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CONSIDERAZIONI A FREDDO, Una Fiorentina che deve imparare a gestire i due tempi. C’è da lavorare sulla testa

C’è chi lo ama, c’è chi lo mette spesso in discussione. Forse perché taciturno, riservato e con due occhi di ghiaccio, o forse per qualche scelta non condivisa, ma Stefano Pioli è tutto fuorché un allenatore poco attivo. Con lui il posto da titolare c’è da sudarselo, lo ha confermato anche Marco Benassi durante un’intervista a La Nazione gli ultimi giorni di agosto. Lo stesso Marco Benassi che ieri contro la Sampdoria è entrato già nervoso, forse per la mancata partenza da titolare o forse per aver subito l’umore grigio della squadra dopo il pareggio di Caprari. Proprio lui, che fino alla partita contro l’Udinese era capocannoniere della Serie A. Oltre ad essere già una pedina fondamentale di Mister Pioli, altrettanto mogio in viso e, strano a dirsi, poco attivo.

In effetti il Mister deciso e decisivo delle scorse giornate, ieri, non si è visto più di tanto. Dai suoi occhi si leggeva una certa insicurezza, davanti ad un avversario insidioso, specialmente nel secondo tempo. E questa insicurezza percepita nella ripresa si è riversata sulle spalle di tutta la squadra. Un primo tempo a ritmi altissimi, con Biraghi e Simeone che si inventano un’azione di coppia che porta all’1-0, Pjaca che si vede parare un pallone impossibile da Audero, Chiesa che semina il panico quando punta l’area. Poi nella ripresa cambia tutto: la Fiorentina si addormenta piano piano. Subisce il bellissimo gol realizzato da Caprari e soffre le scorribande a centrocampo di un freschissimo Gaston Ramirez. I viola sembrano ripetere lo stesso secondo tempo messo in campo contro il Napoli, dimostrando un atteggiamento rinunciatario, come se d’un tratto ogni uomo non fosse più in grado di recuperare palloni e ripartire, con una stanchezza di fondo che si intravede, più o meno, dal 65° in poi. Che non sia questo il vero punto debole mostrato in queste prime quattro giornate di campionato? L’incapacità di gestire allo stesso modo i due tempi e il rischio di subire gol, che aumenta vertiginosamente. 

Come se non bastasse Pioli, ieri, non ha sostituito un giocatore fino al 70°, quando Benassi, citato in precedenza, è subentrato a Gerson. Un comportamento strano, quello del tecnico viola, che da sempre tiene alla forma dei giocatori in campo e che ieri sembra essersi atteggiato come Vincenzo Montella qualche anno fa: tre cambi negli ultimi 20 minuti. Una scelta un po’ azzardata, probabilmente, visto il pizzico di inesperienza dovuta alla giovane età della squadra. Dopo una Fiorentina partita con 8 gol in quattro partite, qualcuno si sarebbe potuto aspettare di più. In effetti i numeri sono molto simili all’anno scorso, anche se migliori: nella stagione 2017/2018 la Fiorentina ha ottenuto 6 punti nei primi quattro incontri, durante la stagione in corso 7. Numeri che fanno comunque ben sperare, perché positivi, ma gli aspetti da migliorare sono ancora molteplici. Pioli dovrà combattere il tabù che da anni lo attanaglia, il secondo anno mediocre nelle squadre in cui ha allenato finora, formando una squadra di giovanissimi. Tecnicamente ci siamo quasi, mentalmente c’è ancora da lavorare.

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