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ESCLUSIVA F1, Oliveira: “Gran lavoro di Pioli, società non d’aiuto all’allenatore…Quella volta prima della partita con la Juve quando i capi della curva ci vennero a parlare…”

Domenica andrà in scena FiorentinaCagliari, partita decisiva per la corsa all’Europa. In esclusiva per FiorentinaUno, il doppio ex della sfida, Luìs Oliveira, ha parlato della gara e della stagione dei Viola, raccontandoci alcuni aneddoti interessanti del passato. Luìs Airton Oliveira Barroso, a Firenze per tutti “Lulù”, nato il 24 marzo 1969, ha deliziato il palato dei tifosi viola dagli anni ’95 fino agli albori del nuovo millennio. Considerato uno degli attaccanti più completi transitati in Italia in quel periodo, con la maglia Viola ha siglato 26 reti in 116 presenze. Al suo arrivo a Firenze, “il Falco” (gesto mimato dopo ogni gol) vinse subito la Supercoppa Italiana ma, nonostante i vari Toldo, Rui Costa e Batistuta, la squadra allenata allora da Ranieri chiuse al nono posto. La stagione successiva l’intesa con il Re Leone migliorò e Oliveira, grazie al calcio spumeggiante proposto da Malesani, chiuse la stagione con 15 reti. Ecco di seguito l’intervista esclusiva rilasciata a FiorentinaUno:

 

 

La Fiorentina sta lottando per una corsa in Europa che non era ipotizzabile fino a qualche mese fa, con una proprietà lontana dalla tifoseria…

“Credo che Pioli abbia fatto un grandissimo lavoro prima di tutto. Mi sento con amici e colleghi a Firenze, e la società non ha fatto tanto per accontentare l’allenatore. Pioli si è ritrovato in mano dei giocatori e con quelli è partito. Qualche volta la Fiorentina non è stata all’altezza del suo nome, ma adesso ci sono obiettivi importanti. Anche se la società non è stata d’aiuto per l’allenatore, penso che lui abbia trovato un vero gruppo che ha dimostrato le proprie capacità”.

Com’è cambiata la tifoseria viola dei suoi tempi rispetto ad oggi, cosa ne pensa delle contestazioni che sono gravitate intorno alla società nell’arco di questa stagione?

“Durante i miei anni in viola avevamo grandissimi campioni, era più facile gestire spogliatoio ed ambiente, la tifoseria era contenta di quello che facevamo in campo. Mi ricordo un episodio importante, il primo anno di Ranieri, quando la Fiorentina non andava benissimo, vennero i capi della tifoseria a parlare con noi. C’era una partita importante, proprio contro la Juve, i tifosi ci dissero che se avessimo vinto saremmo stati pari. Vincemmo 3-0 e le cose in effetti cambiarono. Quando le cose vanno male può incidere la sfortuna come la mancanza di concentrazione. Penso che quest’anno, dopo la triste vicenda Astori, la tifoseria si sia riavvicinata molto alla squadra. Ha dato forza ai ragazzi per svuotare la mente, questo è fondamentale, perché se ti affollano tanti pensieri diventa difficile essere concentrati sul campo. Lo stesso vale per il Cagliari per la salvezza, come per la Fiorentina per l’Europa”.

Cosa pensa di questa Fiorentina, dove può arrivare questa squadra e questo gruppo?

“Credo che la Fiorentina abbia dimostrato di essere una grandissima squadra, mi ha stupito. Non mi aspettavo per esempio che la partita con il Napoli andasse a finire così, mi aspettavo una Fiorentina che regalava la partita per non concedere lo scudetto alla rivale Juventus, invece quando si lotta per un obiettivo tutto va in secondo piano, ed è questo il bello del calcio. Nessuno si poteva immaginare che il Napoli perdesse a Firenze”.

L’attaccante moderno è cambiato rispetto a prima, oggi si chiede alla punta di dare mano alla squadra, prima l’attaccante era un “falco in area”, si doveva limitare a finalizzare. Questo non va a discapito dei vecchi goleador alla Inzaghi e alla Oliveira?

“Gli anni di Trapattoni ho fatto anche l’esterno, perché pensavo che non giocando potevo essere dimenticato, se stai in panchina sei un bidone. Così, sia per me che per i miei compagni, ho fatto questi sacrifici. Oggi l’attaccante non è più solo un attaccante: rientra, ritorna, aiuta la difesa. Tutto ciò è un bene per la squadra ma è un male perché ti toglie lucidità. Io sono un allenatore che vuole che la seconda punta non torni tanto, ho bisogno che i miei attaccanti siano lucidi sotto porta”.

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2 Commenti

  1. Grande viola di quei tempi

  2. Rimane un po’ di nostalgia della Fiore di quello splendido periodo

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