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Digestione natalizia turbata dalla sconfitta, adesso resta un solo obiettivo stagionale

Se Baba Natale aveva aiutato a godersi il cenone, Santo Stefano, scrive il Corriere Fiorentino, ha lasciato il carbone sotto l’albero viola. Battuta da un gol di Lulic e da una Lazio più forte, la Fiorentina esce dalla Coppa Italia e resta soltanto con un obiettivo da rincorrere: non è una bella sensazione per chi era abituato a lottare su tre fronti almeno fino a primavera, ma tant’è. Pioli se non altro potrà ridurre il poco amato turnover e affidarsi ai fedelissimo. Ma già sabato contro il Milan dovrà lanciare una segnale chiaro in ottica qualificazione europea.
Il mister viola sceglie un massiccio turnover: rispetto a Cagliari ci sono 5 giocatori nuovi tra cui Babacar e Saponara. Le scelte, però, non pagano anche perché la Lazio vuole rifarsi dopo la beffa del Var in campionato e in più ha Milinkovic-Savic. Il gioiello servo che due anni fa era al Franchi per firmare con la Fiorentina e che sul più bello ci ripensò. Proprio lui diventa l’uomo che scatena i continui contropiede laziali, spesso resi deliziosi dai tocchi felpati di Felipe Anderson.
La Fiorentina si rende pericolosa solo con Chiesa. Troppo poco per pareggiare e restare aggrappati alla coppa. In semifinale va la Lazio, la Fiorentina invece rimanda di un ulteriore anno il sogno di vincere il primo trofeo dell’era Della Valle.

 

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