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ESCLUSIVA F1 – Massimo Donati: “Un peccato non aver giocato a Firenze. Muriel un top player, se trova continuità è nella squadra giusta. Gli avvenimenti di Milano? In Scozia certe cose non succedono…”

Massimo Donati, l’italiano di Scozia. Più di 300 presenze in Serie A tra Atalanta, Milan, Messina, Parma, Torino, Samp, Bari, Palermo e Verona. Per lui, però hanno avuto moltissima importanza anche le esperienze in campo scozzese tra Celtic, Hamilton Academical e St.Mirren, vincendo un campionato, la Scottish League Cup e la Scottish Championship. In Italia non raccoglie trofei ma applausi da tutti i tifosi che l’hanno accolto, nel 2001 viene addirittura inserito nella lista dei migliori giocatori di Don Balòn. In Serie A, Massimo segna anche 14 reti, mentre con la Nazionale U21 partecipa all’Europeo del 2002. Donati, un centrocampista che sapeva fare bene il suo mestiere, oggi vive in Scozia, dopo il ritiro ufficiale dal calcio giocato nel 2018. Nella sua carriera, la stagione con il Torino è quella più redditizia sotto il punto di vista realizzativo con 4 reti, seppur non sia l’esperienza più bella nel curriculum dell’ex giocatore. Proprio in vista della sfida di Coppa Italia al Torino, FiorentinaUno vi regala un’intervista esclusiva a Massimo Donati:

Massimo, nella sua carriera ha girato città come Milano, Genova, Glasgow, Bari, Verona, Palermo. Non si è fatto mancare niente nè calcisticamente nè artisticamente, mancava solo Firenze…

“Eh, peccato, Firenze l’ho mancata, è una delle città più belle d’Italia, di conseguenza dispiace. Però questa è la vita, si prende ciò che accade.”

Nel 2001 lei è stato inserito nella lista di Don Balòn. Che soddisfazione è stata?

“Sicuramente una soddisfazione, però alla fine sono dei riconoscimenti che lasciano il tempo che trovano. In particolare a quell’età, ero focalizzato e concentrato su quello che dovevo fare in campo. Fa piacere ma poi finisce lì la cosa.”

Cosa ricorda della sua esperienza al Torino?

“Purtroppo, calcisticamente parlando, è stata l’esperienza più brutta della mia vita. Sono arrivato in una situazione complicata sia a livello societario che di squadra. Non c’era stabilità in società, in campo eravamo ultimi in classifica, avevamo diversi problemi. Di conseguenza non ho bei ricordi, anche se è stata la mia stagione più prolifica perchè segnai 4 gol in campionato. Almeno le soddisfazioni personali cerco di portarmele dietro.”

Muriel può essere il trampolino che lancia la Fiorentina in Europa?

“Muriel è un calciatore fortissimo, ha qualità fuori dalla norma. A me piace tantissimo, il suo problema può essere un po’ a livello mentale, è importante che ci stia con la testa. In carriera ha dimostrato di avere grandi qualità, il suo problema è stato la mancanza di continuità, è un potenziale top player, se non ha sempre fatto grandi cose è per demerito suo. Firenze può essere la piazza giusta per esplodere definitivamente, se sfrutta l’occasione la Fiorentina è la squadra giusta al momento giusto.”

Lei in carriera ha deciso un “Bari-Juventus” che finì 1-0 con un grande gol. Lo sa che se avesse fatto una cosa del genere a Firenze le avrebbero fatto una statua?

“Si lo so, lo so (ride, ndr). Ma vi assicuro che “la statua” me l’hanno fatta anche lì, non capita spesso che il Bari batta la Juventus, poi era la prima giornata, lo stadio pieno, un ambiente particolare. Quello è stato un momento molto bello della mia carriera, quando segni e la squadra vince è tutto più bello. Le soddisfazioni di squadra sono meglio di quelle personali.”

Il 12 maggio 2013 la Fiorentina batte il Palermo e manda i rosanero in Serie B. Se quella partita fosse andata in modo diverso sarebbe rimasto in Sicilia?

“Difficile da dire. Ricordo bene quella partita, non siamo stati particolarmente fortunati, non meritavamo di perdere. Non so dire se con la salvezza sarei rimasto a Palermo, sicuramente quella partita mi resterà dentro.”

Ritornando ai fatti di Milano, lei che ha vissuto parte della sua carriera in Scozia, in quel paese sono ammessi dei comportamenti simili?

“Parto dal presupposto che io ho smesso di giocare ma continuo a vivere in Scozia, vi assicuro che qui c’è un’educazione civica ed un’etica completamente diversa. Avvenimenti come quelli di Milano da queste parti sono rari, e se succedono, la gente fa la galera seriamente. Nel 2019 non sono più accettabili questi comportamenti, interrompere le partite non so quanto possa cambiare le cose. Le modifiche si possono fare insegnando l’educazione ed il rispetto ai più piccoli, così facendo si possono ottenere dei risultati.”

 

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

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