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EDITORIALE, Le prime dieci della Fiorentina in numeri: il rendimento di titolari e riserve, quante indicazioni…

Il campionato della Fiorentina è giunto alla decima giornata. In classifica i viola hanno ottenuto 15 punti e si piazzano, momentaneamente, al sesto posto (ultimo slot utile per l’Europa) insieme ad altri tre club: Sampdoria, Sassuolo, e Roma. Se il campionato finisse oggi (a circa un quarto del torneo) per la viola sarebbero preliminari di Europa League in virtù della migliore differenza reti rispetto alle concorrenti con lo stesso punteggio. (Regge comunque un forte equilibrio, la Fiorentina ha affrontato già la Samp, 1-1. Mancano il Sassuolo la Roma che arriverà sabato al Franchi). L’unico vantaggio per gli uomini di Pioli risponde, dunque, alla speciale classifica della differenza reti, con una difesa che ha subito solo 8 gol (il Napoli secondo ne ha subiti 11) ed un attacco che, sta stentando, ma comunque resta nella media con 16 gioie per Simeone e compagni (Roma e Sassuolo 17, Samp 14). Questi sono i numeri principali di queste dieci giornate che lasciano intendere un cammino importante tra le mura amiche (la classifica delle partite in casa dice primo posto con 13 punti, gli stessi di Juve,Napoli e Milan) che, però, deve migliorare lontano dal Franchi (la classifica delle trasferte dice 17’esimo posto con solo due punti e nessuna vittoria).

Poi scendendo nei particolari bisogna capire come la rosa a disposizione di Stefano Pioli ha suddiviso la mole di lavoro in questi primi 10 squilli di campionato. I dati sono molto particolari:

In porta:

Dragowski (224’ minuti) è tra i secondi più utilizzati in Serie A, aiutato dallo stop di Lafont (675’ minuti) che si è fermato contro l’Udinese per poi saltare Napoli e Sampdoria a vantaggio del polacco. Ancora a zero il giovane Ghidotti.

In difesa:

Spicca poi una difesa “onnipresente”. Praticamente la solita da inizio stagione se non fosse stato per la brutta prova nel primo tempo di Fiorentina-Spal di Biraghi (855’minuti), sostituito al 45’esimo con Hancko (45’minuti). Milenkovic, Hugo e Pezzella a quota 900’ minuti. Sempre in campo e mai sostituiti dal mister emiliano. Per gli altri difensori in rosa 9’minuti totali, quelli di Laurini. Ancora nessuna presenza per Ceccherini, Diks e Olivera.

In mediana: 

A centrocampo c’è più equilibrio e solo Gerson (671’minuti) le ha giocate tutte. Veretout (694’minuti) il più utilizzato da Pioli, nonostante l’assenza nelle prime due giornate. Seguono Benassi (615’minuti) ed Edimilson Fernandes (561’minuti). Poca roba per Dabo (58’minuti) 4 presenze da subentrante e Norgaard (36’minuti) nella prima contro il Chievo.

In attacco:

Thereau e Graiciar sono ancora a quota zero minuti. Per i giovani Sottil (18’minuti) e Vlahovic (10’minuti) solo pochi spezzoni. Il più utilizzato, naturalmente, è Federico Chiesa (852’minuti) che con Simeone (815’minuti) le hanno giocate tutte. Lontano Pjaca (430’minuti) spesso sostituito viste le 9 presenze su 10. Eysseric (339’minuti) sfrutta il ritardo di condizione del croato ad inizio stagione e Mirallas (289’minuti) ancora non è riuscito ad entrare nella mentalità del campionato italiano e Pioli lo tiene spesso “congelato” in panchina.

Insomma, per l’allenatore viola, certezze, soprattutto difensive, ma alternative non all’altezza dei titolari (come testimonia il minutaggio delle riserve). Il dubbio sta proprio in questo:

Queste dieci giornate hanno certificato che esistono 12/13 titolari e quindi la squadra ha trovato un profilo solido per andare avanti, oppure, anche in una condizione poco idilliaca dei titolari, Pioli, quando guarda alle sue spalle trova poche ispirazioni in panchina? 

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