reduci da un’ottima annata. Pioli e Sousa non hanno brillato particolarmente, forse non è ancora il loro momento”.

Lei Paulo Sousa lo ha anche allenato ai tempi dell’Inter…

“Mi piaceva come giocatore e uomo, ma purtroppo con me è capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vede, io ho sempre impostato le mie squadre secondo le caratteristiche dei calciatori e quell’Inter era nata per giocare in velocità, servendo Ronaldo. Paulo era uno molto tecnico, bravo nel possesso palla, ma non era quello il nostro gioco. Diciamo che è stato un po’ sfigato a suo tempo… (ride, n.d.r.)”.

Ha spesso detto che sia Sousa che Simeone già da calciatori mostravano grandi capacità gestionali. Il portoghese potrà raggiungere il livello del Cholo?

“Facciamo così, mi chiami fra dieci anni così le saprò rispondere. Simeone mi assomiglia di più rispetto a Sousa, sia nelle scelte che come idea di gioco. Predilige la velocità e l’agonismo rispetto al possesso palla e al bel gioco di Paulo. Quest’ultimo ha fatto grandissime cose nel primo anno a Firenze, vederlo era uno spettacolo. Poi dopo ha avuto diversi problemi, probabilmente non ha avuto più i mezzi giusti per proporre il suo calcio”.

Altro spunto interessante che la partita di sabato ci offre è il futuro di Bernardeschi, seguito con molta attenzione dall’Inter. Fosse sulla panchina dei nerazzurri lo porterebbe a Milano?

“E’ molto giovane per sua fortuna. Può avere un futuro molto bello, però qualche battuta a vuoto in meno lo aiuterebbe ancora di più. Ha colpi importanti, ma li deve far vedere ogni domenica. Solo così diventerà un campione”.

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