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ESCLUSIVA F1, JORGENSEN: “Il ricordo più bello? Senza dubbio la vittoria contro la Juve. La vera forza? Il gruppo prima di ogni cosa. Ricordo che una volta…”

Era il 6 ottobre del 1975, quando a Ryomgard, in Danimarca, nasceva un certo Martin Jorgensen. Un ragazzo semplice, con i pedi per terra, che tutti, in riva all’Arno, ricordano ormai come “Martino”. Un diminutivo altrettanto genuino, che raccoglie in sé tutta l’eredità che ha permeato negli anni lo stile e la dedizione di questo uomo, di questo calciatore che Firenze non potrà mai scordare. Dedizione, cuore e sacrificio sono le armi che lo hanno sempre contraddistinto, quei pregi tali da imprimere nel cuore dei tifosi viola l’indelebile immagine di un combattente pronto a tutto (compreso giocare in più ruoli differenti) per la maglia ed i suoi compagni.

A poco meno di una settimana dalla gara che vedrà la Fiorentina affrontare l’Udinese, FiorentinaUno.com ha intervistato in esclusiva il grande ex di turno. Di seguito l’intervista a Martin Jorgensen, per i cuori viola semplicemente “Martino”:

La Fiorentina si compone quest’anno di un gruppo giovane ma molto coeso, che gioca da squadra e lo ha dimostrato anche nella vittoria rotonda contro il Chievo Verona. Lei si è sempre messo a disposizione dei suoi compagni crede che questo possa fare la differenza?

“Ho visto solo il risultato, immagino che hanno giocato bene altrimenti è impossibile vincere 6-1. Purtroppo ho seguito poco negli ultimi mesi perché è difficile vedere la Serie A qui dalla Danimarca. Il gruppo fa sempre la differenza, è fondamentale, anche se ci sono giocatori di qualità è importante che ci sia il gruppo dietro. Da soli non si arriva da nessuna parte. Noi, in quegli anni a Firenze, abbiamo avuto un gruppo unico, con giocatori bravi e forti, ma anche intelligenti, che sapevano quanto tutti fossimo importanti. Nessuno si permetteva di mettersi prima della squadra, anche se qualcuno ci ha provato ogni tanto, ma l’abbiamo rimesso subito in riga”.

La frattura tra tifoseria e proprietà è ormai sotto gli occhi di tutti. Quanto pensa possa incidere sul rendimento della squadra?

“Già dalla passata stagione si vive questo clima e la situazione credo sia peggiorata. Anni fa si stava bene, uniti, tutti insieme. C’è bisogno di questa atmosfera, perché si vince e si perde tutti insieme. I giocatori sentono questo clima, e possono sentirsi tirati in causa, capiscono i tifosi ma possono anche capire la società”.

Alla luce dell’ultimo mercato viola quali crede possano essere gli obiettivi della Fiorentina?

“Mi auguro che questa Fiorentina possa qualificarsi per la prossima Europa League, ma ancora è presto per fare pronostici”.

Corvino dopo anni ha riportato a Firenze un altro giocatore danese, il centrocampista ex Brondby Norgaard, che domenica sera ha fatto il suo esordio in Italia. Ci ricordi le sensazioni dei suoi primi minuti…

“E’ passato tanto tempo, più di 20 anni, mi ricordo che ero contento di aver esordito anche se persi la prima partita proprio contro la Fiorentina (a Udine la tripletta di Batistuta vanificò le reti di Amoroso e Poggi, era il 31 agosto del ’97). Mi ricordo che sin da subito provai a migliorarmi, a giocare sempre di più e fare sempre meglio. Credo che tutti i giocatori abbiano questo spirito.”

Torniamo alla sfida con l’Udinese…chi la spunterà?

“Spero che vinca il migliore”.

I suoi ricordi più belli con la maglia viola?

“Sono stati tanti, ma sicuramente quando abbiamo vinto a Torino con la Juve, ma anche quando ci siamo qualificati per la Champions la seconda volta a Torino. Infine il goal ad Anfield contro il Liverpool”.

Il campionato italiano dopo anni è tornato in prima linea accogliendo CR7 il più grande giocatore al mondo…

“Fa molto bene alla Serie A, adesso tutto il mondo è tornato a guardare il campionato italiano. Speriamo che anche altri campioni seguano questa strada così da far tornare la Serie A il campionato più forte del mondo”.

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