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E’ SEMPRE CALCIOMERCATO – Supermarket Fiorentina: DV pronti alla cessione ma Corvino deve rimodellare la squadra del futuro, ecco come

E’ sempre il tempo giusto per fare buoni affari, se il momento è propizio. Lo sanno bene tutti gli esperti di calciomercato e soprattutto lo sanno i dirigenti delle varie società, i quali, a dispetto dei vincoli temporali delle due sessioni annuali, spesso iniziano a muoversi con largo anticipo sui potenziali rinforzi e sulle potenziali cessioni. Da questo presupposto nasce la rubrica “E’ sempre calciomercato” che, a cadenza settimanale, tratterà i temi del calciomercato della Fiorentina.

Giorni caldi per il mercato della Fiorentina, entrata più che mai nel vortice delle trattative nonostante il comunicato ufficiale che mette in cartello vendesi in Viale Fanti: nonostante l’aria incerta che si respira a Firenze i Della Valle e la dirigenza continueranno a muoversi soprattutto in uscita.

E’ ormai cosa nota a tutti che la Fiorentina stia attuando una vera e propria rivoluzione, partendo dalle cessioni degli elementi più importanti per creare un nuovo ciclo come già successo più volte negli anni passati: Kalinic vuole il Milan, Bernardeschi la Juventus, Gonzalo ha già salutato Firenze e a breve potrebbe farlo anche Borja Valero, anche se controvoglia. Firenze è da sempre una piazza calda e appassionata, i tifosi viola sicuramente mettono al primo posto il cuore e l’amore per la squadra e guardano sconsolati e con disprezzo la grande smobilitazione che si sta attuando in questi giorni. Se il tifoso può restare ancorato al puro sentimento quando si parla di calcio, per i dirigenti si tratta di lavoro e si devono valutare anche e soprattutto le capacità economiche in linea con la volontà della proprietà, che è più o meno direttamente l’unica responsabile delle scelte effettuate. Se le risposte del cuore sono piuttosto semplici da capire e sono state analizzate nel dettaglio nelle ultime settimane, le ragioni del portafoglio e della società probabilmente sono rimaste inascoltate: da questo presupposto è necessario dunque analizzare con più attenzione il momento in casa viola.

I Della Valle sono chiaramente alla ricerca di un compratore per la Fiorentina ma come sappiamo bene non è certo facile trovare oggi investitori in grado di farsi carico di una società di calcio, specialmente se non si tratta di un club di livello internazionale: basta vedere Milan e Inter, con i tormentoni dei compratori cinesi che hanno tenuto banco per anni. Se per i tifosi Firenze e la Fiorentina sono insostituibili, per gli investitori parlano i bilanci decisamente poco positivi soprattutto per quanto riguarda le entrate, con pochi milioni di euro che arrivano da sponsor e marketing. Il bacino d’utenza della Fiorentina non è certo ampio e la mancanza di programmazione e di identità della società (sotto la gestione Della Valle perlomeno) non migliora certo l’appeal della Viola.

In un clima di attesa e di smobilitazione, Corvino è costretto dunque al principio dell’autogestione per volontà dei Della Valle e per le regole sia del Fair Play finanziario che della Serie A: per l’iscrizione al campionato italiano infatti sarà necessario mantenere il pareggio di bilancio d’ora in avanti come linea generale, anche se sono previste delle flessioni (minime) per i primi anni. Considerando che il monte ingaggi della Fiorentina è finora sempre stato superiore alle possibilità delle casse viola (e ripianato solo ed esclusivamente dalle plusvalenze ottenute dalle cessioni), Corvino sta lavorando per rientrare nella dimensione economica della Fiorentina. Come già avevo scritto tempo fa (LEGGI QUI), la Fiorentina non può continuare a sostenere un monte ingaggi pari a circa l’80% delle entrate, ben al di sopra delle medie delle altre squadre che oscillano tra il 50 e il 70%, a maggiore ragione se ci dovrà essere un cambio di proprietà nel futuro.

Corvino dunque deve cedere i giocatori giusti al momento giusto, abbassare il monte ingaggi e i costi di gestione della società, provando così a rendere più appetibile una società che è costata ai Della Valle in media 15 milioni a stagione per un totale di 221 milioni (dati CalcioeFinanza.it): se adesso buona parte dei tifosi sono in guerra aperta con i DV non è dovuto alla mancanza di investimenti ma alla mancanza di presenza a Firenze, di programmazione e di trasparenza su obiettivi e strategie da attuare per crescere sul piano calcistico e sul piano economico.

Tornando al calciomercato risulta dunque importante capire la necessità di aprire un nuovo ciclo, cedendo i giocatori, senza distinzioni, se è il momento giusto per farlo: Bernardeschi è da mesi che ha chiarito la sua volontà di non rinnovare in viola, Kalinic ha rinunciato ai milioni della Cina questo inverno per accasarsi in Europa in un club di maggiore prestigio, l’unico che non vorrebbe andarsene è Borja Valero, il “sindaco”, idolo dei tifosi fiorentini. Se per il numero 10 viola e l’attaccante croato la differenza è stata fatta dal giocatore, per il centrocampista spagnolo è la dirigenza a forzare la mano per la cessione all’Inter e da un punto di vista economico è indubbiamente la scelta migliore: Borja ha 32 anni, viene da due stagioni di calo fisico e tecnico costante, ha un ingaggio relativamente alto per le casse viola e i 7 milioni della sua cessione potrebbero essere l’ultima chance di cessione per un prezzo adatto. Non dimentichiamoci che per una squadra come la Fiorentina è fondamentale vendere al momento giusto, prima di svalutare i giocatori: per Gonzalo sono state rifiutate offerte nelle passate stagioni e se n’è andato a zero quest’anno, Ilicic è stato ceduto per 5 milioni quando solo l’anno prima poteva portarne almeno il doppio, e così via…

La Fiorentina sembra dunque avviarsi verso un ridimensionamento, almeno in termini economici, ma molto dipenderà dalla capacità di gestione e di investimento. Gli esempi di Atalanta e Siviglia dovrebbero incoraggiare a puntare sui giovani e a non avere paura delle cessioni: a Firenze è necessario tornare a fare calcio, con rispetto dei tifosi ma anche con la consapevolezza del bisogno sia di ricucire i rapporti tra dirigenza e tifosi così come di creare un progetto sportivo reale che sia chiaro e fattibile per tutti.

 

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