Home / Esclusive / ESCLUSIVA F1, Il cuore laziale, la sorella fiorentina, Baggio ed Antognoni come ideali. Riccardo Cucchi si rimette le cuffie per noi: “Fare le radiocronache della Viola era spettacolare. I DV grandi imprenditori…”

ESCLUSIVA F1, Il cuore laziale, la sorella fiorentina, Baggio ed Antognoni come ideali. Riccardo Cucchi si rimette le cuffie per noi: “Fare le radiocronache della Viola era spettacolare. I DV grandi imprenditori…”

Una delle voci storiche del nostro calcio, una vita passata in Rai, il pallone attraverso i suoi commenti. Riccardo Cucchi è uno dei più grandi giornalisti italiani, con programmi come Tutto il calcio minuto per minuto ha tenuto aggiornata e compagnia all’Italia sportiva. Dopo la sua ultima partita commentata, ha annunciato di avere il cuore tinto di biancoceleste laziale. Non potevamo non ascoltare le sue opinioni sulla grande partita in arrivo domenica sera al Franchi tra le squadre di Pioli ed Inzaghi, ecco dunque la nostra intervista a Cucchi:

Riccardo, come nasce la sua passione per la Lazio?

“Nasce fin da bambino, avevo 6 anni, mio papà era tifoso del Torino mia sorella invece era della Fiorentina, io scelsi la Lazio. Tra i miei ricordi di infanzia annovero un Lazio-Fiorentina in cui la Cucchi che tifava gigliato in famiglia sventolava serenamente una bandiera viola in una curva laziale. Era un calcio d’altri tempi.”

Nell’arco della sua lunga carriera immagino non sia stato facile tenere segreta la sua fede biancoceleste quando commentava le partite…

“Diciamo che è stata una cosa abbastanza naturale, mi sono fatto le ossa da ragazzo ascoltando le grandi radiocronache durante il programma Tutto il calcio di maestri come Ameri, Ciotti, Provenzali con il quale ho avuto l’onore di lavorare insieme. Anche loro avevano una squadra del cuore ma erano sempre molto attenti nell’esprimere giudizi e calibrare i loro interventi. Nel nostro mestiere dobbiamo sempre ricordare che parliamo indistintamente a persone di tutte le zone d’Italia, io personalmente ho sempre cercato di partecipare alla gioia di chi andava in vantaggio o vinceva qualcosa ma senza dimenticare che c’era sempre qualcuno che usciva sconfitto dal confronto. Attenzione e rispetto per i nostri ascoltatori sono d’obbligo.”

Cosa si augura di vedere nel calcio italiano dei prossimi anni?

“Più spettacolo, vorrei che tornassimo a godere di un dribbling anziché di eccessivi tatticismi. Dopo anni rivoluzionari ed innovativi capitanati dai vari Sacchi, Zeman, Galeone siamo andati a rintanarci in un gioco nascosto dietro l’ombra della tattica. Mi piacerebbe che prendessimo esempio da campionati come quello spagnolo, i bambini nei vivai devono imparare a saltare l’uomo, così si creano i campioni.”

Firenze sembra sempre un po’ divisa sui Della Valle. Lei ritiene che siano persone adatte al mondo fiorentino?

“Sono grandi imprenditori che hanno fatto molto per questa città, so che non hanno sempre avuto rapporti di amore con la piazza ma io ritengo che invece abbiano fatto un grande lavoro. Negli ultimi anni, ed in questa stagione in particolare, hanno messo in mostra un modo importante ed interessante di interpretare calcio.”

Ci racconta cosa ha provato vedendo lo striscione a lei dedicato durante il giorno della sua ultima telecronaca? 

“Emozione unica, i tifosi dell’Inter durante quella sfida all’Empoli mi hanno fatto emozionare. Sicuramente i tifosi nerazzurri si sono ricordati delle mie telecronache durante la Champions vinta nel 2010. Ho cercato di gestire un po’ tutto ma ad un certo punto il mio cuore ha iniziato ad andare a mille. Ringrazierò sempre i tifosi interisti.”

Tempo fa lei raccontò come una volta era necessario attendere addirittura un tempo per sapere i risultati delle partite via radio, oggi invece abbiamo anche troppi mezzi. Si stava meglio quando si stava peggio o meglio il nuovo che avanza?

“Non pensiamo che il passato sia meglio del presente, una volta però non esisteva la Lega ed i diritti erano di casa RAI, si aveva un po’ di paura che raccontando gli integrali delle partite si svuotassero gli stadi e dunque i tifosi rimanevano con il fiato sospeso. Ma l’emozione dell’attesa per un risultato è stupenda, una grande emozione, oggi è impossibile restare 45 minuti senza sapere un parziale. Ai giorni attuali ci nutriamo forse anche troppo velocemente di calcio, si gioca ogni giorno, non si fa in tempo a metabolizzare una partita che ne sta già per cominciare un’altra. Ma vi assicuro che il meglio di questo sport viene fuori dalle sfide viste allo stadio, sono uniche.”

C’è un calciatore del passato viola al quale è particolarmente legato?

“Ho avuto la fortuna di ammirare tanti campioni in maglia viola. Tra tutti però dico Roberto Baggio, lui sapeva farsi amare in tutte le piazze in cui metteva piede. Era poesia in campo. Sono molto legato anche ad Antognoni. Sono particolarmente legato alla Fiorentina, non solo per il fatto che mia sorella la tifi, anche per un dettaglio molto importante per un radiocronista: al Franchi le partite si vedono in modo spettacolare!”

 

 

di Vincenzo Pennisi

 

 

 

 

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