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COMMISSO, “Salviamo la stagione 2020-21, ma spero si riprenda da ora”

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha parlato in diretta a “Il Salotto dello Sport” su RTV38: “La trasparenza è sempre la cosa giusta con cui mostrarsi. Non è giusto fare i nomi dei ragazzi che sono risultati positivi ma asintomatici. Io penso che fra pochi giorni saranno ok. Dalla prossima settimana spero che tutti possano tornare ad allenarsi. C’è la voglia di iniziare a giocare. Ma come prima cosa c’è la salute”,
Sulla ripresa: “Spero si riprenda. Nessuno sa quello che che succederà tra un mese. L’intenzione nostra è andare avanti e speriamo che il Governo ce lo permetta”.
Sulla preoccupazione per i positivi: “Io non so se coloro che sono stati contagiati sono nella stessa forma di coloro che non sono risultati positivi. O la forma che avevano due mesi fa. Questo lo accerteremo in queste settimane”.
Sulla stagione successiva: “Non possiamo avere due stagioni rovinate. Oggi la salute, ma domani dovremmo fronteggiare la crisi economica. Non solo in Italia, ma anche in America. L’economia deve andare avanti. Se non si rovina anche l’anno prossimo tutto il calcio sarà rovinato. Cerchiamo di compromettere la prossima stagione. Se dobbiamo compromettere una stagione, che sia questa. Se roviniamo la prossima stagione, si rovina un’intera industria”.
Sullo stadio: “Per me, venendo da fuori, la via giusta è quella che abbiamo espresso mesi fa, e altre squadre l’hanno spostata. Io ho vissuto la situazione che è successa a Roma. Io non capisco perché in Italia non si convincono che non possiamo vivere con i monumenti che sono stati costruiti 50 anni fa. Lo stadio aiuta le aziende. Non possiamo competere se abbiamo le mani legate. I governi in altri paesi hanno aiutate le squadre a costruire. Io sto portando soldi dall’America per investire in Italia. Sarebbe un bene per il paese e per la nostra industria”.
Sul restyling del Franchi: “Devo vedere tutte le alternative. Anche Campi è una di queste. Se io fossi stato sindaco di Firenze anche io come Nardella avrei voluto lo stadio nel mio comune. Lo stadio Franchi, ho letto, che quando venne fatto a Campo di Marte, quella zona non faceva parte di Firenze. Quindi magari fra 50 anni Campi potrebbe essere Firenze (ride, ndr). Io devo guardare a lungo termine. E non guardiamo solo un’alternativa. Per me lo stadio non è un monumento. Prima i tifosi e dopo le infrastrutture. Voglio una struttura moderna. Vorrei che si parlasse dello stadio di Firenze come si parla di quello del Manchester, del Bayern Monaco. Lo stadio va vissuto sette giorni la settimana. Non solo uno/due”.

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