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ESCLUSIVA F1, MARCO LIGABUE, IL FRATELLINO DEL LIGA NAZIONALE ED IL SUO CUORE GRANATA: “Ecco come il mio Toro può incornare la Viola. E questo cognome non mi pesa…”

C’è una parte d’Italia che al pallone preferisce la musica, un’altra la vede al contrario. Ma alla fine, chi non divide un po’entrambe queste passioni? Nel nostro Paese poi siamo abituati a mettere bocca ed orecchie ovunque, ci facciamo riconoscere anche per questo. Parlando di calcio ci possiamo accostare tranquillamente campioni come Baggio, Totti, Del Piero, musicalmente la scelta non è da meno: Vasco, Pausini, Eros, Ligabue…Ecco, il nostro viaggio verso Fiorentina-Torino parte dalla famiglia Ligabue, stavolta però i riflettori non sono per l’amatissimo Luciano ma per il fratello Marco, anch’egli cantante. Il “piccolo Liga” ha 10 anni in meno dell’interprete della recente e stra-trasmessa Luci d’America, il cuore granata, probabilmente anche meno dischi venduti rispetto al fratello e non ugual popolarità, ma considerando queste statistiche è una lotta persa per tanti già in partenza. “Eppure questo cognome non mi pesa, ma come potrebbe se io e Luciano lo abbiamo ereditato da nostro papà? Io e mio fratello abbiamo un rapporto stupendo – ci racconta Marco in un’intervista esclusiva. Su questo, il nostro intervistato sembra avere le idee chiare, un po’meno quando gli si chiede cosa manchi al suo Toro per fare il definitivo salto di qualità: “Piacerebbe saperlo anche a me, noi tifosi del Torino non ci stiamo capendo più di tanto (ride n.d.r). Però, prima dell’ultimo k.o. con il Bologna, stavamo facendo il record di punti e giravamo bene pur senza mostrare un calcio godereccio, siamo una squadra un po’complicata.”

Fiorentina e Torino si portano dietro uno dei gemellaggi di più lunga durata in Italia, una delle note romantiche che ancora possiamo raccontare del nostro calcio. “Quando lo sport ha modo di unire è sempre molto bello afferma Marco – negli ultimi anni concerti ed eventi hanno un po’ frenato la mia presenza allo stadio, però quando ho avuto la possibilità di andare e magari assistere a partite contro squadre alle quali eravamo gemellati era un ambiente molto particolare e tranquillo, tra gli applausi dei tifosi avversari e le passeggiate tranquille che ci si potevano permettere senza che accadesse il benché minimo problema. I gemellaggi permettono unione ed evitano zuffe e risse.” Il Torino in questi anni, è sempre stato sinonimo di Belotti, che ha recentemente dichiarato amore alla società granata: “Negli occhi di Andrea si vede l’anima del Toro: si batte, rincorre, ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia, non solo con le reti – spiega Ligabue- magari fa qualche gol in meno ma aiuta la squadra in tanti modi, le sue parole al miele sulla nostra società non fa altro che piacere ai nostri tifosi.”

Domenica Fiorentina e Torino lotteranno in una sfida dal sapore europeo, anche se momentaneamente, molto più per la squadra di Mazzarri che non per la banda Pioli: “Noi siamo una squadra un po’ pazza, non creiamo mai 10 palle gol a partita ma massimo 3-4, sarà una gara lottata soprattutto a centrocampo ma cercheremo di imbrigliare la Fiorentina. Pensavo che le squadre di Mazzarri fossero un po’ più spumeggianti, invece siamo più tignosi- racconta ancora il tifoso granata – dovremo prestare molta attenzione agli attaccanti viola perché davanti hanno diversi campioncini. Sulle parole del tecnico gigliato nel post di Fiorentina-Lazio, “il piccolo Liga” la pensa così: “Quando una persona fa sapere prima le proprie decisioni è particolarmente corretto, sia con la società che con i calciatori, anche per loro sono momenti importanti perché possono scegliere anche in base a questi avvenimenti il loro futuro. Per i giocatori viola può essere difficile finire questa stagione, è vero che sono professionisti ma potrebbe mancare qualche motivazione, il coltello tra i denti è dettato da queste. E’ difficile stabilire se queste sono scelte giuste.

Eppure la vita da calciatore, in alcune fasi dell’anno, le riesce a provare anche un cantante, in particolare con gli impegni dettati dalla Nazionale Cantanti: “Proprio questo fine settimana giocheremo a Fano, io non sono mai stato un grande giocatore, ho calcato i campi qualche anno ma a livelli amatoriali, magari ero più uno grintoso e tenace ma senza grandi doti tecniche. Quando prendiamo parte a queste iniziative però riusciamo quasi sempre a sentirci dei professionisti, arriviamo al campo in divisa, facciamo qualche allenamento, il pranzo di squadra e ci immedesimiamo nella vita da giocatore con il sorriso sulle labbra, senza dimenticare che facciamo beneficienza. Ma che bello sentirsi giocatori…”

e sentirselo dire dalla famiglia Ligabue…suona anche meglio!

 

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

 

 

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