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ESCLUSIVA F1, Il Paci si racconta: “Il successo di “Pinocchio”, i miei film e la Fiorentina. Adesso vorrei una serie. Commisso, la burocrazia italiana è questa. Quella volta al Franchi…”

Alessandro Paci è uno dei comici più conosciuti e simpatici di tutta Italia, la sua toscanità pura lo caratterizza come una persona di spicco per la sua regione e nel suo mestiere. Insieme ai vari Pieraccioni, Ceccherini, Panariello, Monni, Ciampi e compagnia è tra i maggiori esponenti dello spettacolo e del cinema toscano. “Il Paci”, annovera nel curriculum circa 30 film, una serie di spettacoli di successo tra cui il celebre “Pinocchio” (il dvd teatrale più venduto in Italia) insieme a Ceccherini, oltre ad una vastità di programmi televisivi e radiofonici che ne fanno un artista a tutto tondo. Da diversi anni spopola con le sue barzellette a giro per la regione raccogliendo fiumi di visualizzazioni su YouTube, risate e consensi. E cosa può mancare in una carriera così? “Mi piacerebbe recitare in una serie, magari anche su Netflix, oggi vanno molto – ci racconta in esclusiva l’attore. Nella vita di Alessandro, però, c’è spazio anche per un grande amore: la Fiorentina!

Alessandro, tra i numerosi film che ti hanno visto protagonista a quale sei più legato?

“Sicuramente “Andata e Ritorno”, è stato il mio primo film da regista. Alla lavorazione del progetto hanno contribuito mio fratello ed un mio caro amico, eravamo proprio in famiglia. Poi è inutile dire che sono legato un po’ a tutti”.

Se dovessi consigliare qualche tuo film da vedere in questo periodo? 

“Dico appunto “Andata e Ritorno” che è visibile sulla piattaforma streaming “Infinity” e “Non ci resta che ridere”, visibile su “Prime Video” e interamente concentrato sulle barzellette”.

Come ti spieghi il grande successo di “Pinocchio”?

“Il successo di “Pinocchio” è inspiegabile, ti posso dire che io e il Ceccherini avevamo due sogni: lui di far fare Pinocchio a me e io di far fare Gesù a lui. Ci siamo riusciti e sono stati grandi successi, lo spettacolo di “Pinocchio” un po’ di più visto che è stato il dvd teatrale più venduto in Italia. Da una costola di questo successo teatrale nasce anche il film “Lucignolo”, riprendeva un po’ “Pinocchio” anche se il film in sé parlava di altro”.

Parlando di Fiorentina, Commisso non sta prendendo bene la questione stadio…

“Commisso è americano, non ha idea della burocrazia italiana. Io ho la moglie americana, è qui da 30 anni e ancora non si è abituata. Noi siamo italiani e sappiamo che ormai le cose vanno così, ma chi arriva dall’estero rimane sconcertato. Funziona così solo nei paesi sottosviluppati, in preda alla corruzione. Commisso ne dovrà vedere ancora delle belle, ho paura che prima della fine si stanchi”.

Ti viene in mente qualche episodio particolare passato al Franchi?

“Ti racconto questa storia, anni fa andammo allo stadio io e mio fratello a vedere Fiorentina-Barcellona ai tempi di Ronaldo il fenomeno. Ad un certo punto i tifosi iniziano a lanciare accendini e monetine a De La Pena (ex centrocampista del Barcellona ndr). Io ero proprio in un posto davanti alla vetrata, lui inizia a guardarmi in cagnesco come se volesse dirmi “Siete veramente dei cretini”. Io gli dissi: “Guarda, non sono io a tirarti gli accendini! ” (ride ndr). Questo episodio me lo ricordo spesso”.

Chi è il tuo calciatore preferito della Fiorentina di tutti i tempi?

“Antognoni, senza dubbi. Mi piacciono i giocatori di classe”.

Quindi ti piace Castrovilli…

“Tantissimo, il mio giocatore preferito di questa Fiorentina. Mi piace più di Chiesa”.

Se potessi dare un consiglio a loro due gli diresti di restare a Firenze?

“Io andrò controcorrente, sono dell’idea che i giocatori devono seguire il loro istinto. Bernardeschi ad esempio non penso che abbia fatto una brutta fine, magari è andata peggio a Montolivo. Non a tutti va bene, ma i giocatori pensano alla loro carriera. Mi viene in mente Salah, quando è andato via è stato riempito di insulti, accusato di irriconoscenza. Ma quanto importerà a lui della Fiorentina? I giocatori vanno nelle squadre per guadagnare e per vincere”.

Dal punto di vista lavorativo invece c’è molto rumore intorno al mondo degli artisti…

“Chi fa spettacolo è un po’ fregato, siamo stati i primi a smettere e saremo gli ultimi a ricominciare a lavorare. Io comunque voglio ringraziare l’IMAIE (Istituto preposto alla tutela degli artisti), ha contribuito economicamente ad aiutare noi del mondo dello spettacolo”.

In una carriera piena e varia come la tua cosa ti piacerebbe ancora fare? Magari una serie…

“Il muratore, magari in questa nuova veste piaccio anche di più (ride ndr). Esatto, girare una serie mi piacerebbe. In quarantena ho preparato una serie fatta con i telefonini, sto lavorando a questo progetto”.

Anche un tuo ex compagno di ciak, Francesco Ciampi, tempo fa ci ha raccontato che girare una serie non gli dispiacerebbe…

“Magari la facciamo insieme, perché no. Con Francesco abbiamo girato il film “Cenci in Cina”, ci siamo trovati bene. Ben vengano nuove idee”.

Per la panchina viola invece Iachini o cambio?

“In questo momento sono fermo con il pensiero, non riesco a pensarci. C’è qui un mio amico che mi dice Capello, però mi sa che ci vogliono troppi soldi …”.

Chi prenderesti della Fiorentina per girare un film?

“Ribery, per fare l’attore sarebbe perfetto. Però mi sono trovato bene a lavorare con Graziani, Pruzzo, Buso, Amoruso, Riganò. Alla fine anche i calciatori sono gente di spettacolo”.

 

di Vincenzo Pennisi

 

 

 

 

 

 

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