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Chiesa, il simbolo del nuovo corso

DODICI MESI, un anno appena, possono essere sufficienti per cambiarti la vita. In modo radicale, importante. Sì, anche se _ anagraficamente _ sei poco più di un ragazzino e non sai quanto possa essere sottile la linea che segna il confine fra i sogni e una realtà decisamente diversa. Poi se sei un tipo concreto, come Federico Chiesa lo è, se quella data di nascita scritta sulla carta d’identità può sembrare addirittura sbagliata per la grande maturità che dimostri nel fare di tutto e di più, e se alle spalle hai una famiglia, come la famiglia Chiesa e un papà, Enrico, che ha saputo prenderti per mano e portarti sui campi di calcio con lo spirito giusto, beh… allora in appena 12 mesi può accadere davvero tanto. E soprattutto nella direzione positiva.

COSÌ, la stagione che sta per iniziare, per il giovane Federico ha già un sapore speciale. Quello della consacrazione. Della promozione definitiva a protagonista di una Fiorentina che deve e vuole voltare pagina. Pioli e soprattutto Corvino stanno plasmando la struttura della nuova squadra. Arrivi e scommesse hanno già fatto capolino a Firenze, mentre il programma delle cessioni prevede scossoni molto importanti. Nel mezzo ci sono però i punti fermi del futuro viola e fra questi spicca appunto Federico.

LE QUALITÀ tecniche del giocatore sono sbocciate e si sono sviluppate nel corso della scorsa stagione (uno dei meriti di Paulo Sousa è stato dargli fiducia e puntare su di lui), quelle sotto il profilo caratteriale si sono affinate con lo scorrere dei mesi e con una Fiorentina sempre più in tilt e soffocata dalle polemiche e dai pochissimi risultati. Chiesa è cresciuto, ha evidenziato il suo carattere più da campioncino con una discreta dose di esperienza che da debuttante appena sbarcato nel calcio che conta dopo buone giocate in Primavera. Oggi, Federico non è ancora un leader, sia chiaro, ma ha già preso sulle sue spalle la fiorentinità che nei prossimi mesi potrebbe farlo diventare la vera (e nuova) bandiera della Fiorentina.
Alzi la mano infatti chi, sospettando la sempre più probabile cessione di Bernardeschi non abbia già capito che toccherà a Chiesa recitare il ruolo di bandiera. Servirà, alla Fiorentina, avere un riferimento, un simbolo, un punto di forza, anche morale, per farsi riabbracciare dal popolo viola. E per un Berna che può andarsene ecco un Chiesa già capace di raccoglierne il testimone. In campo, ma anche fuori.

UN ANNO FA, Federico era solo un ragazzino che Sousa aveva deciso di studiare a Moena e di valutarne la possibilità a meno di arruolarlo in prima squadra. Oggi, Federico è già l’immagine di una Fiorentina che nei prossimi mesi dovrà riconquistare fiducia e risultati. E chissà fra altri dodici mesi, l’anno prossimo, chi potrà essere Chiesa junior. Magari l’eroe di una stagione segnata dalle sorprese. Sicuramente il cuore di una Fiorentina che ha voglia di correre in fretta verso il futuro, scrive La Nazione.

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