Home / Esclusive / ESCLUSIVA F1-SEMPLICI, Lo zio racconta: “Firenze un sogno, tornerebbe subito. Lazzari gli deve la carriera e Chiesa…”
slide_spal_fiorentina_semplici

ESCLUSIVA F1-SEMPLICI, Lo zio racconta: “Firenze un sogno, tornerebbe subito. Lazzari gli deve la carriera e Chiesa…”

Sangue fiorentino ed una vita dedicata al calcio. Leonardo Semplici, attuale allenatore della Spal, ha avuto ed avrà sempre Firenze nel cuore. In riva all’Arno ci è nato e ha dato i suoi primi calci al pallone. Girovagando per la Toscana è cresciuto fino a diventare quello che è adesso. Un trascorso in viola come allenatore della Primavera ed il sogno di tornare un giorno a casa sua da protagonista. Sabato, alle ore 18.00, per la terza volta in carriera varcherà le porte del Franchi da rivale. Ancora mai una sconfitta contro i viola, al contrario di quanto accaduto nella sua vita da giocatore e da allenatore. Chi lo conosce bene, forse meglio di tutti, è lo zio Luciano (anche lui allenatore), primo “maestro” di calcio nonché padre “acquisto”. Di seguito l’intervista esclusiva di FiorentinaUno.com:

Ci racconta il Leonardo Semplici da giocatore?

“Leoardo ha iniziato la sua vita nel mondo del pallone al mio fianco, a Galluzzo sono stato il suo primo allenatore. Abbiamo fatto insieme una cosa bellissima, un campionato intero senza subire gol. Aveva circa 14 anni, era un dei titolare insieme a Balli nei Giovanissimi. Fu dopo quel campionato che iniziò la sua carriera da calciatore, trasferendosi successivamente ad Empoli, quindi Poggibonsi, la Serie C in Sardegna fino alla Nazionale Dilettanti. Era bravissimo, giocava centrocampista, ma era già un allenatore in campo, aveva già l’indole da allenatore dentro di sé. Oltre i 4 anni a Figline, ricordo una Serie C a Grosseto dove era capitano, negli stessi anni in cui la Fiorentina (allora Florentia Viola) militava in C2”.

E come persona?

“E’ malato di calcio. Leonardo è un comandante, bisogna fare come dice lui”.

Cosa gli è mancato per fare il salto di qualità definitivo e sfondare nel calcio professionistico? 

“Ai tempi di Lucca fu svincolato per colpa di alcuni problemi riguardo il tesseramento. Si parla di tanti anni fa, gli dissero: “Te un giocatore non diventerai mai…”. Diciamo che la sfortuna mischiata ad altre ragioni fu la causa principale. Leonardo decise così di rimanere indipendente ed intraprendere la carriera di giocatore-allenatore. Ricordo i tempi della Rondinella insieme a Baroni e ad un giovanissimo Barzagli”.

Fu allora che decise quindi di intraprendere la carriera da allenatore che lo portò ad allenare anche la Primavera della Fiorentina?

“Esatto, iniziò a vincere i campionati dilettanti come a San Gimignano, fino alla parentesi di 3 anni con la Primavera Viola, dove sarebbe rimasto, ma d’altronde una società importante come la Fiorentina non poteva garantirgli il salto in prima squadra. Prima dell’addio rimase tre mesi in attesa, era l’epoca di Macia e Pradè. Il primo gli chiese di aspettare a Firenze dicendogli che avrebbero trovato una soluzione. Poi arrivò la possibilità di andare a Ferrara, così, di comune accordo, entrambe le parti pensarono che fosse la soluzione migliore”.

Ci racconta i primi anni a Ferrara? Ha qualche aneddoto da svelarci?

“Arrivò a Ferrara a dicembre, la SPAL era in zona retrocessione. Leonardo compì un mezzo miracolo portando la squadra quasi a qualificarsi per i play off (un solo punto di distanza). Poi l’anno successivo vinsero il campionato di Serie C. Ricordo che lo stesso Manuel Lazzari, che allora aveva poco più di 20 anni, aveva deciso di smettere di giocare. Fu mio nipote a fargli cambiare idea, gli fece ritrovare la fiducia persa, così, da un possibile addio, parliamo oggi di un calciatore nel giro della  Nazionale. Questo per farti capire che punto di riferimento importante può essere un allenatore per un giocatore”.

Quali sono le caratteristiche del Semplici allenatore? Vi capita spesso di confrontarvi?

“Parliamo spesso, è come se fosse mio figlio dato che suo babbo non c’è più. Certe volte ci troviamo anche in contrapposizione visto che lui è lontano dalla mia mentalità. Mi capita di criticarlo ma lui mi dice: “Zio, io devo emergere giocando a calcio, se devo andare avanti devo e voglio farlo attraverso un gioco propositivo, votato ad attaccare ed essere padrone del campo fino ai limiti del possibile del mio organico”.

Tra i momenti più difficili da allenatore c’è sicuramente l’esonero da Arezzo, ci racconta come è stata vissuta quell’esperienza?

“L’Arezzo era terzo in classifica, Leonardo non aveva ancora perso una partita. Poi arrivò Franco Ceravolo nuovo direttore generale, un uomo di Moggi, che non vedeva di buon occhio l’idea di un allenatore non scelto da lui personalmente, così presero Galderisi. Mio nipote fu esonerato senza motivo, aspettavano solo che pareggiasse una partita per mandarlo via. Storie di calcio dietro le quinte che purtroppo certe volte contano più del calcio giocato”.

Come ha vissuto la promozione in Serie A con la SPAL? Come ha festeggiato?

“Credo non ci sia modo di essere più festeggiati che a Ferrara, è stato un sogno, qualcosa di clamoroso. Sono partiti per salvarsi, dato che la rosa era quella di una squadra di C integrata soltanto dagli innesti importanti di Antenucci e Floccari. Arrivare a metà classifica sarebbe stata già un impresa, vincere il campionato è stata una cosa fuori dal normale. A Ferrara sono tutti impazziti. Per la città Leonardo girava sempre in bici, dopo la promozione chiunque lo trovasse per strada lo rincorreva per fargli sentire la vicinanza e l’affetto, gli sono tutti grati per quello che ha fatto”.

Sabato la sfida al Franchi con la sua Fiorentina…che emozioni proverà?

“Dico spesso che Leonardo ha mezzo cuore a Firenze e l’altro mezzo a Ferrara, la vivrà malissimo e benissimo allo stesso tempo. L’emozione di tornare a Firenze sarà indescrivibile, e comunque andrà sarà scontento. Chiaramente è un professionista, cercherà il meglio per la SPAL, poi magari un pareggio come nei due precedenti potrebbe essere il giusto compromesso (ride ndr). Ma è chiaro che la Fiorentina vorrà vincere”.

Pensa che arriverà un giorno ad allenare la Fiorentina?

“Tornerebbe anche domani a Firenze, purtroppo non dipende solamente da lui. Ma ho paura che non succederà mai perché un allenatore “formato casa” alla Fiorentina non credo sia possibile, ma questa è una mia idea e forse lo dico anche per scaramanzia. Ti posso dire che Leonardo sogna quel giorno anche la notte, e con la società sono in buonissimi rapporti”.

Dunque buoni rapporti con la società viola, inoltre Semplici è anche un grande amico di Enrico Chiesa, il cui figlio d’arte è ora la stella di questa Fiorentina…

“Ci sono contatti con la Fiorentina e ci sono stati in passato, non a caso prima della passata stagione Leonardo aveva chiesto insistentemente di Chiesa ai viola, quando ancora Federico non era il giocatore che tutti conoscono adesso. Ci furono delle trattative, perché se non avesse avuto la possibilità di giocare tantissimo in prima squadra si era profilata la possibilità di andare a giocare in un campionato minore. Leonardo che conosceva molto bene il padre Enrico, dati i 3 anni passati insieme a Figline, si confrontò anche con lui da amico. Si era parlato di questa opportunità per far crescere Federico. Poi la Fiorentina decise di tenerlo in casa e tutti sappiamo come sia andata a finire”.

 

 

 

Leggi Anche

biraghi_italia_astori_slide

ITALIA, Amichevole in programma per il 20 novembre. Ecco l’avversario

La ‘Luminus Arena’ di Genk ospiterà martedì 20 novembre (ore 20.45) l’amichevole tra la Nazionale …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *