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Chiesa e le voci sullo United: un silenzio che sa molto di assenso

Ci risiamo, come avviene ormai da due anni a questa parte tornano a farsi insistenti, con una ciclicità anche abbastanza prevedibile, le voci su un addio alla Fiorentina nella prossima sessione di calciomercato (tra l’altro nella giornata di ieri sono uscite le date ufficiali con l’apertura prevista per il 1 di settembre e la chiusura per il 5 ottobre) da parte di Federico Chiesa. Stavolta il club forte sul giocatore non è uno tra le due solite big del calcio italiano ossia, Juventus e Inter (che restano comunque interessate al talento gigliato), ma una società inglese in cerca di riscatto dopo anni, soprattutto quelli della gestione post Ferguson, parecchio tribolati. Ovviamente stiamo parlando del Manchester United. 

I Red Devils rispetto sia ai bianconeri che ai nerazzurri dispongono di una liquidità dal punto di vista finanziario che gli permetterebbe di accontentare le richieste del club viola senza l’inserimento di alcuna contropartita ma potendo arrivare ad offrire una cifra molto vicina ai 60/70 milioni di euro richiesti dal patron Commisso per lasciar andare il proprio talento. In tutto questo ovviamente sarà da capire bene la volontà dello stesso Chiesa che in merito al suo futuro non si è mai pronunciato nè in un senso nè in un altro, ma ha sempre preferito una linea, quella del silenzio, che oltre ad alimentare continuamente le voci sul suo futuro, a lungo andare non ha fatto altro che confermare la volontà da parte del numero 25 di lasciare Firenze. Se infatti da parte dell’esterno viola ci fosse stata la reale volontà di sposare in pieno il nuovo progetto targato Commisso, molto probabilmente sarebbero arrivate, come testimoniato dal caso Castrovilli ma anche da quello del giovane bomber serbo Vlahovic, dichiarazioni in cui veniva annunciata la voglia di legarsi anche e soprattutto in vista del prossimo futuro alla causa della Fiorentina, mettendo a tacere una volta per tutte i vari rumors che invece continuano, e continueranno, a darlo come ormai prossimo alla partenza. Il fatto che tutto ciò non sia ancora avvenuto, lascia presagire che da parte del giocatore sia rimasta intatta la volontà di cambiare aria a fine stagione e con l’intenzione di provare ad effettuare il definitivo salto verso un club attualmente facente parte dell’elite europea, o come nel caso del Manchester United in cerca di un forte rilancio sia a livello nazionale che in una competizione ambita come la Champions League.

Come già più volte da me sottolineato l’eventuale partenza di Chiesa non andrebbe presa come un dramma, e penso che questo ormai sia abbastanza acclarato anche tra i tifosi, ma piuttosto come un’iniezione di ulteriore fluidità economica che permetterà ai viola di arrivare ad allestire una rosa all’altezza delle ambizioni europee che la nuova proprietà ha dimostrato di avere in vista della prossima stagione già con lo scorso mercato di riparazione.

Da Belotti passando per Piatek fino ad arrivare ai vari Tonali, Vertonghen e Carrascal, tanti sono i nomi su cui la dirigenza gigliata è pronta a fiondarsi e molti altri sono quelli che sicuramente sono presenti sul taccuino di Pradè e Barone e che ancora non sono usciti alla ribalta tra i vari mezzi di informazione. È  proprio in vista di nomi di questo livello che la prospettiva del tifoso viola deve essere: “Ok, vendiamo Chiesa e con i soldi della sua cessione dimostriamo allo stesso giocatore che anche a Firenze si sta cominciando a fare sul serio”. L’aria con l’arrivo di Commisso è cambiata, ma forse non per Chiesa, il cui silenzio, in tempi di calciomercato, sa molto di assenso…

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