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ESCLUSIVA F1, Mauro Bressan: “Viola, con Commisso puoi sognare. I DV hanno dato il massimo”

Con il cambio di proprietà che incombe e la vicenda Chiesa sempre più calda siamo andati a raccogliere in esclusiva i pensieri di Mauro Bressan, ex viola, uno degli ultimi gigliati italiani capaci di alzare al cielo una coppa dipinta di viola. Ecco l’intervista esclusiva di FiorentinaUno:

Mauro, a Firenze in questi giorni si sta chiudendo un’era. Cosa ne pensa di questo passaggio di consegne dai Della Valle a Commisso?

“Se i Della Valle sono arrivati a fare un passo del genere è perché vogliono fare le cose per bene. Dal mio punto di vista può essere un salto in avanti. Sono convinto che abbiano messo la Fiorentina nelle mani giuste, vedremo cosa accadrà ma penso che con Commisso si possa iniziare a sognare un po’ “.

Chiesa sembra vicino alla Juve, poi rimonta l’Inter, poi la Fiorentina lo riconferma. Che sta succedendo?

“Io fossi in Chiesa vorrei parlare con Commisso e cercare di capire le ambizioni della nuova proprietà. E’ giusto pensare di andare a giocare in una squadra che lotta per il vertice e che può dare garanzia di successo, però adesso possono cambiare le carte in tavola e la viola può tornare a lottare per obiettivi importanti”.

Per quanto riguarda la vicenda allenatore pensa che sia giusto ripartire da Montella o si andrà verso una sterzata anche in questo senso?

“Montella più di tanto non poteva dare, ha preso una squadra che era nel limbo ed a causa di una serie di avvenimenti si è ritrovata a rischiare di retrocedere, anche se non ho mai pensato ad un evento simile. In genere quando arriva una nuova proprietà vuole fare piazza pulita, cambiano le persone della società e si cerca di ricominciare una nuova vita.”

Qual è l’eredità che lasciano Diego ed Andrea?

“I Della Valle vanno ringraziati, chiaramente i tifosi vorrebbero sempre ambire a grandi livelli, magari a tornare in modo definitivo tra le “Sette sorelle”, vincere qualcosa. Però io credo che per il loro potenziale e la disponibilità economica a disposizione la società in tutti questi anni ha fatto il massimo di ciò che poteva. Era difficile dare di più, poteva andare peggio e magari essersi ritrovati in Serie B con un altro presidente. Poi giocare in Italia non è semplice, è dura andare in Europa perché ci sono squadre attrezzate e qualche sorpresa viene sempre fuori. La gente non deve aspettarsi miracoli da parte di Commisso, però potranno essere costruite delle basi solide che permettano di lottare per le prime posizioni nel giro di 2-3 anni”.

Per quanto riguarda il futuro del nostro campionato vede sempre la Juventus dominatrice o qualcosa si sta muovendo?

“La Juve parte sempre davanti per potenza economica e tutto il resto, però le altre squadre hanno iniziato a muoversi bene, l’Inter sta crescendo, il Napoli è sempre lì, l’Atalanta ha dietro una cultura calcistica notevole. Tempo qualche stagione e magari ritroveremo nel gruppo anche la Fiorentina”.

Sembra continuare spedita la sua attività con la ‘Nation football academy’. Qual è il segnale che vuole dare con questo progetto?

“Il segnale che voglio dare va a sposarsi con quello che dicono tanti professionisti come Cambiasso, Allegri, ovvero che il calcio parte già dagli 8 anni e dobbiamo prediligere lo spettacolo, la fantasia. Il fine della mia accademia è quello del divertimento, i tiri in porta, i dribbling, le rovesciate, i bei gesti. Per la parte tattica ci sarà tempo crescendo. Oggi i ragazzini hanno tante alternative al calcio e mollano subito, se vanno in panchina smettono di allenarsi invece di dare il doppio. Servono educatori bravi che sappiano mettersi da parte e far diventare protagonisti i ragazzi che sono la cosa più importante. Spero che le cose possano cambiare e lavoro per questo”.

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

 

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