Home / Esclusive / ESCLUSIVA- F1, Francesco Ciampi: “Chi va allo stadio per fare confusione non è uno sportivo. Firenze è una città di passione, ma il mio idolo è pratese. Porto la Toscana al cinema…”

ESCLUSIVA- F1, Francesco Ciampi: “Chi va allo stadio per fare confusione non è uno sportivo. Firenze è una città di passione, ma il mio idolo è pratese. Porto la Toscana al cinema…”

Francesco Ciampi è uno degli attori più popolari toscani, una mente cinematografica da invidiare, ha recitato in numerosi film di un tifoso fiorentino come Leonardo Pieraccioni. Proprio in questi giorni è nelle sale con il celebre attore e regista, tra l’altro amico di una vita, nel film Se Son rose. Francesco, pratese doc, ha recitato al fianco di altri grandi colleghi come Alessandro Paci, Massimo Ceccherini, il grande Carlo Monni, Barbara Enrichi  e tanti altri. Nei prossimi mesi è atteso al cinema in un film con la star italiana Maria Grazia Cucinotta. Dalle sue idee nasce un progetto importante come Manifatture Digitali, una struttura orientata alle produzioni per cinema, tv e web. L’attore toscano, che di idee per il cinema italiano ne ha da vendere, ha accettato di fare una chiacchierata in esclusiva con FiorentinaUno, tra risate, ricordi e progetti futuri:

 

 

Francesco, nel suo curriculum troviamo “Calcio all’Italiana”, una web serie che fu trasmessa online qualche anno fa. Cosa ricorda e qual’era l’obiettivo di questo progetto?

“Premetto che io ed il calcio siamo due strade completamente opposte, però ho accettato con piacere questo ruolo, da allenatore, perchè era una figura nella quale non avevo mai recitato. Devo dire che mi sono divertito molto, rappresentavo la figura di questo allenatore molto convinto ed è stata una bella esperienza. Per il messaggio del progetto dovete chiedere a Michele Coppini…(ride). Nel finale della serie abbiamo anche concesso un omaggio ad Al Pacino, con un bel monologo.”

 

 

Firenze è una città molto passionale calcisticamente parlando. Quanto può essere importante la spinta dei tifosi per una squadra come la Fiorentina? Durante Fiorentina-Juventus abbiamo assistito a brutte scene…

“Ripeto, io di calcio non capisco molto, ma una cosa è certa: il calcio è uno sport, appartiene a questa categoria. La passione è fondamentale, Firenze è una città molto calorosa sotto questo punto di vista. Io ritengo che la sportività sia una cosa importante, bisogna saper vincere ma anche imparare a perdere. Questo non solo nel calcio, vale per lo sport in generale. Capisco perfettamente il fatto di tifare per la propria squadra del cuore, ma è necessario stare attenti a non oltrepassare il limite che può sfociare in violenza. Chi va allo stadio per fare confusione non è uno sportivo, è un esaltato che trova uno spazio per sfogarsi, questa cosa non va bene. Il calcio può essere tante altre cose, ma prima di tutto non dimentichiamo che è uno sport.”

 

 

Progetti futuri? Dove la vedremo prossimamente?

“Prossimamente al cinema, in un film nel quale credo molto, dal titolo “Forse è solo mal di mare”, di cui sarò il protagonista maschile, interpreterò un foto reporter che dopo aver girato il mondo trova la sua stabilità a Linosa. Una troupe riccamente toscana, prodotto da Cibbè Film. Al mio fianco ci sarà Maria Grazia Cucinotta, Barbara Enrichi, Annamaria Malipiero, Paolo Bonacelli e molti altri. Un film di Matteo Querci, la regista Simona de Simone, scritto da Tommaso Santi, direzione della fotografia Daniele Botteselle con le musiche di Andrea Benassai. Questa esperienza è stata veramente bella, abbiamo girato proprio a Linosa, un’isola stupenda che abbiamo vissuto a pieno. Siamo stati fortunati a godercela, tra l’altro per una settimana non abbiamo avuto collegamenti per poterci spostare. Abbiamo vissuto da Linosani veri. A breve la produzione comunicherà la data di uscita del film.”

 

Un sogno nel cassetto di Francesco Ciampi?

“Il mio sogno è continuare a lavorare nel cinema, voglio proseguire nel regalare emozioni alla gente, ad emozionare, a raccontare storie. Una cosa molto gratificante è sapere le persone al cinema e che mentre guardano un tuo film dimenticano i problemi quotidiani, ma si rilassano e per un breve periodo provano a sognare. Ho molte cose pronte, storie,  progetti e sceneggiature scritte nel corso degli anni che mi piacciono molto. Vedremo più avanti che ne sarà di queste idee.”

 

Lei lo sa che ci ha visto lungo quando le venne in mente il film ‘Cenci in cina’?

“Fu una bella esperienza, ho dei ricordi stupendi di quel film. Io ho lavorato nel tessile a Prato, e nei primi anni 2000 ho capito che con il tempo qualcosa sarebbe cambiato. Dico sempre che quello fu un film profetico, infatti molti anni dopo a Prato ed in Toscana ci troviamo ad affrontare realmente quel tipo di situazione, lo dissi anche al regista Marco Limberti, che ho rivisto recentemente per il film di Pieraccioni. Ancora oggi ho molte idee profetiche come quella, con Manifatture Digitali il cinema in Toscana sta prendendo una bella forma. Speriamo di fare qualcosa in ricorrenza dei 10 anni dall’uscita di ‘Cenci in Cina‘, ricordo ancora il grande coinvolgimento di pratesi e toscani. L’unico rimpianto che ho è non aver scattato una foto con tutti gli attori del cast in un pranzo che facemmo a casa mia, forse presi dalla troppa euforia. I grandi attori toscani c’erano tutti.”

 

C’è uno sportivo che le è rimasto nel cuore?

“Io ho avuto la fortuna di assistere ai mondiali vinti del 1982, in quella squadra giocava un pratese: Paolo Rossi. Da adolescenti in genere ci si fanno gli idoli, io adoravo Pablito. Stavo iniziando ad apprezzare il cinema, in quei tempi Prato vantava Francesco Nuti, in più Rossi era campione del Mondo. Ero arrivato ad un punto che per me Prato era la città più bella del mondo, non era inferiore neanche a Los Angeles. Cosa potevamo volere di più?”

 

Hai sentito dire per caso che l’estate scorsa la Juventus ha comprato un certo Cristiano Ronaldo?

“Certo, questa è una delle classiche operazioni che io definisco ‘più grosse di noi’. Prendi il grande calciatore, ma dietro di lui ci sono tante altre cose. Il calcio oggi comprende tante cose, non solo pallone ma anche diritti televisivi, sponsor e varie cose. Ma un po’ tutto il mondo oggi funziona così. Però almeno quando compri il grande campione, piuttosto che pensare allo sponsor sulla maglia credo sia meglio ragionare sulle sue prestazioni. Poi io ripeto, non capisco niente di calcio, mi limito ad indirizzarlo nella categoria degli sport. Da bambino, mio padre mi portava a vedere il Prato, in una volta che andai sono addirittura finito in una pubblicità, avevo 4 anni. Forse li è iniziato il mio viaggio nel mondo dello spettacolo…”

 

 

 

 

 

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