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ESCLUSIVA F1-TOMMASO LABATE: “Tifosi, siate felici. Chi avrebbe tenuto Chiesa e Simeone? La tragedia Astori indescrivibile. I Della Valle…”

Giornalista, opinionista, scrittore e addirittura attore per una volta. Tommaso Labate è uno dei volti più importanti della televisione italiana, uno dei pochi che può parlare con grande facilità e sicurezza di calcio e politica. Fu a lui che l’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, confidò l’intenzione di candidarsi per la guida del centrosinistra alle primarie del 2012. Labate è anche una delle penne che ha meglio descritto il tragico terremoto dell’Aquila del 2009, graffiando la pelle degli italiani. Ha ricevuto addirittura gli elogi di un mostro sacro come Adriano Celentano per la sua conduzione del programma “In Onda”, ha scritto per i migliori quotidiani nazionali, lo abbiamo ascoltato nel noto programma sportivo “Tiki Taka”, dove ha commentato, elogiato e criticato la sua Inter. Probabilmente, se glielo avessimo proposto, avrebbe scritto anche il copione di questa intervista. Non potevamo non ascoltare i suoi pensieri prima di una partita come Inter-Fiorentina, ecco l’intervista esclusiva di FiorentinaUno.com:

Tommaso, lei è figlio di architetti: non crede che una delle tematiche più delicate per Fiorentina ed Inter sia la mancanza di un costruttore di gioco? Anche lei punterebbe su Veretout e Brozovic come stanno facendo Pioli e Spalletti?

“Sinceramente fossi stato nell’Inter avrei fatto di tutto per riscattare Rafinha, dicevano tutti che non si sarebbe mai ripreso dagli infortuni ed invece ha trascinato i nerazzurri in Champions League. Per quanto riguarda la Fiorentina, che secondo me è costruita molto bene, il problema può essere un po’ superare il centrocampo, ma una volta oltrepassato questa squadra ha già dimostrato di essere fortissima dalla cinta in su. Veretout secondo me è fortissimo, Pioli e Spalletti sono gli allenatori giusti per far crescere i loro giocatori.”

 

Non possiamo non parlare di Inter-Tottenham. Vecino decisivo ancora una volta dopo il famoso gol con la Lazio. Secondo lei la Fiorentina ha fatto male a cedere Vecino che si sta dimostrando un giocatore decisivo nei momenti importanti?

“Beh, Vecino è la Garra Charrua. Non se ne può fare a meno. Ha puntualmente respinto al mittente le voci che lo avrebbero voluto lontano da Milano quest’estate. Si sta rivelando un giocatore molto utile sia per l’Inter che per l’Uruguay. Al momento della cessione del centrocampista dai viola ai nerazzurri credo che abbiano guadagnato un po’ entrambe le squadre. Probabilmente i tempi erano maturi per concludere l’affare, dal punto di vista finanziario è stato un affare importante, in particolare per la Fiorentina. L’Inter, invece, ci ha guadagnato il giocatore.”

 

Cosa pensa delle accuse che sono state addossate alla telecronaca di Trevisani ed Adani al momento della rete di Vecino ?

“Non riesco proprio a capire chi critica una telecronaca del genere, anzi, vi dico che rimarrà nella storia. Non era assolutamente facile fare arrivare la telecronaca a casa, con il muro dei 70.000 di San Siro che tremava. Io ho capito le parole dei telecronisti solo riascoltandole una seconda volta, le urla non erano dettate dal tifo ma avevano l’obiettivo di far sentire un po’ dentro San Siro anche chi non ha potuto esserci.”

 

C’è una sua frase molto importante che lei pronunciò in tempo di campagna elettorale: “Votare solo sulla base dei programmi è un’autentica sciocchezza, un po’ come scegliere un ristorante solo sulla base del menù.” Come la riporterebbe in gergo calcistico?

“Nel calcio è tutto imprevedibile, non si può mai sapere come andranno a finire le cose. Mi ricordo il Real Madrid dei Galacticos, una squadra piena zeppa di campioni che doveva rimanere nella storia, invece non ha avuto il successo sperato. In linguaggio calcistico io la vedo così: “Non si vince a calcio con squadre da Fantacalcio e non si vince al Fantacalcio con squadre di calcio.”

 

Qualche anno fa lei ha ricevuto i complimenti di Adriano Celentano per come riusciva a condurre il programma “In Onda” su La7 insieme al suo collega David Parenzo: c’è una canzone del Molleggiato con la quale lei si sente di presentare Inter-Fiorentina?

“Provo a mettermi nei panni di uno dei tanti ragazzi della Fiorentina, che magari si avvicina al tunnel di San Siro, chiude gli occhi e non può non pensare a “Il ragazzo della Via Gluck”. Invece se ripenso ad un’entrataccia di Taribo West di tanti anni fa mi viene in mente “Una carezza in un pugno”.

 

Negli ultimi anni i Della Valle sono stati abbastanza contestati a Firenze, c’è chi gli attribuisce poca chiarezza di un progetto che faticava a decollare e chi invece ritiene che non sono stati fatti abbastanza investimenti. C’è un politico o magari un partito al quale lei si sente di paragonare i Della Valle e cosa ne pensa di loro?

“La figura dei Della Valle non è facilmente identificabile in una simile politica, non saprei. I tifosi della Fiorentina devono sforzarsi di capire che questi non sono gli anni d’oro viola, in questo momento non si può fare il grande salto che magari porterebbe a lottare per traguardi più importanti. Io, fossi un tifoso fiorentino, in questo momento sarei contento. Chi avrebbe tenuto due giocatori come Chiesa e Simeone, quando avrebbero potuto trovare tranquillamente squadre che giocano la Champions?”

 

Secondo lei dove potranno arrivare Inter e Fiorentina in questa stagione? 

“Rispondo con una battuta, dietro la Juve.”

 

Un pronostico? Quanto finisce Inter-Fiorentina?

“Non ve lo dirò mai (ride). Però voglio raccontarvi qualche aneddoto sportivo, che potete trovare anche nel mio libro in uscita il 2 ottobre, che si intitola “I rassegnati”, tratta in modo particolare il tema dei giovani d’oggi che in qualche modo restano sempre troppo giovani per diventare vecchi. Questo libro è la cronaca di un’occasione sprecata, un po’come il rigore di Baggio a USA ’94. Tornando invece ad Inter-Fiorentina ho molti ricordi. Tanti anni fa, non ricordo esattamente quanti, in uno degli scudetti nerazzurri, la Fiorentina all’andata riuscì a batterci e fu una delle poche sconfitte dell’Inter quell’anno. Al ritorno invece vincemmo noi 2-0 e partì la festa scudetto. Una partita, invece, che segnò il ritorno in panchina di Prandelli dopo la scomparsa della moglie. Lo stadio era in un clima di commozione generale, tifosi interisti compresi. Invece nel 2007, a Firenze ho assistito ad una vittoria per 2-0 dell’Inter, che passò quasi in secondo piano. Quella fu la prima volta a cui assistemmo al Terzo Tempo, in cui a fine partita i giocatori si scambiarono maglie ed abbracci. Una partita più recente invece, la prima Fiorentina di Montella travolse l’Inter 4-1 con i tifosi che intonavano “il pallone è quello giallo”, deridendo i giocatori dell’Inter. Tornando a casa, ricevetti un SMS di Renzi, a quei tempi sindaco di Firenze”: “Partita tirata eh?” Una settimana dopo ci fu il voto delle politiche dove Bersani mancò il successo. Quella è stata una vittoria ancora più grande per Renzi.”

 

Facciamo un passo indietro: se io le dicessi 4 marzo 2018, tragedia Astori, Italia incredula. Cosa ricorda di quei giorni?

“La vicenda della morte di Astori è stata veramente incredula. Non è descrivibile. Nel mio fantacalcio, che faccio da anni sempre con i soliti amici, Astori è rimasto in rosa. Questa vicenda ha attirato e merita rispetto e considerazione da parte di tutto lo sport italiano. La vicenda della Lega che voleva vietare la fascia da capitano è stata assurda. Anzi, io avrei fatto delle fasce commemorative alla sua memoria per tutte le squadre di A.”

 

 

 

 

 

 

 

 

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