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ESCLUSIVA F1 – Dai vetri rotti in piazza ai campi di Moena. Alla scoperta di Marco Meli, la giovane stella di Pioli: “E per la Fiorentina ha detto no a Juve e Milan”

Stazione Campo di Marte, Firenze, sabato 8 luglio. Sono passate da poco le otto del mattino e la nuova Fiorentina targata Stefano Pioli arriva al binario da cui partirà il treno per Trento, destinazione Moena. Fra le tante facce assonnate e il silenzio generale spicca un volto nuovo che, probabilmente, in molti non conoscevano ancora. E’ quello di Marco Meli, attaccante classe 2000 che si è aggregato ai grandi direttamente dagli Allievi. Doppio salto, dunque, per lui. Tuta viola, zaino sulle spalle, borsone e via, si parte, ingannando il tempo con la musica di Nicky Jam, che tanto gli piace, sparata nelle orecchie o con un bel film di Checco Zalone scaricato sull’Ipad: “E pensare che nemmeno se l’aspettava la convocazione da parte di Mister Pioli – Racconta in esclusiva ai nostri microfoni Sara, la sorella maggiore di Marco, ragazza ventenne innamorata delle lingue e che da grande vorrebbe fare la maestra: “Abbiamo un ottimo rapporto, anche se delle volte è un po’ dispettoso. Magari da fuori non si nota, perché è un ragazzo piuttosto introverso, ma in fin dei conti è un giocherellone, ha sempre la battuta pronta. Sono veramente orgogliosa di lui, perché è riuscito a conquistarsi questa opportunità allenandosi sempre al massimo e senza risparmiarsi. Detto questo il cammino è ancora lungo e lui lo sa bene…”. Già, di strada da fare ne ha ancora molta. Scatti, allunghi, pesi, gocce di sudore sia in campo che in palestra nel bellissimo paesaggio della Val di Fassa. Solo così si può reggere il passo di chi ha anni di Serie A alle spalle, solo in questo modo si può essere notati dagli occhi attenti di Stefano Pioli: “Ieri non ce la faceva nemmeno a parlare, era stanchissimo – Ci rivela sorridendo Jonatha, suo cugino siciliano che, nonostante la distanza, lo ha visto crescere fin da bambino: “Si è capito da subito che aveva un qualcosa di speciale. Ricordo che quando era ancora un bambino facevamo delle partitelle nella piazza del quartiere e non c’era verso, la palla non la vedevo mai. Adesso eccolo a Moena, a scambiarsi il pallone con i grandi. E’ rimasto impressionato da Cristoforo, tecnicamente fortissimo”.

L’ex allenatore della Fiorentina Primavera Federico Guidi, qualche mese fa, aveva elogiato la sua grande passione per il calcio. Vive di quello, diceva: “Può dirlo forte! – Esclama Sara – E’ sempre stato il suo più grande amore, fin da bambino. Mi ricordo che una volta, giocando per strada, ruppe il finestrino di una macchina. Fortunatamente non ha dovuto pagare i danni, ma da lì i miei genitori gli hanno detto “Fermati va, ti iscriviamo in una squadra che è meglio”. E così è iniziato tutto, aveva sei anni”. La carriera del giovane Marco inizia, quindi, alla Polisportiva Cascine di Buti, dove condivide lo spogliatoio con Gioele, attaccante di tutto rispetto, con un passato alla Pistoiese. Si sa come funziona nel calcio giovanile, però. Purtroppo non sempre prevale il più bravo, troppi interessi intorno a quella sfera che gira… “Ma non ho mai avuto la testa di Marco – Ci racconta – Lui non sgarra mai, si allena sempre al massimo e nel tempo libero mantiene la testa sulle spalle, anche quando si tratta di uscire fuori con gli amici per divertirsi. E’ umile, disposto al sacrificio e la sera sempre a letto presto”. Gioele va avanti nel suo racconto, mentre osserva l’allenamento dell’amico dalla diretta di Viola Channel: “Dopo un anno le nostre strade si separarono. Lui giocava con noi ’98 e, pur essendo più piccolo di due anni, faceva ugualmente la differenza. Dopo sei mesi alla Polisportiva lo notarono in un torneo e lo chiamarono al Tau Calcio. Poi ecco subito la Fiorentina”.

“Ma i viola non furono gli unici a notarlo – Torna a raccontare Sara – C’erano state delle proposte da parte di Juventus e Milan ma preferì rimanere vicino a casa, rifiutando infine anche l’Empoli. L’idea di giocare insieme ai Pulcini della Fiorentina lo esaltava, non vedeva l’ora di cominciare”. Classico esempio di canterano viola, dunque, lui che si è fatto praticamente tutta la trafila del settore giovanile, dai Pulcini fino alla Primavera, con cui ha esordito quest’anno al Torneo di Viareggio: “Però il suo cuore non è tutto viola – Sottolinea timidamente Sara – Il babbo gli ha trasmesso la passione per l’Inter! Chissà, magari presto potrebbe giocare a San Siro e fare un bel dispetto anche a lui…”

 

 

 

 

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