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ESCLUSIVA F1, Amoroso: “Senza il fallimento sarei rimasto a Firenze ancora a lungo. Fiorentina squadra giovane, ci vorrebbero innesti di esperienza. Domenica il derby…”

Un lungo passato in viola, dal settore giovanile fino alla prima squadra, poi una parentesi professionale e di vita della durata di sette anni in rossoblu. Il protagonista in questione è Christian Amoroso, grande ex di Fiorentina e Bologna. Amoroso ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni in vista del derby dell’Appennino tra Bologna e Fiorentina.

Christian, cosa ci può dire della sua doppia esperienza?

“A Firenze sono cresciuto dai 14 anni e ho fatto tutta la trafila fino alla prima squadra. Sono dovuto andar via a causa del fallimento con Cecchi Gori, avevo ancora tre anni di contratto. Sarei rimasto a Firenze chissà per quanto tempo ancora. Per me è una città importante perché mi sono formato lì calcisticamente”.

Cosa ha rappresentato per Lei Bologna?

“E’ una realtà completamente diversa, la tifoseria è molto più tranquilla rispetto a quella di Firenze, che è passionale ed esigente. Mi son trovato bene da entrambe le parti, a Firenze sono cresciuto io, a Bologna i miei figli. Sono state due città importantissime per la mia vita professionale e privata”.

Cosa voleva dire vivere lo spogliatoio con un simbolo come Batistuta?

“Mi spogliavo proprio accanto a lui, ma c’era una buona dose di incoscienza giovanile. Per me era una situazione quotidiana, non mi rendevo conto dell’importanza che aveva quello spogliatoio lì. Poi a mente fredda, quando realizzi, hai tutta un’altra considerazione”.

La Fiorentina durante la scorsa stagione ha vissuto una tragedia con la perdita di Davide Astori. Cosa ha provato da ex giocatore viola?

“E’ stata una disgrazia che ha colpito tutti, Astori era un ragazzo eccezionale, io non lo conoscevo personalmente, ma tutti quelli che lo conoscevano mi hanno parlato solo bene di lui. In quelle situazioni i gruppi forti si uniscono, la reazione della Fiorentina è stata da squadra vera, da collettivo unito. Questo è avvenuto grazie alla presenza di un grande allenatore e di una grande persona come Pioli. E’ stata la reazione migliore che la squadra potesse avere”.

Quest’anno, nonostante un inizio spumeggiante con 6 gol, la Fiorentina sembra aver frenato bruscamente…

“E’ una squadra giovanissima, è difficile spiegare al tifoso viola che ci vuole pazienza, ma la squadra può diventare importante se la società aggiungerà col tempo pezzi pregiati. Secondo me la cosa più importante per quest’anno è che il gruppo abbia un’identità, che già ha. Essendoci tanti giovani, ovviamente, ci sono degli alti e bassi, ma Pioli sta facendo un grandissimo lavoro. Fossi un tifoso della Fiorentina sarei contento, ma è chiaro che è difficile perché avendo vissuto situazioni importanti in passato, come la Champions League, i tifosi sono esigenti. La realtà della Fiorentina quest’anno è diversa, bisogna pensare in prospettiva e cercare di aiutare la proprietà che in questo momento, ma forse mai, non potrà competere contro le grandi forze del campionato come la Juventus”.

Sulla sponda bolognese in panchina risiede Filippo Inzaghi, criticato fortemente dopo le ultime prestazioni della squadra. E’ esagerato parlare di “rischio esonero”?

“Accusare Inzaghi dopo poche giornate  dalla prima vera esperienza in Serie A è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Il Bologna sulla carta non si può piazzare in Europa e fare un campionato tranquillo, lo dicono i numeri. L’allenatore è importante, ma incide per il 20-30% in queste situazioni. Se non ci sono i giocatori importanti non si possono fare paragoni. Simone Inzaghi ha una squadra nettamente più forte d quella del fratello. Il Bologna ha delle ottime potenzialità economiche, ha fatto un nuovo centro sportivo, bellissimo. Tuttavia in società devono capire che bisogna investire un po’ di più sulla squadra. Quest’anno non dovrebbero avere problemi, visto che sotto ci sono già gruppi come l’Empoli, il Frosinone e il Chievo. Ma se capitasse la stagione storta, sarebbe un attimo retrocedere e sarebbe anche un peccato per tutti quegli investimenti fatti. Attualmente i giocatori non sono all’altezza della società, spero quindi che nel mercato di riparazione vengano inseriti degli innesti che possano permettere ad Inzaghi di far bene”.

Non sarebbe il caso, anche per la Fiorentina, di inserire in rosa qualche giocatore di esperienza in vista del mercato di gennaio?

“Io ne inserirei anche tre o quattro, se i viola vogliono ottenere i risultati il prima possibile. Tra i titolari Vitor Hugo, che è il più vecchio (27 anni, ndr), non è un veterano. Se metti un giocatore di esperienza a centrocampo e uno davanti la dimensione cambia e nei momenti di difficoltà i più vecchi fanno da guida ai più giovani, che trovano sicurezza”.

A proposito di giovani, che ne pensa di questa nuova Nazionale sotto la gestione Mancini?

“Anche qui sono tutti giovani perché è ripartito un ciclo e questa è una cosa sicuramente positiva. Mancini fa girare bene la squadra, che ha dimostrato di possedere doti tecniche importanti. Manca solo a finalizzazione, ma sono convinto che prima o poi gli azzurri miglioreranno anche sotto questo punto di vista”.

Lei è reduce da un’esperienza col Sestri Levante, ora è svincolato, si vede in futuro nel massimo campionato italiano?

“Per ora penso al presente, sto cercando una squadra che mi dia la possibilità di crescere come allenatore, ma nel caso in cui si presentasse l’occasione sicuramente la coglierei. Per ora sto bene in questa dimensione”.

Un pronostico per il derby dell’Appennino?

“Le due squadre se la giocheranno quasi alla pari, in percentuale direi 60% Fiorentina e 40% Bologna”.

 

 

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