Home / Esclusive / ESCLUSIVA F1-SEMIOLI: “Contro la Samp risultato imprevedibile. Proprietà? Firenze va rispettata, merita di meglio. Ponte Morandi? Ricordo quando l’11 settembre…”

ESCLUSIVA F1-SEMIOLI: “Contro la Samp risultato imprevedibile. Proprietà? Firenze va rispettata, merita di meglio. Ponte Morandi? Ricordo quando l’11 settembre…”

Acquistato nel luglio del 2007 (per 7 milioni di euro), Franco Semioli segnò la sua prima rete formato Fiorentina il 20 settembre dello stesso anno, contro il Groningen, nell’andata del match valido per il primo turno di qualificazione dell’allora Coppa Uefa. Nella stagione 2007/08 totalizzò 21 presenze e 2 gol tra le fila gigliate. L’anno successivo, nonché ultimo in maglia viola, fu quello che segnò definitivamente la sua paretesi in riva all’Arno. Conquistata infatti una gloriosa qualificazione alla Champions League, il centrocampista si trasferì successivamente alla Sampdoria. Da doppio ex, nonché attuale tecnico della Pro Vercelli 1982 under 17, ecco le parole di Semioli in vista del match di mercoledì sera a Marassi, rilasciate in esclusiva a FiorentinaUno.com:

Ci racconta questo inizio di stagione della Fiorentina?

“E’ una squadra in salute, propositiva, sta facendo molto bene. Può essere la sorpresa di questo campionato, nessuno gli dava credibilità a inizio stagione e invece ci sono tutti i presupposti per fare cose importanti. Contro il Napoli è stata una gara equilibrata fino al secondo tempo, con una Fiorentina che ha tenuto bene il campo ed è stata capace di rendersi pericolosa. Poi credo che fisicamente la viola abbia mollato, il Napoli non ha avuto molte occasioni ma i cambi di Ancelotti hanno dato una scossa, e quando la Fiorentina si è abbassata non ha avuto più la forza di ripartire. La rete è stata una giocata del singolo, un gran gol. Credo comunque che gli uomini di Pioli abbiano fatto la loro gara, dimostrando di essere una squadra che può dare fastidio a tutti”.

Quali sono i possibili pericoli che può incontrare contro la Sampdoria?

“Sono due squadre spensierate, che giocano a viso aperto. La Samp contro Napoli e Frosinone ha fatto due grandissime gare, spregiudicate, giocando a tutto campo. Sono entrambe squadre che fisicamente stanno bene ed hanno voglia di stupire, sarà una partita piacevole da vedere. Può capitare di tutto, il risultato è imprevedibile”.

Crede che il rapporto teso tra proprietà e tifosi che negli ultimi anni si sta vivendo a Firenze possa destabilizzare lo spogliatoio?

“Non credo, quando si scende in campo quello che succede fuori  passa in secondo piano, pensi solo a fare bene. Loro andranno in campo per vincere e dare il meglio”.

Qual’è la sua posizione riguardo la contestazione e le accuse rivolte dai tifosi alla proprietà?

“Partendo dal presupposto che non possiamo paragonarla alla viola dei miei tempi, è indiscutibile come la Fiorentina meriti di meglio. Firenze è una piazza importante, non può fare un campionato di metà classifica. Credo che gli obiettivi debbano essere altri e più importanti, non a caso quando li ha raggiunti ha dimostrato a tutti il suo valore. La contestazione fa capire che la gente si aspetta molto dalla proprietà ma le risposte purtroppo ancora stentano ad arrivare. Firenze va rispettata, negli anni ha dimostrato di poter stare in alto per ambire a traguardi più prestigiosi”.

Quali sono le affinità e le differenze con la piazza Doriana?

“Firenze è molto più esigente, vive di calcio. Anche quando giri per la città, al bar, a fare la spesa, c’è sempre il tifoso che ti fa sentire il suo calore. Detto ciò devo dire che anche a Marassi ho vissuto momenti molto belli”.

Cosa ne pensa del mercato e dei nuovi innesti? Quali dei nuovi acquisti può dare qualcosa in più a questa Fiorentina?

“Tutti gli innesti fatti sono stati importanti, mirati. Penso però che Chiesa e Simeone siano i simboli di questa squadra, giovane e di prospettiva. Servirebbe tuttavia qualche tassello importante, d’esperienza, questo è probabilmente quello che si aspettavano anche i tifosi”.

Parliamo allora di Chiesa, viste anche le contestazioni nate dopo l’ultima gara con la maglia della Nazionale, lei, da allenatore, dove lo farebbe giocare per sfruttare al massimo le sue potenzialità?

“Mi piacerebbe vederlo libero di spaziare, senza limitarlo sulle fasce, dandogli la possibilità di girare dietro la punta o addirittura proporsi egli stesso come centravanti. Ha bisogno di campo, con le qualità che ha, forza, velocità, tecnica e tiro dalla distanza, può diventare imprevedibile. Credo che giocando a destra sia limitato. E’ un giocatore estroso e bisogna farlo divertire”.

Cosa ne pensa dell’operato di Pioli e Giampaolo?

“Sono due allenatori che si stanno confermando, molto organizzati, i risultati si vedono, non a caso sono in due grandi club e ricercati da squadre importanti. Il lavoro ripaga sempre”.

Passando al Semioli giocatore, come si preparava ad una partita, aveva dei gesti scaramantici?

“Ne avevo molti, sono molto meticoloso e scaramantico. Facevo sempre le solite cose tutte le domeniche, dalla colazione fino a prima dalla partita. Ogni minuto avevo un gesto da ripercorrere. Non so se era una malattia ma non ero il solo, d’altronde quando le cose ti vengono bene diventi come una macchina”.

Si torna in campo per il recupero di Samp-Fiorentina, gara che fu rimandata, giustamente, a causa della drammatica tragedia del “ponte Morandi”. Ci esprime il suo pensiero al riguardo? Certi episodi come possono essere vissuti nella testa di un giocatore? Le è mai capitato di giocare una partita dopo un episodio di cronaca drammatico?
“Condizionano eccome, l’adrenalina della partita non basta per dimenticare tragedie del genere. Non dimenticherò mai quando caddero le Torri Gemelle (11 settembre 2001), ero all’inizio di una partita, ci fecero giocare solo 30 min e poi la sospesero. Eravamo troppo condizionati, il clima che si respirava era surreale. Quando capitano certe tragedie bisogna fermarsi, riflettere e cercare di capire quali sono state le cause. Non si può morire così, poteva capitare a tutti di passare sopra quel ponte, io stesso ci sono passato un milione di volte. Il calcio andava fermato, non solo una partita ma tutto il campionato, per dare un segnale. Purtroppo gli interessi vanno oltre, si spera almeno che in un futuro questi errori non si ripetano, a volte c’è bisogno che capiti qualcosa per far cambiare le cose”.

 

 

 

Leggi Anche

TORINO, Mazzarri in conferenza pre derby

Oggi il tecnico del Torino Walter Mazzarri ha sostenuto la consueta conferenza stampa in vista …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *