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CHIESA BIS: “L’infortunio di Ribery ci ha complicato la vita”

Vi riportiamo un altro spezzone dell’intervista rilasciata da Federico Chiesa al Corriere dello Sport:

La situazione?
«Non sono mai stato fermo per due mesi e la cosa mi pesa. Anche se ho lavorato parecchio, siamo professionisti. Ci siamo allenati costantemente seguendo il protocollo che trasmetteva ogni giorno Iachini».

Più forte il padre o il figlio?
«Quando segnerò 22 gol in 27 partite come fece lui a venticinque anni nella Samp potrò rispondere a questa domanda».

Individuata finalmente la posizione ideale? Sempre che tu ne abbia una.
«Le posizioni le ho coperte tutte. Sousa mi faceva giocare da quinto di centrocampo. Pioli da quinto ala alta. Montella mi ha impiegato anche nei due davanti, per Iachini sono un attaccante di destra».
Lo sei anche per Mancini. Nei tre.
«Sai cosa penso? Che lo spostamento dell’Europeo possa essere una cosa buona per chi, come me e Nicolò (Zaniolo), avrà la possibilità di sfruttare un altro anno e crescere sul piano dell’esperienza».

Esperienza che alla Fiorentina ha portato Ribery.
«L’acquisto più importante della stagione. Vederlo in allenamento, seguire i suoi tempi, avvertire la sua presenza in partita, tutte cose importantissime. Lui è un grande professionista e un leader e ha una tecnica pazzesca. Ci aiuta a crescere, il suo infortunio ci ha complicato notevolmente la vita, visto che avevamo trovato un assetto efficace».

Il lockdown ti ha visto più presente del solito su Instagram.
«Non sono un tipo social. Ma in questi due mesi ho aumentato il numero dei post per farmi sentire più vicino ai follower, ai tifosi della Fiorentina. Ho partecipato anche a un challenge Nike, sono cresciuti i contatti».

Fede, te lo devo dire: sei “programmato per uccidere“, sbagli più gol che risposte.
«Mi hanno insegnato a rispettare le persone e a valutare i momenti. Te lo ripeto: vorrei che questa intervista trasmettesse soprattutto fiducia a chi vive questo periodo come la sospensione della vita e dei sogni».

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