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ESCLUSIVA F1 – BAIANO: “Napoli primo vero esame. Chiesa fortissimo… ma in Italia non diamo tempo ai giovani”

Una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e un campionato di Serie B con la maglia della Fiorentina, gli anni a Napoli con Maradona. Il match di domani è anche la partita di Ciccio Baiano. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili azzurre e compagno di squadra di un altro fenomeno argentino, Gabriel Batistuta.

Attaccante esterno di un calcio completamente diverso da quello attuale… 

“Il calcio, come ogni altra cosa, si è evoluto. Sicuramente io preferisco quello di prima. In Italia arrivavano stranieri di profilo mondiale ora un po’ meno anche per colpa della crisi. Io comunque sono positivo, stiamo venendo fuori, non siamo messi così male. Bisogna solo provare a mettere da parte i propri interessi e spenderli nel calcio. Nei fatti però, non solo a parole…”.

Due argentini in particolare, Maradona e Batistuta. Due amici e due compagni di squadra che ti hanno lasciato entrambi qualcosa…

“Gli argentini in Italia si sentono a casa e fanno sempre molto bene. Io ho avuto la fortuna di giocare con un extraterrestre come Maradona e con Batistuta, un fenomeno. E’ stato uno dei più forti attaccanti, tra i primi cinque al mondo”.

Un suo ricordo?

“Il ricordo più bello di Napoli è sicuramente Diego. Mi prese subito in simpatia, mi regalava le scarpe perché io non avevo lo sponsor e le dovevo comprare. A Firenze ricordo questa forte amicizia, nata a pelle, tra me e Batistuta ma ti posso garantire che quella squadra aveva un grandissimo gruppo”.

Un gruppo anche vincente! Perché oggi si fa più fatica?

“Abbiamo vinto la Coppa Italia, siamo arrivati sempre in zona Uefa. Non c’era la possibilità di vincere scudetti ma per noi arrivare in Coppa Uefa era come vincere un campionato. Oggi, è vero che la proprietà non ha vinto niente, però spesso sono arrivati in Europa. Non me la sento di andare contro questa gestione. Da tifoso, naturalmente, spero sempre che a Firenze possa arrivare Messi, Suarez o un altro Batistuta ma nella vita bisogna essere realisti. Io credo che il problema non siano gli investimenti mancati ma la distanza tra questa proprietà e la squadra. I tifosi non sono stupidi, sono anche loro realisti e conoscono i parametri del calcio attuale. La Fiorentina non cambia se arriva uno sceicco”.

Firenze è, però, una piazza esigente. Lei ha vissuto il calore di entrambe le tifoserie ci sono delle affinità? 

“Certo, sono molto simili, entrambe passionali. A Firenze c’è una tifoseria paragonabile a quelle del sud, molto legata alla propria squadra ed è anche normale che vogliono sempre qualcosa in più. Tante tifoserie si aspettano un buon lavoro dalle società anche se il calcio è cambiato. Non esiste più Paperon dé Paperoni e, anche se arriva, i parametri sono diversi. Un presidente non può mettere soldi nella società. E’ tutto legato ai fatturati che fai “.

Questo qualcosa in più che cercano i tifosi, quest’estate è stato fatto dalla Fiorentina? Come giudica il mercato viola?

“Penso che il mercato della Fiorentina è stato fatto in modo intelligente e non ne avevo dubbi. La Fiorentina ha un direttore sportivo molto bravo ed ha un allenatore che è il valore aggiunto di questa squadra. E’ una delle squadre più giovani del campionato, hanno cercato giocatori di qualità, giovani e che hanno voglia di farsi vedere. Per il Napoli invece era più difficile fare mercato. E’ una squadra forte che ha fatto 91 punti e per migliorarla devi prendere top e costano tanto”.

Una squadra forte che però vive ugualmente una forte contestazione. Questo può influire sulla partita di domani?

“Non credo possa influire sulla testa dei calciatori che scendono in campo. Sono situazioni diverse ma in entrambi i casi le tifoserie non sono contro la squadra ma contro la proprietà. Per fortuna i calciatori non si fanno influenzare, scendono in campo per portare a casa il risultato”.

Allora parlando della partita che pericoli può incontrare la Fiorentina al San Paolo?

“Contro il Napoli è normale che la Fiorentina deve cercare di restare corta. Deve dare pochi spazi dietro la linea della difesa. Provare ad essere aggressiva perché se il Napoli prende il pallino del gioco prima o poi riesce a trovare l’imbucata giusta. Naturalmente anche il Napoli deve stare attento a non commettere errori sul possesso palla perché la Fiorentina è molto pericolosa quando riparte”.

Il Napoli dunque deve prestare molta attenzione alla squadra di Pioli che ha iniziato anche bene in campionato. Lei cosa ne pensa?

“Un inizio molto positivo al di là dei risultati. Due ottime prestazioni contro Chievo e Udinese, una squadra solida che sta bene fisicamente. Naturalmente domani contro il Napoli sarà il primo esame per testare realmente il potenziale della Fiorentina. In questo momento stanno bene e non hanno nulla da perdere”.

Magari con Baiano e Batistuta in campo il test era molto più facile da superare… C’è qualche calciatore viola che per caratteristiche le somiglia?

“Della Fiorentina nessuno, forse del Napoli Insigne ma sia Simeone, Pjaca, Eysseric e anche Chiesa hanno caratteristiche diverse”.

Chiesa e Insigne appunto… In Nazionale per loro non è stata una settimana da ricordare. Forse ci sono troppe aspettative?

“Non si può chiedere ad un ragazzo di 22 anni di reggere il peso della Nazionale. E’ appena al suo secondo anno in Serie A. Lo stesso problema lo ha avuto Insigne. Dare troppa pressione non è giusto. In Italia siamo abituati a sparare subito sentenze, non diamo tempo ai giovani e poi ci lamentiamo…”.

Giovani, come giovane è questa Fiorentina. Lei in coppia con Batistuta ha fatto vedere buonissime cose, pensa che anche Chiesa possa aiutare Simeone nella sua crescita? 

“Federico può sicuramente aiutare l’argentino in fase realizzativa anche se lui naturalmente vuole essere determinante anche con i gol. E’ giovane ha dei margini di miglioramento incredibili e ha la fortuna di avere un papà calciatore che sa dare i giusti consigli”.

 

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